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L’impegno ambientale dev’essere “sentito”. Intervista a Niccolò Fabi

aprile 29, 2011 Rubriche, Very Important Planet

“Le idee sono come un interrail, nascono dal movimento. Ho bisogno di camminare per dare vita a una nuova canzone”. Niccolò Fabi, uno dei cantautori più ricercati e raffinati nell’Italia musicale di oggi, di strada ne sta facendo parecchia. Ha appena dato il via al nuovo tour, una maratona in 18 tappe in giro per l’Italia, fino a giugno.

Ma è proprio in questi suoi molti viaggi, da un capo all’altro della penisola, che nella sua testa riccia spuntano le migliori suggestioni musicali. Gli abbiamo chiesto come gli sembra il Paese, visto dai palchi delle molte città che tocca la tournée. A cominciare da Roma

D) Niccolò, tu vivi nella Capitale. Pensandola in termini di qualità della vita, che cosa non va?

R) A Roma non c’è la salvaguardia per le zone verdi. Io sono un gran camminatore, adoro muovermi a piedi in città, ma lo smog e il traffico hanno raggiunto livelli insostenibili. Mi chiedo: la tecnologia ci permette di portare sonde in giro per lo spazio intergalattico, e non siamo capaci di inventare un modo per fare a meno dell’auto che inquina, mettendo in circolazione motori puliti? Ma meglio non avventurarmi in certi discorsi, questi argomenti mi fanno arrabbiare…

D) E’ qui che viene fuori la tua natura di cantautore indipendente e impegnato. Lo sei stato per l’Africa, nella raccolta fondi per la ricostruzione del Teatro dell’Aquila, per citare qualche esempio. Quale può essere il sostegno della musica per difendere l’ambiente?

R) Prima di tutto attraverso i testi delle canzoni. Non credo, invece, in quelle mode di organizzare concerti “a impatto zero”, come fa qualche mio collega. In questa dicitura, sicuramente di grande impatto, ci vedo molta ipocrisia. Nessuno mi ha ancora saputo convincere che, a conti fatti, la ricaduta in termini di inquinamento sia minima, quando si mettono in piedi eventi musicali targati con slogan “verdi”. In ogni caso, per attivare certi amplificatori con metodi ecologici ci vogliono molti soldi. Possono permetterselo forse le grandi band. E’ evidente che è una strada da percorrere, ma per ora non ne sento l’esigenza.

D) Di cosa senti invece l’esigenza?

R) Amo la natura, come la città, la campagna, la montagna. Non ho particolari predilezioni. L’Italia è un paese magnifico perché puoi passare da Pordenone a Ragusa, dalle vette al mare in poco più di mille chilometri. Da nessun’altra parte è così. Ogni regione ha una ricchezza paesaggistica, storica e culinaria unica. Sul discorso ambientale però siamo ancora molto indietro. La comunità ha sempre bisogno di un modello dall’alto, del buon esempio per comportarsi in modo virtuoso. Ma visto che dall’alto i buoni modelli spesso mancano, anzi imperano i cattivi esempi, dovremmo imparare a delegare molto meno la gestione e il rispetto delle nostre meraviglie naturalistiche.

D) Ci hai già confessato di essere un buon camminatore. A parte passeggiare, come ti sposti di solito? Auto, bici, treni o aerei?

R) Molto spesso in moto. Ma su questi aspetti del mio privato preferirei non soffermarmi.

D) Te lo chiediamo perché sono molti i personaggi famosi che nelle dichiarazioni ai giornali si dichiarano pieni sostenitori del “green thinking”, poi nei fatti non rinunciano a nessuna comodità…

R) Non amo la retorica. Dico sempre ciò che penso. L’impegno, nell’ambiente come nelle cause civili, ha un senso se è sentito. Quindi…concludo invitando tutti al mio concerto a Torino. Mi noterete senz’altro…scenderò da un suv giallo che inquina tantissimo. Ovviamente scherzo!

Letizia Tortello

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