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La sferzata di Fo: “Noi latini, egoisti e ciechi verso l’Apocalisse”

ottobre 26, 2012 Rubriche, Very Important Planet

Ascoltare, informarsi, preoccuparsi”. Il vocabolario ecologista di Dario Fo è un continuo invito a non restare indifferenti. Prima di tutto al degrado a tutti i livelli che è sotto i nostri occhi. Il premio Nobel ha inaugurato mercoledì sera la quinta edizione del Salone del Gusto e Terra Madre, la kermesse sulla cultura del cibo, che raduna 400 delegati da tutti i paesi del mondo. Con il guru di Slow Food, Carlin Petrini, e l’attivista indiana Vandana Shiva, è stato il testimonial di questo nuovo corso del Salone, che quest’anno punta in particolar modo a sensibilizzare contro lo spreco alimentare.

“Sono stati giorni educativi quelli di Torino – dice – hanno riacceso in me la speranza. Possiamo reagire alla distruzione della civiltà. Dobbiamo stare tutti vicini, non perderci di vista, non essere ciechi e trovare il coraggio di cambiare le nostre abitudini malsane”. Ascolta le parole di Vandana Shiva sull’aumento esponenziale dei suicidi tra i contadini indiani, ostaggio delle multinazionali. Si commuove. E la sua verve battagliera e il suo estro pungente si accendono.

D) Maestro, sono passati quattro anni dal suo libro “L’Apocalisse rimandata”. Il prezzo del petrolio è ancora alle stelle, è a tutt’oggi la nostra fonte primaria di energia. Non è ancora il tempo della rivincita ecologista, come preconizzava il suo fantasioso testo. Lo sarà mai?

R) Il mio discorso sull’apocalisse era evidentemente provocatorio, ma le cose che dico sono vere. Non vogliono essere né pagliaccesche né intimidatorie. Il fatto è che la nostra condizione è disperata. Bisogna non sedersi, bisogna vincere l’inerzia e promuovere momenti di partecipazione e coinvolgimento.

D) Come il Salone del Gusto e Terra Madre… Il pericolo, però, è che rischino di essere solo vetrine.

R) Ho scritto un libro forte apposta per smuovere le coscienze e gli egoismi. Non credo che il Salone del Gusto sia esclusivamente una vetrina. Terra madre è un segnale di speranza, una stupenda manifestazione gigantesca. Ne ho viste poche in giro per il mondo. L’eccezionale sfilata di bandiere che sfilavano sotto il mio naso mi ha lasciato incantato, ho smesso di contare i vessilli quando sorpassavano i 100. E’ importante stupirsi, impressionarsi è l’unico modo per avere la spinta di cambiare. Petrini mi ha entusiasmato, dovrebbe fare l’attore…

D) Carlin Petrini comparsa nel suo prossimo spettacolo? Che cosa l’ha impressionata di più del suo discorso?

R) L’ho ascoltato fino in fondo a bocca aperta, ha avuto una presa sul pubblico straordinaria. Ha la scienza dell’intrattenere come i bravi conversatori, gli attori abituati a intervenire a soggetto. Si sente la differenza tra un discorso meccanico e invece la rabbia, il risentimento, la sapiente voglia di trasmettere contenuti. Così si fa. Mi ha anche colpito il discorso dell’attivista indiana sui suicidi dei contadini. Un grande villaggio di centinaia di migliaia di persone non c’è più, coltivatori costretti a comprare sementi ogm dalle multinazionali.

D) Ascoltare, informarsi. E poi che fare in concreto?

R) Dobbiamo muoverci coscienti e organizzati. Alla fiora, come dicono i musicisti, non succede niente. Basta applausi a vuoto. Ognuno intervenga con i propri mezzi, non stia al balcone. Non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro coinvolgimento. Dimentichiamo che l’unico luogo da abitare nell’universo è la Terra!

R) Qual è il suo paradiso terrestre?

D) Conosco luoghi in Svezia, Norvegia e Finlandia che si preoccupano di avere cura della natura in cui vivono. Poi ci siamo noi latini, che bene o male ce ne freghiamo.

R) Se fosse Ministro dell’Ambiente per un mese, quale sarebbe il decreto più urgente?

D) Mai mi prenderei la responsabilità di un incarico del genere! Non sono al livello della cosa, non ho acquisito conoscenza e sapere sufficienti sui problemi del clima, come invece ho nel teatro e nella pittura. Purtroppo, questo vizietto si manifesta sempre in Italia: ministri che non sanno niente di quello di cui devono occuparsi, pagano gente che li consigli su tutto, ma se solo si ritirassero umilmente farebbero un atto di gran coraggio…

Letizia Tortello

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