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La piccola campionessa del green che ama la natura. Intervista a Antonia Frisia

Rincorre un futuro pieno di medaglie, sogna i successi dei Molinari, di Rory McLlroy e Tiger Woods, ma non può fare a meno della sua adorata montagna. Antonia Frisia, segni particolari: tredici anni e tanta grinta.

La giovanissima golfista torinese si allena con dedizione, ma la sua preoccupazione più grande è cercare di perdere meno lezioni possibili a scuola e finire i compiti. Portacolori dell’esclusivo Royal Park I Roveri, Antonia ha iniziato la sua carriera bambina ed è già una campionessa: brevetto giovanile da tre anni, terza nel ranking italiano di categoria, ha da poco conquistato la finale Kinder alla prima gara del circuito a SanRemo e al Trofeo Cacciapuoti, la gara che apre ufficialmente la stagione agonistica nazionale, ha guadagnato il quinto posto assoluto e conquisto il titolo Under 14.

D) Antonia, come è iniziata la tua passione per il golf?

R) Avevo cinque anni quando mia mamma mi portava sui campi, ero una semplice spettatrice. C’era mia nonna che giocava e sul green andavamo per lei. Così ho iniziato ad avere confidenza con quel mondo. Giocavo con le palline, osservavo i movimenti, iniziavo a imparare le regole.

D) Titoli e premi, come è diversa la tua vita rispetto alle coetanee?

R) E’ diversa solo un po’, ma simile a tutte le ragazzine che svolgono uno sport a livello agonistico. Ci vuole una grande dedizione, impegno e qualche rinuncia.

D) Quale, ad esempio?

R) Le feste, le uscite per fare shopping, Facebook. Devo rinunciare perché il tempo che mi avanza dal golf lo devo dedicare tutto alla scuola. Non voglio rimanere indietro con gli studi, ma soprattutto voglio mantenere la media alta di voti.

D) Il prossimo obiettivo?

R) Mi piacerebbe entrare in Nazionale, questo è il mio sogno.

D) Pratichi anche altri sport?

R) Lo sci, lo adoro. Ho fatto parte per anni dello Sci Club Courmayeur, dello sci amo il fondo e i fuoripista, mi piace il forte legame con la natura.

D) E il golf può insegnare il rispetto per l’ambiente?

R) Certo, perché nel golf c’è molta disciplina, le regole sono tante e insegnano il rispetto. E poi nel mio club, il Royal Park, alla sera si vedono anche i cervi e i leprotti, è un’emozione che toglie il respiro.

D) Cosa non sopporti invece?

R) Il fumo e chi butta i mozzicconi in strada. Mi piacerebbe notare intorno a me meno menefreghismo nei confronti della nostra terra.

Francesca Fradelloni

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