Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » “La scienza incerta” davanti alle ciminiere: salute o lavoro?:

“La scienza incerta” davanti alle ciminiere: salute o lavoro?

dicembre 16, 2014 Racconti d'Ambiente, Rubriche

No Inceneritori, No TAV e altri movimenti mettono in atto forme di critica sociale proprio in nome di “una verità forte e superiore”, che si mostra “indiscutibile”, come lo sono, ad esempio, le argomentazioni di tipo sanitario. In questo caso, la “verità scientifica” sopperisce alla scomparsa delle argomentazioni politiche di tipo normativo-valoriale, che caratterizzavano l’epoca delle ideologie. Partendo da questa tesi, il libro “La scienza incerta e la partecipazione. L’argomentazione scientifica nei nuovi conflitti ambientali“, da poco pubblicato dalla casa editrice Scienza Express, passa in rassegna diversi casi locali di mobilitazione ambientale. Il libro, curato da Vincenza Pellegrino, docente di Politiche Sociali all’Università di Parma, analizza i processi di innovazione politica caratterizzati dalla presenza di auto-formazione e di conoscenza scientifica dei cittadini, e presenta tutto l’interesse di una sfida alle precedenti forme di elaborazione politica nelle democrazie occidentali. Per la rubrica “Racconti d’Ambiente“, pubblichiamo oggi uno dei saggi raccolti nel volume, “Gela e Taranto. Due casi di conflitto ambientale in cui il dibattito scientifico-politico si polarizza: salute o lavoro?“, di Liliana Cori.

I casi di Gela e Taranto vanno messi in confronto per le loro caratteristiche comuni: riguardano due aree industriali inquinanti e rappresentano la principale fonte di lavoro locale.

Si possono definire due aree in cui c’è un’industria stabilizzata, che ha di fronte a sé un futuro, anche se poi una delle cose a cui si assiste ogni volta che si chiedono dei miglioramenti, rispetto all’impatto ecologico o sanitario, è che se ne paventa la chiusura. In realtà in tutte e due le aree si prospetta una situazione abbastanza stabile per i prossimi decenni.

In queste aree si sono sviluppati negli ultimi anni studi molto evoluti dal punto di vista epidemiologico, di osservazione dell’esposizione ambientale, che racconto in un mio recente libro Se fossi una pecora verrei abbattuta? . Il titolo è la domanda di una donna a cui abbiamo chiesto di donare il latte in Campania per permetterci di portare a termine un’esperienza di biomonitoraggio del corpo umano. In sintesi, nei fluidi corporei, sangue, urina e latte quelli comunemente analizzati, si vanno a cercare alcuni inquinanti. Si va a capire qual è l’esposizione delle persone all’inquinamento, che cosa di tutto quello che c’è nell’ambiente va a finire nel corpo e vi viene immagazzinato. Qui dal punto di vista della scienza si sta facendo un salto, perché in realtà ora riusciamo a vedere non soltanto l’esposizione ambientale agli inquinanti, ma addirittura a osservare alcuni segnali precoci di danno, come alcune mutazioni genetiche, danni al sistema circolatorio o al sistema cardiaco ecc.

Si tratta conoscenze e argomentazioni che i movimenti nati sui due territori hanno acquisito e utilizzato in maniera totalmente diversa nelle due aree, tra loro apparentemente opposte ma che infine trovano una connessione.

A Gela, la città è divenuta un polo chimico immediatamente dopo la guerra, con i primi pozzi petroliferi, un grande polo chimico e soprattutto una grande raffineria, che rimane una delle principali nel mondo per tutta una serie di questioni. Dal punto di vista culturale e di stile di vita, molto della città dipende dall’esistenza delle fabbriche.

Le preoccupazioni di salute percorrono la storia recente di questa città ed esplodono quando nel 2003 la Procura della Repubblica apre un processo per disastro ambientale e chiude momentaneamente la fabbrica. E lì si contrappongono cortei della popolazione che chiedono la riapertura della fabbrica e comitati di mamme preoccupate e vigili. Gela è il posto nel mondo con la maggiore concentrazione di malformazioni: è un dato pubblicato, un dato epidemiologico che misura l’aumento di certi tipi di malformazioni in percentuale rispetto al resto della popolazione. Insomma, la preoccupazione per ilfuturo e per i nuovi nati a un certo punto è esplosa.

Infine, un ultimo elemento chiave. Quando andiamo ad analizzare i fluidi delle persone, quando proponiamo alla gente un biomonitoraggio umano, induciamo un salto di qualità rispetto alla conoscenza dell’ambiente circostante. La percezione emotiva delle persone – che donano i propri fluidi e che poi ricevono i risultati e che sanno nel loro corpo qualie quanti inquinanti ci sono – cambia radicalmente rispetto all’ambiente. Il salto di qualità dal punto di vista emotivo è enorme, nel senso che non sappiamo solo quello che sta fuori di noi, ma sappiamo anche quello che c’è dentro, che è entrato in noi.

I dati hanno iniziato a trapelare, i gruppi a organizzarsi. Noi abbiamo lavorato come Consiglio Nazionale delle Ricerche –Istituto di Fisiologia Clinica – per tanti anni con un incarico di studiare le malformazioni, dato direttamente dal giudice.

Eppure, anche se ci sono stati una serie di episodi di denuncia, l’attenzione al problema è stata instabile, è andata crescendo e calando a seconda del cambiamento di strategia politica e di leadership di questi movimenti – ovviamente vado semplificando grandemente – con una forte contrapposizione sociale all’idea di chiudere le fabbriche.

Questo processo è collegato con quanto avvenuto a Taranto, perché quando noi facciamo la prima indagine ad ampio raggio per vedere che inquinanti ci fossero nel sangue dei cittadini di Gela, quindi della popolazione in generale, scopriamo che circa il 20% delle persone presenta livelli molto alti di arsenico, ben oltre i valori medi. Quando rilasciamo questi risultati, nel luglio del 2009, due settimane dopo a Taranto i cittadini stessi incominciano a chiedere di essere monitorati perché conoscono perfettamente le emissioni registrate (Registro Europeo delle Emissioni in acqua e atmosfera che controlla le industrie annualmente) fanno la proporzione e dicono: se a Gela il 20% è inquinato, da noi sarà il 30%.

A Taranto c’è un movimento di cittadini articolato in ambientalisti, medici e associazione dei genitori, ci sono anche associazioni scolastiche o di bambini di Taranto, insomma gruppi che si sono molto ben strutturati dal punto di vista dell’acquisizione delle conoscenze scientifiche e dell’individuazione delle sedi giuste per portare le loro rivendicazioni.

Negli anni più recenti tali rivendicazioni si concentrano sul controllo di salubrità dei cibi. A cominciare dall’analisi dei formaggi, in cui si trovano le diossine, inizia il discorso“noi siamo il più grande produttore di diossine d’Europa”, e da qui parte un discorso che ricollega il livello ecologico ambientalista a quello economico: l’idea di inquinamento che rende insalubri i cibi porta il nostro paese a fare negli istituti zoo-profilattici nazionali da 1.000 analisi all’anno dei primi anni 2000 a 13.000 previste nel 2011. C’è un salto dal 2004 ad oggi grandissimo, e il dibattito scientifico influenza molto l’idea di una esportazione a rischio, l’idea di una nuova e grande precarietà produttiva.

L’altro discorso è quello della salute delle persone: analisi del sangue e del latte che anche qui vengono fatte “in proprio”e che viene portato all’attenzione pubblica. Attualmente frequento queste località, poiché finalmente comincia un progetto finanziato dal Ministero della Salute, un’indagine in profondità sulla presenza di arsenico.Qui abbiamo visto una differenza importante tra Gela e Taranto. Da un lato a Gela c’è quasi un rifiuto a farsi coinvolgere nell’indagine di biomonitoraggio, dall’altro a Taranto gli stessi cittadini lo chiedono e ci stanno aspettando “fiumi”di donatori, probabilmente ne avremo molti di più di quelli necessari.

Ci sono norme europee, poco conosciute e poco rispettate dall’Italia, che tutelano il diritto all’informazione ambientale e alla partecipazione e che obbligano a far esprimere pareri alla cittadinanza sulle questioni che la riguardano. In questa direzione, Taranto è una realtà che si distingue perché i movimenti riescono ad attivare anche il livello di expertise giuridica. Questi soggetti sono presenti, con le loro posizioni, ai tavoli, anche a quelli che trattano di autorizzazioni ambientali, fanno i ricorsi all’Unione Europea, ecc. Insomma, hanno un’azione che trova le sue vie, anche extralocali, per essere efficace nel merito delle questioni.

Liliana Cori

* Lavora nell’Unità di ricerca di Epidemiologia Ambientale dell’Istituto di fisiologia clinica del CNR, occupandosi delle attività di comunicazione. Laureata in lettere con indirizzo antropologico, pubblicista, ha coordinato campagne di informazione e advocacy in diverse Organizzazioni Non Governative sul tema ambiente e relazioni nord-sud. Recentemente ha scritto: “Se fossi una pecora, verrei abbattuta”, ScienzaExpress (2011); con Vincenza Pellegrino, “Corpi in trappola.Vita e storie tra i rifiuti”, Editori Riuniti (2011); con Fiorella Battaglia e Fabrizio Bianchi, “Ambiente e salute. Una relazione a rischio”, Il pensiero scientifico (2009).

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

dicembre 11, 2017

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

Esiste un avamposto della biodiversità sulla Terra prima della “fine del mondo”: si chiama Global Seed Vault (GSV) e si trova nell’arcipelago delle Isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. Pochi ne conoscono l’esistenza, ma si tratta del più grande deposito di semi del mondo e potrebbe essere l’ultima risorsa dell’umanità in caso di [...]

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

dicembre 7, 2017

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

Cento storie di imprese virtuose rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare – presentato nei giorni scorsi a Roma – che raccoglie esperienze basate sul riutilizzo, sulla riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dei rifiuti, sulla reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate (seconde). Il progetto è promosso da Ecodom, il [...]

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

dicembre 6, 2017

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

Si è svolta sabato 2 dicembre, a Parma, la “Giornata interdisciplinare di studio sull’antibiotico-resistenza” organizzata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Parma con il sostegno di MSD Animal Health. Undici relatori, moderati dal Dr. Alberto Brizzi, organizzatore e presidente dell’Ordine, hanno illustrato, da prospettive diverse, gli impatti attuali e i rischi futuri relativi alla cosiddetta AMR [...]

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

dicembre 5, 2017

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili, nei primi dieci mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto complessivamente circa 726 MW (+20% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si conferma inoltre il trend mensile del fotovoltaico, che con i 29 MW connessi a ottobre 2017 raggiunge quota 352 MW [...]

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

dicembre 5, 2017

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Una celebrazione che in Italia assume un significato particolare, essendo uno dei paesi in Europa con il più alto ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile. Per questo Fondazione Cariplo ha scelto di lanciare proprio oggi il nuovo portale dedicato all’Ambiente, che avrà il compito di [...]

Sacchetti plastica: dal 1° gennaio 2018 scattano le nuove restrizioni

dicembre 1, 2017

Sacchetti plastica: dal 1° gennaio 2018 scattano le nuove restrizioni

Il 13 agosto 2017 è entrata in vigore la legge 123/2017, che recepisce la direttiva UE 2015/720 e contiene la nuova normativa sulle borse di plastica, con importanti novità anche per i sacchetti ultraleggeri utilizzati per gli alimenti sfusi (es. frutta e verdura) che non rispettino i criteri di compostabilità e biodegradabilità. In particolare il testo dispone [...]

Rete IRENE lancia “Condominio PIU’”: analisi gratuite per migliorare l’efficienza energetica

novembre 30, 2017

Rete IRENE lancia “Condominio PIU’”: analisi gratuite per migliorare l’efficienza energetica

Una campagna all’insegna del beneficio multiplo: più efficienza energetica, risparmio, valore, comfort, attenzione per l’ambiente e salute, sono questi i sei principi cardine che hanno ispirato la creazione della nuova campagna di Rete IRENE (Imprese per la Riqualificazione Energetica negli Edifici) aderente alla Campagna nazionale per l’efficienza energetica “Italia in Classe A”. Lanciata ufficialmente nei giorni [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende