Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » Il Signor R. e l’Albero:

Il Signor R. e l’Albero

febbraio 8, 2011 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Continua, con il racconto breve di Stephania Giacobone, la rubrica ”Racconti d’Ambiente“, in collaborazione con gli allievi del Biennio in Scrittura e Storytelling della Scuola Holden.

Courtesy of Eduardo Amorim, FLickr.comLe prime volte che ci sono stato mi sembrava di essere giunto nell’unico posto nel mondo dove potevo lasciare scorrere i miei pensieri nella mente e sulla carta. Quel bosco era il mio segreto, quando andavo lì, nessuno sapeva dov’ero. Cellulare spento, nessun rumore. Solo suoni della natura che non davano fastidio, come quando cercavo di scrivere stando a casa, dalla finestre salivano insulti e sgommate di macchina, clacson, urla. La gente urla sempre molto, non si accorgono che non stanno dicendo nulla e che hanno solo paura di sentire quello che succede dentro loro stessi.

Mi ricordo quando un vecchio professore mi parlò della camera anecoica, un ambiente strutturato in modo da ridurre il più possibile la riflessione sulle pareti. Nessuna riflessione. Nessuna eco. Nessun rumore. Silenzio totale. Disse che per lui entrare lì dentro era stata un’esperienza tremenda. All’interno di questo spazio senti tutto quello che succede dentro di te. Mentre mi parlava non mi sembrava un male essere riuscito a stare in un luogo di assoluta quiete. Io l’avevo trovato a due passi dal caos.

Ho studiato che per noi il momento di silenzio è percepito quando in realtà l’aria è inquinata da ben 25 decibel. 25 decibel e non sentirli. Ogni tanto io sogno orecchie che possono chiudersi momentaneamente, rifiutarsi di sentire, come gli occhi che non vogliono vedere e chiudono la palpebra.

Quel bosco era la mia camera anecoica.

Il primo giorno delle ruspe e delle seghe elettriche, lo chiamo il giorno dell’Apocalisse. In sessant’anni non ho mai provato un’emozione così dolorosa, neanche quando ho perso i miei genitori. Mi fa impressione dirlo, ma ammetto che è così e spesso il dolore per qualcosa fa vergogna e non lo dici a nessuno. Anche il non provare dolore per ciò per cui tutti stanno male, fa vergogna. Io provo dolori strani, sofferenze che non hanno morale e altre vicende non mi sfiorano, ma questa è una cosa mia. Insomma nel mio personale giorno dell’Apocalisse la mattina presto, appena giunto nel bosco vidi degli uomini, proprio come me, esseri umani, che stavano iniziando un’operazione di violenza contro gli alberi e l’ambiente.

Il cartello all’inizio del sentiero diceva “Appalto della ditta Cremonini -progetto a favore della compagnia alberghiera CinqueStelle Spa -conclusione dei lavori marzo 2012”. Mi stavano dicendo che, due anni dopo, non ci sarebbe più stato il bosco. Non ci sarebbe più stato il mio silenzio. Mi stavano dicendo che al posto degli alberi ci sarebbe stato un hotel di lusso. Storia già sentita, può essere, ma io non avevo mai provato un senso così vasto di solitudine. Avevo sessant’anni e non ero pronto a sentirmi sradicato da quel luogo. Il giorno seguente sarei andato a sabotare i lavori. Lo so, direte voi, un sessantenne che va a incatenarsi a un albero o a una ruspa meccanica per salvare un bosco è a dir poco fuori luogo. Io avevo deciso che era l’unico modo per far rispettare i miei diritti verso un posto che mi sentivo in dovere di proteggere.

La mattina dopo sono andato tra i miei alberi prima dell’inizio dei lavori. Avevo portato una corda. Una corda lunga, una di quelle da arrampicata che ho usato un paio di volte. Avevo in mente di legarmi a un albero. Giorni prima avevo anche notato un bucaneve che spuntava vicino alle radici. Quella mattina il fiore non c’era più, ma l’albero si. Intorno alcune piante erano già state tagliate senza ritegno. Decenni di lavoro per crescere e poi arrivano esseri alti come uno dei tuoi rami più corti ed ecco che ti tolgono la vita come se nulla fosse. L’avevo scelto, selezionato tra tanti e ora ero lì, legato a lui, quanto fisicamente, tanto mentalmente, in un tacito accordo secondo il quale io proteggevo lui e lui me.

Alle prime luci del giorno arrivarono gli omini alti come un ramoscello. Io mi ero addormentato, ora lo so, lasciandomi andare alla custodia di quel grande amico all’aroma di resina e legno fresco. D’improvviso mi svegliò il rumore potente della motosega accanto al mio orecchio, dall’altra parte del tronco un uomo stava uccidendo il mio amico. Stava segando la parte inferiore del tronco, dall’alto in basso. Mi sarebbe caduto addosso, senza che nessuno se ne fosse accorto, in pochi istanti. Mi sembrava di sentirlo già premere sul mio collo. Non feci nessun movimento. Non dissi nulla. Lui era l’ultimo albero rimasto e io mi sentivo l’ultimo uomo sulla terra. Avrei potuto salire sui rami, avrei potuto alzarmi veloce e gridare –Aiuto!- e scappare.

Ma non feci nulla.

Volevo andarmene con lui. E così fu.

Ci piegammo uno sull’altro come fossimo due pagine di un libro. Lui si accasciò, massiccio, sul mio dorso, anch’io mi adattai al peso della sua mole. Diventammo una cosa sola. Da quel giorno iniziai a vivere insieme a quello che rimaneva del suo tronco e a scrivere sulla sua corteccia, attorno ai suoi anelli. Ogni anello corrispondeva ad un anno della pianta.

Il mio amico era stato ucciso a 32 anni, 12 metri di altezza.

Avremmo potuto farci rispettare, invece avevamo deciso di vivere nella terra, piantati tutti e due, lui con le radici morte, io cibo per i vermi. Guardavamo di giorno in giorno l’Hotel Majestic che prendeva forma.

Noi stavamo immobili. Noi stavamo insieme.

Stephania Giacobone

NB – I nomi presenti nel racconto sono di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o aziende reali è puramente casuale.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

dicembre 5, 2016

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

Il tempo è scaduto, le isole rischiano di sparire a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Le istituzioni a livello internazionale dovrebbero prenderne atto e agire velocemente per contrastare il fenomeno e supportare l’innovazione tecnologica nelle isole. È l’appello che arriva dalle istituzioni e popolazioni delle isole che oggi sono in prima linea ad affrontare, [...]

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

dicembre 5, 2016

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

Immaginate una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca. Ora immaginate l’intera area di quella nazione ricoperta da cemento e asfalto: è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere [...]

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende