Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » La religiosità della terra: il rispetto dell’ambiente come fede civile:

La religiosità della terra: il rispetto dell’ambiente come fede civile

gennaio 28, 2014 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Meraviglia, commozione, sgomento, dinanzi alla natura e al suo manifestarsi in forme molteplici e discordanti: bellezza sublime, supremazia, indifferenza. Sono questi, per il filosofo Duccio Demetrio, i sentimenti che devono unirci tutti in un rapporto più rispettoso con il pianeta. Per la rubrica “Racconti d’Ambiente, pubblichiamo oggi un estratto del libro “La religiosità della terra“, da poco pubblicato dalla casa editrice Raffaello CortinaNel volume, lo studioso spiega come oggi sia necessaria una comune fede civile, un’alleanza feconda nella custodia del mondo, tra tutti coloro che intendono opporsi alle aggressioni, alle negligenze, ai saccheggi indiscriminati contro la nostra terra che, da madre, si rivela sempre più figlia. Qui sotto una parte del primo capitolo “L’antefatto. Le lenticchie di mio padre“.

[…] forse in una pioggia,

ma non sappiamo ritrovarne il senso;

mai fu la nostra vita così piena

di incontri, di arrivederci, di transiti

come quando ci accadeva soltanto

ciò che accade a una cosa o a un animale:

vivevamo la loro come una sorte umana

ed eravamo fino all’orlo colmi di figure.

I versi di Rainer Maria Rilke mi rammentano che il primo incontro con un sentimento religioso per la terra, per i suoi misteri e ogni meraviglia, lo debbo a mio padre. Avevo circa quattro anni. Non accadde in una chiesa, né ascoltando una storia biblica o un racconto edificante. Né tale esperienza, nell’inconsapevolezza infantile di quanto stessi provando, l’avvertii dinanzi a un paesaggio senza confini, a un fenomeno naturale sorprendente, alla sua indefinibile e sublime bellezza. Non ricordo tramonti, arcobaleni, temporali estivi. Tutto questo mi si rivelò più tardi, da adolescente. Quando con la scrittura mi sembrò necessario trattenere per me, più a lungo, quelle emozioni vissute tra gli alberi: piantandone alcuni, curando il nostro giardino. Conservo invece una memoria vivida – estatica – di alcuni momenti speciali (fortuiti o propostimi per gioco), durante i quali assistevo a cause e a effetti che andavano compiendosi sotto i miei occhi per loro intrinseca necessità. Quella prima volta di cui dirò, la mia frenetica curiosità venne appagata da un quanto mai profano piattino da caffè. (…)

Il bambino di città, man mano cresceva, non si accontentava di giocare nelle strade, nelle piazze senz’alberi, tra un condominio e l’altro, né al “piccolo chimico”. Il diradarsi delle case in periferia mi spinsero a cercarla, a toccarla, a spiarla quella terra di cui avvertivo già la mancanza pur senza conoscerla ancora. Le folate di vento, ogni tanto, allora, portavano sentori di campagna, entravano nei portoni, restavano nell’aria per qualche minuto e ciò mi esaltava. Presagivo una lontananza invisibile, da andare a conoscere quanto prima. Scavando a mani nude nelle terre di varia composizione che il mio grande cortile metteva a mia totale disposizione, queste non mi ripugnavano affatto: le impastavo a piacere, le separavo dai sassi, mi rotolavo in esse, e ciò facendo il mio vocabolario si arricchiva. La terra diventava così polvere, fanghiglia, sabbia, gesso, catrame, ghiaia, argilla, melma, creta, cenere. In seguito tufo, lava, roccia, minerali. Devo alla pazienza di mia madre, oltre che ai suoi chiarimenti lessicali, quegli scandagli, la verifica continua di trovarmi realmente al mondo. Anno dopo anno, il mio rapporto con la terra (incolta e selvaggia, generosa, ordinata in giardino o in orto) avrebbe saputo poi guarirmi da ogni disinganno; lo scontento per una materia amata, ma incapace di fornirmi indizi e promesse che potessero trascenderla, che sapessero farmi intravedere una fessura, una via di accesso, nella fisicità del mondo, in grado di permettermi di scorgere le vestigia di un divino diverso da quello incarnatosi nei miracoli e nei prodigi di cui la terra era invece capace. Ne ho tratto, spero, una lezione di decenza quotidiana, mi ha insegnato a credere soltanto nelle cose evidenti; senza per questo rinunciare ad attendere un segno di quanto non riesco a vedere. La mia religiosità istintiva, quel legame spontaneo e inconscio, puerile (mi si dirà), nel corso degli anni non è mai venuta meno. Man mano che questi trascorrevano, ha saputo sorreggermi nella costruzione di una filosofia di vita. Non ho assecondato tuttavia i suoi richiami con definitive fughe in campagna. Ho preferito accettare una modalità altra di vivermi e pensarmi nonostante l’assenza di un rapporto quotidiano con le sue meraviglie. Perché il pensarla, seppur nella lontananza, in attesa di tornarci, di vederla soltanto dai finestrini di un treno o di un aereo, mi ha permesso di andare a cercarne i presagi. Lungo i marciapiedi e gli acciottolati, per scovare nei loro interstizi l’apparire di un’erba matta; nei recinti chiamati giardini, qualche uccello che non fosse un piccione. Mi ha indotto a diventare un asceta metropolitano, a fare della terra un mio luogo interiore. Nell’attesa di ritrovarla nelle sue molteplici forme. A riconoscerla nei volti stanchi e rugosi del metrò, poiché ci portiamo appresso, senza saperlo, la nostalgia di ciò da cui veniamo.

Ebbene, tornando a quel primo incontro fatale e ierofanico, tale attrazione per la terra fece dunque la sua comparsa in virtù di un usuale, fragile, e quanto mai umile (nessuno mi disse, allora, che la parola humus significa proprio terra), piattino da caffè. Sul quale, per sedare la mia frenetica curiosità, mio padre – una indimenticabile prima volta – adagiò sotto i miei occhi uno strato sottile di ovatta umida. Tra i cui filamenti aveva nascosto pochi semi di lenticchia. Dopo qualche giorno, i sottili tegumenti si incresparono, spuntarono germogli; poi sinuosamente questi presero a crescere. In rapida successione, quasi all’unisono. Mossi da una loro intrinseca volontà di apparire. Era un gioco di prestigio elementare, ma aveva il potere di incuriosirmi ben più di altri passatempi. Non solo di lenticchie però vivevo. Contemporaneamente, a dire il vero, passavo ore a discorrere con le formiche, le lucertole, le lucciole che d’estate intravedevo nello sfumare dei viali verso la Brianza, i passeri sul davanzale, i pesci rossi vinti alle fiere o che ammiravo nuotare nelle fontane sul pelo dell’acqua, il glicine dei vicini, la vite canadese in autunno.

L’indifferenza verso i giochi intelligenti come il Meccano che insistentemente e senza successo mi regalavano a ogni Natale; per ogni marchingegno tecnico, non pulsante di una sua propria vitalità corporea, è un tratto di me che riconduco, ancor oggi, a quelle iniziali e iniziatiche osservazioni. Tanto più quando scopersi che, all’ovatta, poteva sostituirsi un pugno di terriccio. Quando, finalmente, la nostra casa ebbe un balcone, la mia passione ancora ignara di sé per il pensiero presocratico e la poesia greca, in dialogo con i fiumi, i venti, il sole, le cicale, il mare…, per le domande inerenti alla sostanza prima delle cose, poté dar sfogo a intuizioni e ad applicazioni empiriche. A quel punto, gli elementi necessari alla trasformazione delle bacche grigioverdi in steli smeraldini, al dischiudersi di altre sementi, c’erano proprio tutti. L’aria, la luce, non più la bambagia ma uno strato di humus deposto in un vaso, l’acqua piovana, nel loro rimescolarsi insieme, avevano la facoltà di generare a un tempo l’inatteso e il prevedibile. La metamorfosi delle inerti e minuscole sostanze poteva iniziare.

Duccio Demetrio*

* Ha insegnato Filosofia dell’educazione all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Raccontarsi (1996), Filosofia del camminare (2005), La vita schiva (2007), e Perché amiamo scrivere (2011).

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

gennaio 17, 2017

A Rimini tornano i “Giardini d’Autore”

“Giardini d’Autore“, la mostra di giardinaggio che accoglie i migliori vivaisti italiani rinnova l’appuntamento a Rimini, presso il Parco Federico Fellini, location dal fascino intramontabile, per l’edizione di primavera 2017, in programma dal 17 al 19 marzo. La manifestazione giunge al suo ottavo anno aprendo la stagione delle mostre di giardinaggio in Italia. Un appuntamento [...]

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

gennaio 17, 2017

Italia Nostra su Parco Alpi Apuane: “Bisogna tutelare un ecosistema unico al mondo”

Il Parco Regionale delle Alpi Apuane, in Toscana, è nato nel 1985 in seguito a una proposta di legge di iniziativa popolare per tutelare dagli scempi estrattivi una catena montuosa unica al mondo, impervia e affacciata sul mare, con una biodiversità eccezionale (vede la presenza del 50% delle specie vegetali riconosciute in Italia, 28 habitat [...]

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

gennaio 16, 2017

“Presidente Trump, ci sorprenda!”. La campagna ambientalista per sensibilizzare il nuovo inquilino della Casa Bianca

Venerdì 20 gennaio, in concomitanza con l’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, i presidenti di alcune associazioni ambientaliste italiane si ritroveranno in Piazza Barberini a Roma, per presentare la campagna “Surprise us, President Trump!”. La Campagna nasce, come azione “preventiva”, a seguito delle preoccupazioni destate, tra gli ambientalisti di [...]

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

gennaio 13, 2017

AAA Provvedimenti Attuativi Cercasi. Il ritardometro di Assorinnovabili per pungolare la politica

La normativa c’è ma non è applicabile. Questa è oggi la situazione nel settore delle energie rinnovabili in Italia. Risultato? Se ne parla tanto, i politici si riempono la bocca di “green”, ma lo stallo rischia di danneggiare gravemente l’intero comparto delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Le regole, spiega Assorinnovabili, dunque ci sono, ma mancano [...]

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

gennaio 12, 2017

A Klimahouse 2017 tornano gli Enertour e arriva il modulo Biosphera 2.0

Un’edizione “ad alto grado di innovazione” per Klimahouse 2017, fiera di riferimento internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, in programma a Fiera Bolzano dal 26 al 29 gennaio. Formula vincente di Klimahouse è l’ormai calibrato mix tra uno spazio espositivo, dedicato alle novità di prodotto proposte da 450 selezionate aziende di settore [...]

Artico, Inuit e cambiamenti climatici. Una mostra fotografica a Venezia

gennaio 12, 2017

Artico, Inuit e cambiamenti climatici. Una mostra fotografica a Venezia

La difesa di uno degli ultimi ambienti naturali non ancora sfruttati dall’uomo, il pericolo imminente del riscaldamento globale, la sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico, la dialettica tra natura e civiltà. Sono questi gli argomenti attorno cui ruota la mostra “Artico. Ultima frontiera” in programma dal 15 gennaio al 2 aprile 2017 [...]

Energia 100% pulita per le società pubbliche del servizio idrico lombardo

gennaio 11, 2017

Energia 100% pulita per le società pubbliche del servizio idrico lombardo

Dal 1° gennaio 2017 le aziende pubbliche del servizio idrico lombardo, che nei mesi scorsi avevano emesso una gara congiunta per la fornitura di energia elettrica, si riforniscono solo più con energia prodotta da fonti rinnovabili. L’opzione “verde”, che impegna il fornitore a consegnare energia al 100% ottenuta da fonti rinnovabili certificate, consentirà di evitare l’immissione [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende