Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » L’orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano:

L’orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano

novembre 22, 2011 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto del libro “L’orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano”, di Pia Peraedito da Tea (pag. 208, 8.60 euro).

In certi momenti la felicità è troppo intensa, trabocca, da non contenerla. Come adesso davanti al rosso rubino delle amarene contro il verde scuro delle foglie. Il piacere di guardarli, tutti quei puntolini di un lucido rosso liquido. L’ingordigia li fa afferrare uno dopo l’altro, con prepotenza. Il nocciolo resta attaccato al gambo, in mano solo la polpa da ingoiare senza nemmeno la fatica, dopo, di uno sputo. Chissà percheè gli storni le lasciano in pace, le amarene. Tutte le altre ciliegie le colgono loro prima che mano umana riesca a raggiungerle. Queste, le più succulente, le più buone, le lasciano.

Le amarene si fanno trovare dove gli amici vanno in vacanza. A Tereglio, in Val Fegana, c’è un albero che cresce sotto casa spingendosi fino al balcone; per coglierle basta allungare un braccio, senza nemmeno alzarsi. Oppure a Nozarego, appena sopra Paraggi. In casa dormono ancora. L’ho detto anche agli altri di questo albero meraviglioso, dai frutti succulenti e a portata di mano; eppure nessuno ha avuto voglia di spingersi giù in basso, in fondo al campo. C’è un silenzio argentino per i trilli radi degli uccelli, l’erba è asciutta ma ancora fresca, l’aria una carezza. Rosso liquido contro scuro verde vellutato, in gola ruscella un liquido amarognolo, a tratti quasi bruciante; strappo ciliegie a manciate, una dietro l’altra, chissà quando smetterò.

E’ bello quando mi invitano e posso stare in casa d’altri a non fare niente di niente. Se poi è anche la stagione delle amarene, la felicità è completa. Ne ho seminate anche nel mio podere. Non m’arrivano nemmeno al ginocchio: hanno quasi tre anni, ma lo sviluppo iniziale è lento. Solo a partire da un certo momento la crescita diventa impetuosa, finchè si ha quasi l’impressione che l’albero si sia rizzato in piedi d’un colpo. Fra qualche anno il piacere delle amarene potrò goderlo a casa, ma sara’ diverso: perchè da me c’è sempre qualcosa da fare, qualcosa che distrae; invece qui, da ospite, non ho compiti di sorta, e quando divoro le amarene divoro le amarene, punto e basta.

Che da me ci sia sempre tanto da fare è veramente uno scandalo: dopotutto, quando avevo deciso di occuparmi di un podere abbandonato, mi ero ispirata all’agricoltura della non-azione di Masanobu Fukuoka, decrepito giapponese della calda e umida isola di Shikoku. Avevo letto La rivoluzione del filo di paglia, libro quasi del tutto inutile per chi tenga l’orto nel nostro clima mediterraneo. Senonchè, all’inizio, questo non potevo capirlo. Mi ero lasciata incantare leggendo come questo signore – d’aspetto peraltro molto elegante – aveva avuto un bel giorno una di quelle illuminazioni che siamo soliti definire Zen: che al mondo non c’è assolutamente nulla, e che lui non capiva niente. Tutte le nozioni, cui aveva sino a quel momento aderito, gli sembrarono di colpo vuoti artifici: « Ilmio spirito si fece leggero e chiaro. Mi misi a ballare selvaggiamente per la gioia. Sentivo gli uccellini cantare negli alberi e vedevo le onde distanti scintillare nel sole nascente. Le foglie danzavano verdi e brillanti. Sentii che questo era un vero paradiso in terra. Tutto ciò che mi aveva dominato, tutte le angosce, scomparvero come sogni e illusioni e una cosa che si potrebbe chiamare « natura vera » se ne stette là davanti rivelata». Così lasciò il lavoro di città e tornò all’avito podere. Si può vederlo in una serie di foto contenute in un altro suo libro, La fattoria biologica: un vecchietto dalla pelle rugosa, abbronzata, il pizzo brizzolato sul mento scarno, sorride beato fra nuvole bianche e rosate di fiori. E’  una radiosa giornata di primavera, il cielo azzurro illumina peschi susini e ciliegi. Gli occhi scintillanti nella fessura delle palpebre, Fukuoka è uno di quei pazienti saggi d’Oriente, pronti a ricominciare daccapo dopo non importa quale cataclisma, di cui William Butler Yeats ha scritto: « their eyes, their ancient glittering eyes are gay».

Ecco, volevo diventare anch’io così. Avrei lasciato anch’io il lavoro di città per il podere avito. Lì avrei trovato il paradiso.

Paradiso in terra, paradiso terrestre. Non ricordo più dove, Kafka ha scritto che ci sarebbe da chiedersi non perchè  l’uomo abbia perduto il paradiso terrestre, ma perchè non faccia nulla per tornarci. A lui, cittadino di Praga, forse è sfuggito che chiunque torni alla campagna, chiunque voglia per sè un giardino, è spinto da questo desiderio, di un ritorno all’Eden.

Fortuna che, come Fukuoka, avevo anch’io un podere dove tornare, sulle pendici del monte Pisano, in zona geologicamente estranea al resto d’Italia. Scrive Rudolf Borchardt: « L’isola protostorica dei monti pisani non appartiene al continente italiano: è composta invece, proprio come le isole che le stanno ora accampate in faccia, di schisti o marmi più antichi e seriori». Le isole sono quelle dell’arcipelago toscano: la Gorgona, e poi spostandosi a sud Capraia, Elba, Giglio, Montecristo. Fermatosi sulle pendici occidentali dei monti pisani, Percy Bysshe Shelley sentì di trovarsi immerso in una luce di Grecia. E infatti, come ha osservato sempre Borchardt, nel paesaggio dei montipisani « si ripete sulla costa occidentale italiana la fase pelagica della costa orientale greca ».

Di questo pezzo di Grecia italiana vedo da casa il fianco del Monte Penna, le pendici del Cotrozzi. Monti antichissimi, stondati dal tempo. A fondo valle c’è un torrente, il Guappero: segna il confine fra i substrati calcareo e siliceo. Guardando da casa mia, le rocce silicee si trovano al di là del torrente. Sono rocce dalla memoria lunga, capaci di trattenere tracce di ere passate: una minuscola felce del paleozoico, la ofioglossa o lingua di serpente, e la torbiera di sfagno, ricordo della glaciazione di tredicimila e cinquecento anni fa. Le colline silicee sono ricoperte da pinete del tutto artificiali. Prima cresceva il castagno, piantato anche quello dall’uomo. Il bosco autoctono era invece formato da roverelle e da cerri, ma anche da allori spontanei: un residuo del bosco di laurifille caratteristico della zona tropicale dell’India e dell’Africa, risalente all’epoca, distante milioni e milioni di anni, in cui il clima era umido e caldo.

Pia Pera*

TEA – Tascabili degli Editori Associati S.p.A., Milano

Gruppo editoriale Mauri Spagnol

Prima edizione presso Ponte alle Grazie, marzo 2003

© 2007 Adriano Salani Editore S.p.A., Milano

 

*Pia Pera ha scritto di selvatichezza, paesaggio e giardino in “Le vie dell’orto” (Terre di Mezzo), “Il giardino che vorrei” (Electa), “L’orto di un perdigiorno” (TEA), “Contro il giardino” (Ponte alle Grazie) e “Giardino & Ortoterapia. Coltivando la terra si coltiva anche la felicità” (Salani). Ha ideato e gestisce www.ortidipace.org, dedicato alla diffusione degli orti in particolare nelle scuole. Tiene una rubrica su Gardenia e una su Saturno, inserto culturale di Il Fatto Quotidiano.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

dicembre 11, 2018

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

GBC Italia con UNESCO e il Comune di Ferrara organizzano dall’11 al 13 dicembre 2018 “Heritage & Sustainability“, un workshop internazionale incentrato sugli strumenti energetico-ambientali per la governance sostenibile del patrimonio architettonico esistente. L’evento, in collaborazione con la fiera RemTech Expo, si svolgerà tra due dei più prestigiosi edifici storici della città di Ferrara, il Castello Estense e il Palazzo Ducale. [...]

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

dicembre 7, 2018

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

Dopo la positiva esperienza del 2017, anche nel 2018, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) prosegue e rafforza il suo impegno a favore del contesto ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo promuovendo il “Bando Distruzione“, con il duplice obiettivo di distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e [...]

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

dicembre 6, 2018

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

I “muretti a secco” sono  stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura - Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera – facendo leva sulla “relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”. L’arte dei muretti a secco, come si [...]

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

dicembre 3, 2018

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

Dopo il successo della prima edizione torna mercoledì 5 dicembre 2018, all’Environment Park di Torino, l’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte, un momento di confronto e dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti con i principali operatori locali del settore (aziende, pubblica amministrazione, consorzi), per concentrarsi sulle criticità del ciclo dei rifiuti e sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento [...]

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

novembre 30, 2018

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

MOTUS-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e programmi di formazione e informazione, ha rilasciato un comunicato stampa in cui rileva che la manovra finanziaria arrivata in Parlamento [...]

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

novembre 30, 2018

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

Ieri a Bruxelles è stata ufficialmente lanciata l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) EAToriginal, la campagna di Coldiretti e altre associazioni europee per chiedere alla Commissione Europea di introdurre un’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo. La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano infatti un grave rischio per la salute dei consumatori, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa [...]

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

novembre 28, 2018

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

Con la siccità che, ogni anno, coinvolge anche il nostro Paese, a causa dei cambiamenti climatici, il mare potrebbe diventare la principale risorsa idrica disponibile. La dissalazione dell’acqua marina può dunque rappresentare una valida soluzione alla crisi idrica che quasi sicuramente ci troveremo ad affrontare. Serve però una normativa specifica sul funzionamento degli impianti e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende