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L’UE dice basta al “salami slicing”. Dal 2016 nuovi criteri per la valutazione di impatto ambientale

ottobre 14, 2013 Bollettino Europa, Rubriche

 

Nell’ultima Plenaria del Parlamento Europeo è stato raggiunto l’accordo per la revisione della Direttiva sulla valutazione d’impatto ambientale (VIA). Che fissa i criteri che, sull’intero Continente, dovranno rispettare tutti i progetti, pubblici e privati. Si tratta di una normativa che in Europa interessa circa duecento tipologie di progetti, come ponti, porti, centrali nucleari, autostrade, discariche di rifiuti, inceneritori, cave, cementifici. Il più delle volte il non rispetto di queste regole è origine di disastri ambientali, contenziosi legali e sperpero di denaro, anche pubblico (quella che noi di Greenews.info definiamo “evasione ambientale“).

Con il suo “sì” l’Europarlamento ha ottenuto il mandato per negoziare con il Consiglio e la Commissione in modo tale da adottare un testo finale che potrebbe entrare in vigore entro il 2016. Quello che si preannuncia è un cambiamento radicale della vecchia Direttiva 2011/92/UE sulla Valutazione d’Impatto Ambientale. In Primo luogo, con le nuove regole si punta ad eliminare i conflitti di interesse, garantendo l’assoluta indipendenza dell’autorità competente dal committente. In alcuni casi, nonostante la separazione formale tra le due entità, in particolare quando il committente è un soggetto pubblico, si verifica un’impropria commistione tra i due attori, tale da inficiare l’obiettività del giudizio. Sono poi previste sanzioni proporzionate e dissuasive in caso di violazione alle norme nazionali che derivano da questa Direttiva, compresi casi di conflitto d’interesse e corruzione, secondo il principio “chi inquina paga”. Sono previste anche azioni correttive, nel caso in cui il monitoraggio ex post mostri che le misure di attenuazione e compensazione previste per un progetto autorizzato non sono efficaci.

In secondo luogo, il committente dovrà fornire maggiori informazioni sui rischi per la salute della popolazione interessata da un determinato progetto e sulle eventuali ripercussioni sul paesaggio e patrimonio culturale circostante. Il ruolo dei cittadini sarà quindi rafforzato attraverso un loro diretto coinvolgimento in tutte le fasi della procedura, rispondendo direttamente ai dettami della Convenzione di Århus che regola l’accesso alle informazioni, la partecipazione al processo decisionale e l’accesso alla giustizia in materia ambientale della popolazione europea. Non saranno, inoltre, più concesse deroghe speciali alla VIA, con l’eccezione di quelle motivate con ragione di sicurezza pubblica.

In terzo luogo, verrà prestata maggiore attenzione all’effetto cumulativo dell’impatto ambientale di più progetti nella stessa zona, mettendo in campo azioni volte a contrastare il cosiddetto “salami slicing” ovvero la furba divisione di un singolo progetto in sotto progetti per evitare l’obbligo di Valutazione ambientale complessiva che sarebbe scattata se fosse stato sottoposto alla procedura tutto insieme. Occhi aperti, poi, sull’effetto cumulativo di diversi progetti: se in una stessa area si vuole costruire una nuova opera, bisognerà considerare il suo apporto di inquinamento in relazione alle strutture che già esistono nella stessa zona.

La vera novità, tuttavia, riguarda il controverso gas di scisto. La VIA diventerà, infatti, obbligatoria anche per i progetti di estrazione dello shale gas che utilizzano la tecnologia del fracking, cioè la fratturazione idraulica. Nell’allegato I “obbligatorietà di Valutazione d’Impatto Ambientale VIA” sono stati, infatti, inseriti i cosiddetti “idrocarburi non convenzionali” ovvero gas di scisto e gas naturale da giacimenti di carbone, sia nella fase di “estrazione” che in quella di “esplorazione limitatamente alla fase che prevede l’applicazione di fratturazione idraulica”. Oltre al gas di scisto, dovranno essere sottoposti a VIA obbligatoria tutta un’altra serie di progetti prima esclusi, come le demolizioni di precedenti strutture, parchi a tema (acquatici, parchi divertimento, delfinari), campi da golf su terreni aridi e cave per l’estrazione dell’oro.

Beatrice Credi

 

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