Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » Il platano plurisecolare di Luserna, testimone di 470 anni di storia:

Il platano plurisecolare di Luserna, testimone di 470 anni di storia

marzo 5, 2013 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Proseguono i racconti della serie “Giona degli Alberi“, scritti in esclusiva per Greenews.info da Tiziano Fratus, in viaggio alla ricerca degli alberi monumentali italiani. La sesta puntata è dedicata al platano di Luserna San Giovanni, in provincia di Torino. Il prossimo 21 marzo arriverà in libreria l’ultimo libro di Fratus, dal titolo “Manuale del perfetto cercatore d’alberi” (Kowalski): una guida pratica e insieme “filosofica” per tutti coloro che vogliono allevare il cercatore di alberi che riposa in ciascuno di noi.

Diverse persone mi segnalano una grossa quercia, “che ci vogliono diverse persone ad abbracciarla tutta”, almeno otto, anche dieci. L’ultimo in ordine di tempo è un caro amico, il poeta di Savigliano Beppe Mariano. Così, seppellito nella noiosa luce lattiginosa di una mattina d’inverno ci vado, a Luserna San Giovanni. Il comune è l’unione di due altri paesi che sono rimasti separati, e giustamente, per alcuni secoli, San Giovanni Pellice, che si trova alla destra del corso del fiume, il paese basso, il più abitato e dinamico, e Luserna, o Luserna Alta, che invece occupa uno spazio contenuto alla sinistra del corso del fiume, risalendo la valle in direzione Torre Pellice, tangendo il confine meridionale della provincia di Torino. Questi due agglomerati sono rimasti separati dall’anno del Signore 1657 al 1872. Due date antiche che un albero qui presente dovrebbe aver annotato nei suoi anelli interni.

Raggiunta Luserna Alta cercate la chiesa, che troverete facilmente, parcheggiate. Sulla vostra destra via Cavour che porta ad una cancellata con dentro degli alberi non grandi, quindi il sentiero che circonda la proprietà dell’Immacolata, un budello di pietre sopraelevato da due ponticelli in pietra. Percorrendolo il sentiero ci passate sotto e noterete spuntare, dalla cima, le lunghe e contorte ramificazioni di un platano, l’albero che stiamo cercando. Per vederlo da vicino e toccarlo bisogna tornare alla Parrocchiale, oltre noterete l’ingresso del Seminario Missionario Diocesano Redemptor Mater (piazza Parrocchiale n°17).

I missionari sono molto cordiali e mi fanno entrare. Chiedo di vedere il platano e mi fanno incontrare un anziano signore che è la memoria storica della zona. Ha 82 anni e si chiama Paolo. E’ figlio di un vecchio proprietario della zona e mi racconta che un tempo qui c’erano ben cinque grandi alberi. Suo padre, nel1930, aveva sentito dire, da un vecchio signorotto locale, che il platano aveva 390 anni. Se si sommano gli ottandadue anni che ci separano da quell’anno ai 390 abbiamo una cifra assolutamente affascinante: 470 anni (circa), ovvero l’albero dovrebbe essere stato messo a dimora intorno al 1540! Mezzo secolo dopo la scoperta dell’America da parte degli europei.

I cinque alberi erano il platano, un tiglio plurisecolare con un grosso tronco che si separava in tre branche primarie, abbattuto da una tromba d’aria nell’autunno del 1958; un pino altissimo che si vedeva dalla scuola: quando Paolo usciva tornava a casa seguendo la punta del pino. Una “Tula” come la chiama lui, un “Tulipiè” nel vernacolo locale, l’occitano, ovvero un Liriodendron tulipifera, un liriodendro o come lo chiamano i francesi Tulipier o Tulipier de Virginie (esiste anche un Tulipier de Chine, raro, Liriodendron chinense), abbattuto da un fulmine nel giugno del 1959, l’anno dopo la caduta del tiglio; aveva un diametro di 320 cm ovvero una circonferenza di circa dieci metri. Infine l’altro albero che è rimasto, una sequoia gigante. La si vede spuntare nello spiazzo ghiaioso all’ingresso del Seminario. Provo a chiedere se sa quando è stato messo a dimora, non lo sa ma mi dice che era un albero meraviglioso, già grande quando lui era ragazzo, ha iniziato a seccare quando negli anni Sessanta venne deciso di costruire uno degli edifici che ora danno su questo spiazzo, dove prima c’era un giardino pensile. Durante la costruzione segarono alcune radici e la sequoia iniziò a seccare, lentamente. Oggi svetta nei suoi ventidue metri di altezza, con la maggior parte della chioma secca. Sei metri di circonferenza del tronco,un’enorme iperplasia alla base, una lunga radice – nervosissima – emersa. Produce coni piccolissimi, grossi come il mio pollice, lunghi tre, tre centimetri e mezzo. I missionari mi dicono che è in programma l’abbattimento, inizia a pendere pericolosamente verso gli edifici.

Il platano si trova all’inizio di un prato, ad alcune decine di metri di distanza dal complesso missionario e dal vecchio convento dell’Immacolata, i proprietari di questi alberi fino all’inverno scorso. Un gregge di pecore si ristora accanto all’albero, da un ramo pende un’altalena in legno. Molto romantico. Si supera un cancello basso e si approda alle radici espanse di questo gigante. Sono molto sorpreso che non sia stato incluso nel volume fotografico curato dalla Regione Piemonte, Alberi monumentali del Piemonte. Ha una forma a imbuto rovesciato simile ai platani del parco del Castello di Racconigi, nel cuneese. Il tronco,circolare, sale e supera i quattro metri, quando inizia a emettere branche laterali, almeno quattro, prima che il tronco si riduca sensibilmente e continui per un altro metro e mezzo e sciogliersi in una chioma molto ampia,più larga che alta, circa trenta metri di diametro. L’altezza totale dell’albero è intorno ai ventuno, ventidue metri. Misuro la circonferenza del tronco a petto d’uomo e alla radice: 735 e 1680 cm! Le foglie sono piccole, se l’età è corretta non può che trattarsi di un Platanus orientalis, in questo periodo non è facilissimo studiare le caratteristiche degli appartenenti a questa specie, poiché i semi pendenti, gli achenosi, sono sfatti, le foglie quasi tutte frante. E oltremodo, non avendo dati storici certi ma testimonianze riportate nessuno può assicurarne la veridicità. Le poche foglie che noto non mi paiono dell’orientalis, bensì di una forma ibrida,ma la forma del tronco sì, e così la screpolatura abbondante della scorza dalla base del tronco. Se fosse un ibrido non potrebbe avere più di quattro secoli, comunque un’età sorprendente.

Mi siedo sull’altalena, mentre alcune pecore, belanti, si accostano alla recinzione, a pochi passi di distanza. Mi fissano. Forse aspettano del cibo o semplicemente si chiedono cosa faccia quel bipede che gira intorno alloro platano. Il cielo s’è liberato, il sole ora arriva fin qui a baciare e a riscaldare la pelle.

Tiziano Fratus

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

dicembre 7, 2018

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

Dopo la positiva esperienza del 2017, anche nel 2018, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) prosegue e rafforza il suo impegno a favore del contesto ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo promuovendo il “Bando Distruzione“, con il duplice obiettivo di distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e [...]

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

dicembre 6, 2018

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

I “muretti a secco” sono  stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura - Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera – facendo leva sulla “relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”. L’arte dei muretti a secco, come si [...]

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

dicembre 3, 2018

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

Dopo il successo della prima edizione torna mercoledì 5 dicembre 2018, all’Environment Park di Torino, l’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte, un momento di confronto e dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti con i principali operatori locali del settore (aziende, pubblica amministrazione, consorzi), per concentrarsi sulle criticità del ciclo dei rifiuti e sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento [...]

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

novembre 30, 2018

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

MOTUS-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e programmi di formazione e informazione, ha rilasciato un comunicato stampa in cui rileva che la manovra finanziaria arrivata in Parlamento [...]

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

novembre 30, 2018

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

Ieri a Bruxelles è stata ufficialmente lanciata l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) EAToriginal, la campagna di Coldiretti e altre associazioni europee per chiedere alla Commissione Europea di introdurre un’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo. La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano infatti un grave rischio per la salute dei consumatori, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa [...]

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

novembre 28, 2018

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

Con la siccità che, ogni anno, coinvolge anche il nostro Paese, a causa dei cambiamenti climatici, il mare potrebbe diventare la principale risorsa idrica disponibile. La dissalazione dell’acqua marina può dunque rappresentare una valida soluzione alla crisi idrica che quasi sicuramente ci troveremo ad affrontare. Serve però una normativa specifica sul funzionamento degli impianti e [...]

Flymove presenta a Milano la “Smart Mobility Platform”e i nuovi modelli elettrici

novembre 22, 2018

Flymove presenta a Milano la “Smart Mobility Platform”e i nuovi modelli elettrici

Il 28 novembre prossimo Flymove Holding organizzerà a Milano, nello Spazio di via Gadames 57, un evento riservato a operatori finanziari, investitori e partners tecnologici, per il lancio mondiale della Flymove Smart Mobility Platform e delle nuove automobili elettriche EV City Car e Sportive Car a brand “Dianchè by Bertone”, che faranno uso di un innovativo sistema di scambio rapido di batteria [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende