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Luca Rosini torna con “Human Files”, storie di chi vuole cambiare la propria vita e difendere l’ambiente

luglio 21, 2017 Rubriche, Very Important Planet

Allievo del mitico regista tedesco Werner Herzog, Luca Rosini, come il maestro, ama i racconti profondi, accurati ed estremi. Nato a Bologna nel 1977, sotto le Due Torri ha studiato alla facoltà di Scienze Politiche e poi alla scuola di giornalismo, le basi per una carriera a base di inchieste e cinema documentaristico. Rosini ha  scritto e realizzato documentari comeSouvenir Srebrenica” che lo ha portato in finale ai prestigiosi David di Donatello mentre “In un solo respiro” gli ha fatto vincere l’American Documentary Film Festival che si tiene a Palm Springs, in California. Importanti riconoscimenti anche da  giornalista:  si è aggiudicato, per due volte, uno dei premi più ambiti dai cronisti d’inchiesta,  il Premio Ilaria Alpi con il reportage  “Quelli della Gru” dedicato alle proteste degli immigrati a Brescia. In televisione è stato inviato per Annozero, Piazza Pulita, Virus e dal 31 luglio condurrà su Rai Due Human Files

D) Luca, il 31 luglio si  alza il sipario su “Human Files”, appuntamento di Rai 2 in seconda serata con un programma dedicato a uomini e donne che non si vogliono arrendere allo stato delle cose presenti. Giusto?

R)  Esatto, si racconta l’umanità figlia delle sfide che l’Homo Sapiens ha superato da quando 70.000 anni fa ha lasciato l’Africa per avventurarsi nel mondo… “Human Files” si pone alcuni interrogativi: cosa hanno in comune miliardi di persone sparse per la terra con i nostri progenitori? Che cosa ci rende umani? Le risposte le abbiamo cercate in documentari che abbiamo raccolto in tutto il mondo.  Storie di uomini e donne che fanno cose particolari, persone che non si arrendono, persone che cercano di cambiare la loro vita e quella  dei loro simili. Lo fanno nel loro piccolo cercando di superare i  limiti umani in condizioni estreme come l’operaio che lavora sul grattacielo di Shenzhen, in Cina, e scrive poesie a 200 metri di altezza…

D) Quanto ambiente c’è in Human Files?

R) Tante storie e tante biografie green. Il programma – frutto della collaborazione di 35 televisioni pubbliche di tutto il mondo - è prodotto da Rai2, Rai Cultura e dal Copeam (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo) che ha tra le sue mission la valorizzazione della comunicazione ambientale. Tra le storie “verdi” c’è quella dei ragazzi ingegneri di Bogotà che stanno lavorando alla realizzazione di una macchina elettrica a bassissimo impatto ambientale da “far circolare” con il car sharing. Vogliono soddisfare un bisogno reale perché  nella capitale colombiana si registra un inquinamento atmosferico pazzesco. Sognano di far respirare meglio i loro concittadini nonostante i pochi mezzi a disposizione: non hanno finanziamenti e lavorano in modo artigianale. Poi la storia di un gruppo di attivisti che a Hong Kong lottano per salvare l’ultima area verde, naturale e selvaggia della città, un’oasi che sopravvive in mezzo ai grattacieli. Interessante anche il documentario su Berlino dove altri ragazzi hanno creato una start up innovativa: allevano pesci e utilizzano gli escrementi per concimare gli ortaggi! Al centro di una metropoli, l’agricoltura veramente a chilometro zero… Poi una donna di Rio de Janeiro che insegna agli abitanti delle favelas a non sprecare nulla, a cominciare dalla buccia della frutta e della verdura. Tutto si può utilizzare e niente si deve buttare…

D) Racconti green da tutto il mondo, ma l’Italia? Secondo una recente ricerca il nostro Paese sarebbe in realtà molto più avanti di quanto viene percepito…

R) L’Italia è presente nella nostra trasmissione con “l’uomo sul Vesuvio”, una guida turistica che riflette sulla montagna, sulla storia del vulcano e ragiona sui rischi dell’urbanizzazione selvaggia. Poi due documentari di cui sono l’autore. Uno, “In viaggio con Gaetano”,  dedicato al navigatore oceanico Gaetano Mura, il velista che naviga in solitario per gli oceani, tenta il giro del mondo senza assistenza e che esprime un profondo rapporto con la natura: la sua barca è  un laboratorio per la realizzazione di pratiche eco-sostenibili. Poi il documentario “In un solo respiro” dedicato a Davide Carrera, campione mondiale di apnea che sfida i suoi limiti in una  simbiosi unica con il mondo naturale. Il suo mondo…

D) Tante storie positive di rapporto virtuoso con l’ambiente. La televisione non è dunque sempre “Cattiva Maestra”… Può contribuire, secondo te, a diffondere e radicare nel grande pubblico buone pratiche di sostenibilità ambientale?

R)   Il discorso è questo: se la televisione propone solo modelli sbagliati non c’è nessuna opzione, si avranno solo comportamenti sbagliati. Se si propongono modelli positivi per migliorare l’ ambiente ci resta qualche chance di cambiamento…Se dai per scontato che niente si cambia la partita è persa! La televisione riveste sicuramente un ruolo importante, come anche Internet!

D) I tuoi progetti futuri in campo ambientale?

R)  Mi piacerebbe lavorare su alcuni temi come l’agricoltura sostenibile o la desertificazione in Africa…

D) Qual è, a tuo parere, il problema ambientale più urgente da risolvere?

R)  A me preoccupa tantissimo linquinamento del mare, le inquietanti isole di plastica nell’oceano, gli sversamenti dei rifiuti tossici. Fenomeni che mi mandano in paranoia come il consumo scriteriato delle risorse ittiche!

D) Ma tu cosa fai di concreto nella vita quotidiana per ridurre l’impatto ambientale?

R) La raccolta differenziata e cerco di mangiare meno carne possibile. Ero vegetariano, poi ho trovato un’ equilibrio, ma tendo ad un consumo minimo di prodotti animali…

Gian Basilio Nieddu

 

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