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IMAG-E tour 2017: un sasso nello stagno per diffondere la mobilità elettrica

giugno 20, 2017 Off the Green, Rubriche

Domenica 11 giugno, dopo tre giorni sulle colline tra Langhe Roero e Monferrato, si è chiusa, con la grande parata finale dei mezzi elettrici per le vie del centro di Torino, la prima edizione dell’IMAG-E tour, la nuova creatura che Greenews.info e Associazione Greencommerce hanno voluto affiancare all’ormai consolidato Workshop IMAGE.

Lo abbiamo fatto per “lanciare il sasso nello stagno” e cercare di smuovere, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese e tra i cittadini, la consapevolezza dei benefici economici, ambientali e di salute di una transizione veloce verso forme di mobilità più sostenibili – a partire da quella elettrica, che è sicuramente quella più pronta, rispetto all’idrogeno, al biometano o altre soluzioni complementari.

Veloce per me è diventata ormai la parola chiave. Sto diventando ogni anno più insofferente verso i bizantinismi e le follie burocratiche della macchina statale. Come ho già scritto provocatoriamente, voglio un’ecologia egoista, adesso, non nel 2030! Basta retorica “dei figli e dei nipoti”, facciamolo per noi subito, basta prendere tempo, basta “ulteriori studi” di approfondimento, c’è già tutto quello che serve: le conoscenze, la tecnologia, i test, gli esempi pratici in altre parti d’Europa o del mondo, servono “solo” più il coraggio di decidere e la volontà politica – a partire da quella nazionale (con leggi e incentivi adeguati) e, a cascata, quella locale, dei presidenti di Regione, degli Assessori e poi dei Sindaci. Non è fantascienza, potrebbe essere la realtà quotidiana di domani mattina.

Ma partiamo dal punto più critico: oggi manca quasi totalmente l’infrastruttura di ricarica per i mezzi elettrici. Non è un grande problema per moto, scooter e bici - che volendo possono ricaricare quasi ovunque con “la 220″ in una semplice presa di tipo Schuko – ma è impensabile pensare di diffondere le auto elettriche (sia tra i residenti che tra i turisti) senza offrire una rete intelligente e capillare di colonnine di ricarica, con un requisito fondamentale: l’interoperabilità! Ovvero colonnine universali, che consentano di ricaricare qualsiasi auto, di qualsiasi brand e non solo le proprie (come sta invece facendo Tesla). Le soluzioni tecniche per evitare il proliferare di smart card, di App e dribblare gli orari di chiusura degli uffici pubblici (come faccio a pagare la ricarica in un luogo pubblico se gli uffici sono chiusi e non ho la scheda?), esistono, basti pensare al key hanger di evway, distribuito gratuitamente agli utenti registrati dalla società milanese e utilizzabile in 28.000 stazioni di ricarica in Europa.

Auguro a tutti, in un futuro prossimo (edizione 2018?) di trovare una colonnina sul proprio percorso, perché quello che abbiamo dovuto patire noi quest’anno, come organizzatori dell’evento, non è civicamente accettabile! Dopo aver mendicato invano, per mesi, un supporto tecnico e logistico dalle due grandi partecipate locali, Iren ed Egea (come avviene in Alto Adige, durante la ECOdolomites, grazie ad Alperia), siamo stati salvati dal rischio di annullamento dell’evento da un imprenditore di buona volontà e lungimiranza, Federico Martina della Socrate Technologies di Torino, che ci ha fornito l’assistenza e il supporto di due tecnici che hanno anticipato ogni nostra tappa tirando cavi e installando quadri elettrici realizzati ad hoc per consentirci di ricaricare. Un’operazione quasi “eroica” che si può immaginare di fare in una prima edizione – giusto per sollevare l’attenzione sul problema - ma che, come ho già chiarito pubblicamente, non intendo dover ripetere nelle edizioni future…

Così come non ho intenzione di perdere nuovamente intere giornate dietro a infinite richieste di “occupazione” del suolo pubblico, autorizzazioni di allacciamento alla rete pubblica ecc. ecc. Ho proposto ai sindaci incontrati lungo il percorso di farsi promotori di una modifica di legge che ridia valore e senso al Patrocinio dell’ente pubblico: se un evento senza scopo di lucro viene patrocinato – in quanto di interesse pubblico e valenza per la collettività – l’autorizzazione di tutto ciò che sta “a valle” deve venire di conseguenza. Basta scartoffie e basta incubi per i sindaci, che temono di essere denunciati dall’opposizione per “danno erariale”, per aver concesso gratuitamente pochi euro di elettricità ad un evento “dimostrativo”, nato per far toccare con mano ai cittadini come si potrebbero risparmiare, ogni anno, migliaia di morti per inquinamento e centinaia di milioni di euro della sanità pubblica!

A proposito di euro, un chiarimento a posteriori anche alle strutture ricettive private – non tanto quelle che, con grande gentilezza e disponibilità, hanno ospitato le tappe del nostro tour, ma quelle che non lo hanno fatto per ignoranza (nel senso letterale) di un dettaglio: ricaricare per intero una dozzina di mezzi elettrici costa alla struttura ospitante, a seconda del contratto, qualche decina di euro, non fa schizzare la bolletta di centinaia di euro! Nella nostra nuova sede della Greeneria, a Guarene, noi la regaliamo agli ospiti (ancora pochi, purtroppo) che si presentano con un mezzo elettrico. Sarebbe ora che i Comuni, le strutture ricettive e di ristorazione iniziassero a comprendere questi sviluppi della mobilità come un vantaggio competitivo e un’opportunità di attrazione di forme di turismo qualificato, con ricadute positive su tutto il territorio, superando le “distorsioni cognitive“.

Il direttore dell’Ente Turismo Langhe Roero, Mauro Carbone – forse la persona che ha creduto di più, insieme agli Sponsor, nelle potenzialità della nostra edizione “numero zero” – scherzando con le sue collaboratrici le ha invitate a “proteggermi come un Panda“, perché pare che io sia, ad oggi, tra i pochi operatori locali a “sbattersi” concretamente per la diffusione della mobilità sostenibile in un sito che, dal 2014, è divenuto Patrimonio Unesco. Caro Carbone, mi auguro di perdere presto questo primato e che la specie si riproduca in abbondanza!

Arrivederci all’edizione 2018, nella speranza di trovare più colonnine di ricarica e mezzi elettrici lungo le strade, più entusiasmo nelle multiutilities e meno burocrazia nei Comuni!

Andrea Gandiglio

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