Home » Bollettino Europa »Rubriche » Il tessile escluso dal Regolamento europeo sul biologico:

Il tessile escluso dal Regolamento europeo sul biologico

agosto 26, 2013 Bollettino Europa, Rubriche

Mentre i lavori delle Istituzioni europee stanno a poco a poco riprendendo, l’annuncio della Commissione Europea di non estendere al tessile il Regolamento CE 834/2007 già in vigore sulle produzione biologiche agroalimentari crea preoccupazioni nel settore. L’Esecutivo di Bruxelles ha ritenuto che l’agricoltura biologica debba rimanere focalizzata sulla produzione alimentare senza allargarsi ad altri campi come, appunto, quello delle “fibre pulite”.

Tuttavia, La Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione in questi mesi aveva lavorato per una revisione, e un miglioramento, del Regolamento. Spinta anche da molti operatori del settore tessile, tra cui gli organismi di certificazione, che ne avevano richiesto l’inclusione. Le materie prime con cui sono fabbricati i prodotti tessili sono, del resto, di origine agricola. Per questo collegare la “biologicità” delle materie prime alla possibilità di definire come biologici i prodotti tessili è un passaggio fondamentale sia per sviluppare le filiere di questo speciale tipo di agricoltura e allevamento che per un pubblico di consumatori, sempre più ampio.

Per il futuro, continuano gli addetti ai lavori, occorre superare gli steccati burocratici e la Commissione dovrebbe allargare l’uso del termine biologico al tessile, come alla cosmesi, proponendo indicazioni chiare per regolare al meglio il mercato a favore dei cittadini europei. Non sono, infatti, sporadici i casi di greenwashing. Sono molte le aziende che si appropriano ingiustificatamente di virtù ambientaliste per creare un’immagine positiva relativa alle proprie attività e ai propri prodotti, talvolta addirittura per distogliere l’attenzione da responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. Inoltre, se non c’è una definizione univoca di cosa sia il tessile biologico ognuno può proporre una personale descrizione, con il rischio di abbassare la qualità dei prodotti.

In Italia negli ultimi due anni, è aumentato considerevolmente l’interesse da parte delle imprese del tessile al tema del biologico. Sono già 300 le aziende che hanno chiesto la certificazione. Che si ottiene secondo gli standard GOTS (Global Organic Textile Standard) e OE (Organic Exchange), i quali definiscono in modo chiaro quando un prodotto tessile può essere definito e riconosciuto biologico in ambito internazionale. Nello specifico, la certificazione di un prodotto tessile “pulito” si basa sulla valutazione e verifica di vari aspetti. Primo fra tutti la sua composizione. Sono previsti  due gruppi. I prodotti venduti ed etichettati come “Biologici” – con un contenuto di fibre naturali da agricoltura biologica superiore al 95%. Il rimanente 5% può essere composto da fibre naturali non certificate come biologiche diverse da quelle rientranti nel 95% e/o da fibre artificiali (sintetiche).
 Seguono poi quelli venduti ed etichettati come “fatti con x% di Fibre Biologiche” – con un contenuto di fibre naturali da agricoltura biologica superiore al 70%. Il rimanente 30% può essere composto interamente da fibre naturali non certificate, oppure da non più del 10% di fibre artificiali e dal 20% di fibre naturali non certificate.

L’organizzazione certificata deve, inoltre, garantire la sistematica applicazione di procedure operative per la corretta gestione dell’identificazione e tracciabilità lungo tutte le fasi del processo produttivo delle materie prime da agricoltura biologica, dei semi lavorati e dei prodotti finiti. Ciò significa anche che tutti i prodotti tessili biologici non devono contenere o rilasciare sostanze pericolose come i metalli pesanti o ogni altra sostanza cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione. Nella manifattura dei prodotti tessili biologici devono poi essere state adottate pratiche, tecniche e tecnologie che consentano una riduzione nell’uso di prodotti chimici, acqua ed energia. Tutti i prodotti chimici devono essere stati valutati in base al loro impatto ambientale e agli effetti sulla salute. 
Ci sono, infine, standard relativi al rispetto dei diritti dei lavoratori lungo tutta la filiera produttiva.

Un iter, quello per accertare la vera impronta green di questo tipo di prodotti, che ricorda molto quello utilizzato per le ben più conosciute merci del comparto agroalimentare. Somiglianza che, tuttavia, l’Europa si rifiuta oggi di riconoscere, negando a questo settore e ai consumatori la possibilità di trarre benefici da una regolamentazione comunitaria condivisa.

Beatrice Credi

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

novembre 20, 2017

Da Altromercato arriva la “Ri-capsula” per caffè, riutilizzabile 250 volte

Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale in Italia, lancia Ri-capsula, una capsula per caffè riutilizzabile, grazie ad una tecnologia innovativa, proposta in esclusiva da Altromercato sul mercato italiano, che accoppia alluminio e tappo in silicone alimentare. Ricaricabile fino a 250 volte e personalizzabile con il macinato Altromercato che si desidera, Ri-Capsula è compatibile con le macchine per [...]

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende