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“Il Po è il fiume più pulito che ho visto in Europa”. Intervista a Erik Masoero

Erik Masoero, Courtesy of Erik MasoeroOlimpionico di C2, la canoa doppia da slalom con la quale ha guadagnato il sesto posto ad Atene e il quinto a Pechino. E Londra 2012? Erik Masoero spera nel podio, ma è molto cauto, perché fino alle qualificazioni del prossimo anno non si saprà chi andrà alle Olimpiadi e chi le guarderà da casa. Intanto lui continua ad allenarsi sul Po due volte al giorno, tutti i giorni, e a partecipare a gare in giro per il mondo.

Greenews.info lo ha incontrato per testare la sensibilità ambientale di un amico del fiume, come si definiscono i membri della prima società di canottaggio per cui ha gareggiato.

D) Il canottaggio è uno sport che ha un forte contatto con il fiume. Ha influito sul tuo rapporto con la natura?

R) Credo di essere sempre stato attento all’ambiente e alla natura. E’difficile dire se il canottaggio abbia influito perché ho iniziato a praticarlo da giovanissimo, quando avevo sei anni. Comunque stare sul fiume ti sensibilizza molto, perché vieni a contatto con gli aspetti positivi e negativi che lo caratterizzano. Io ho iniziato per divertimento, poi il livello agonistico è arrivato da solo e ho iniziato a fare gare nel 1991. Però ancora adesso lo vedo come un gioco.

D) Quando ti alleni sei concentrato sulla performance sportiva o riesci in qualche modo a goderti il paesaggio e il fiume?

R) In vista delle gare più importanti si è completamente concentrati sull’aspetto sportivo, non c’è modo di guardarsi intorno. E anche le gare ormai si tengono quasi sempre su canali artificiali, quindi si è un po’perso il rapporto con la natura in questo caso. Alle Olimpiadi è come gareggiare in un acquapark, costruito per non farsi male, ma dove non c’è più rapporto con il paesaggio circostante.

D) Ora gareggi per il Corpo Forestale dello Stato: è solo un’appartenenza sportiva o “dentro” ti senti veramente un forestale?

R) Non nego che è nata come un’esigenza sportiva. Ma lo vedo come il mio lavoro del futuro. Avevo infatti iniziato a studiare scienze naturali all’università, poi gli impegni agonistici non mi hanno permesso di completare gli studi. Ho anche fatto un concorso da guardaparco in passato. Lavorare nei parchi è quello che mi piacerebbe fare quando mi ritirerò dalle gare.

D) E nella vita quotidiana? Quali sono oggi i tuoi gesti di attenzione all’ambiente?

R) Devo dire che a casa siamo piuttosto attenti a questi aspetti. Ho cambiato casa da poco e abbiamo inserito tutte lampade a led, per ridurre il consumo energetico. Da sempre bevo solo acqua del rubinetto, non ho mai comprato, per casa, una bottiglia di plastica! E mi sposto molto a piedi, perché mi piace camminare e fa bene. Ci sono però delle cose nelle quali ammetto che potrei migliorare: non mi posso definire un virtuoso della raccolta differenziata e non avere i cassonetti differenziati sotto casa sicuramente non aiuta. Anche al supermercato non ho ancora preso l’abitudine di cercare quei prodotti con imballaggi che impattino meno sull’ambiente, anche perché, per adesso, è ancora una caccia al tesoro, non è facile trovarli negli scaffali e leggere le informazioni sulla confezione.

D) Sappiamo che sei diventato padre da poco. La paternità ti ha ulteriormente sensibilizzato al rispetto dell’ambiente?

R) A essere sincero no. Credo di essere sempre stato sensibile a questi temi. E quello che cerco di fare è anche per il dopo e per gli altri, oltre che per mio figlio.

D) Lo sport è di per sé un’attività sana e pulita, però non sempre gli sportivi (penso principalmente ai calciatori…) portano avanti questi valori e questa immagine: doping, arroganza, ostentazione di ricchezza e spreco di risorse, insensibilità verso l’ambiente…  Pensi che ci siano sport più puliti di altri o è una questione di testa del singolo individuo?

R) Credo entrambe. Ma sicuramente tutto parte dalla testa del singolo. Anche nella canoa ci sono quelli a cui non gliene frega nulla della natura! E’ovvio che se lo sport che pratichi ti porta tutti i giorni a contatto con il fiume ti viene da tenerlo più pulito, da rispettarlo di più, perché è la tua seconda casa. Ma a volte ci sono delle leggi assurde nel nostro paese che non aiutano: io una volta ho rischiato una denuncia perché volevo pulire, con un gruppo di colleghi, le sponde del Po dove avremmo dovuto gareggiare, da tutto quello che la piena aveva accumulato: rami secchi, sacchetti di plastica, bottiglie ecc. Mi è stato vietato dicendo che solo le aziende incaricate dal Comune lo possono fare! E’assurdo, quei materiali si accumulano per mesi lungo le sponde e sotto i ponti e se tutti ne togliessero un pezzo sarebbe molto più semplice!

D) Che rapporto hai con Torino, la tua città, e con il Po?

R) Il Po è decisamente migliorato da quando ho iniziato a frequentarlo. All’epoca era molto sporco, ora mi sembra decisamente più pulito. Non saprei dire a livello di analisi dell’acqua, ma sicuramente come aspetto sì. Credo che istituire il Parco abbia aiutato. Dovrebbero fare aree protette ovunque lungo il fiume! Il rapporto dei torinesi con il Po non mi sembra però migliorato: molti pensano che sia velenoso, pieno di ratti, immondizia e vortici. Ma non è vero! In 27 anni di vita sul fiume io non ho mai avuto nessun problema né malattia, anzi, come dicevo l’ho visto pian piano migliorare. Per il resto non posso dire di essere soddisfatto dei trasporti pubblici della città. Alcune linee (come la 4) funzionano bene, ma se devi andare da altre parti è un disastro. Per andare ad allenarmi da Torino a Moncalieri dovrei impiegare quasi 4 ore tra spostamenti e tempi di attesa, per poi allenarmi un’ora e mezza, è improponibile, alla fine prendo l’auto.

D) Lo sport che pratichi ti ha portato molto in giro per il mondo. C’è un paese o un luogo in cui la conservazione della natura e il rispetto dell’ambiente ti hanno particolarmente colpito?

R) Sicuramente l’Australia, da cui sono tornato da poco. Ma soprattutto l’Africa, il Sudafrica. Lì il rapporto uomo-natura è qualcosa di completamente diverso rispetto a qualsiasi altro luogo della terra. Non è tanto l’uomo che deve rispettare la natura, ma semmai è la natura, che domina, che deve decidere se rispettare l’uomo o travolgerlo! Fuori dall’Europa comunque mi sembra che i fiumi siano più puliti. In Europa la mia esperienza non è positiva: quest’anno siamo stati sul Danubio, sulla Moldava e sono tutti fiumi molto sporchi, è decisamente meglio il Po!

Andrea Gandiglio

Domenica 11 luglio 2010 Legambiente Piemonte propone un tuffo simbolico nel Po, nel contesto del progetto European Rivers Network, per sensibilizzare i cittadini sull’applicazione della direttiva europea Water Framework Directive, che pone agli stati membri l’obiettivo del ritorno alla balneazione dei fiumi europei entro il 2015.

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