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“L’unica natura che mi interessa è nell’arte”. L’ecoscetticismo di Luca Beatrice

dicembre 2, 2011 Rubriche, Very Important Planet

Indifferente convinto, come non ci capitava da tempo. “L’unica natura che mi interessa la racconta l’arte”. Va al mare solo se deve, al parco poco e con ritrosia. E’più che altro un ricordo di tanti anni fa, quando era costretto ad accompagnare i figli in bicicletta. Luca Beatrice, critico d’arte, già curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, presidente del Circolo dei Lettori di Torino, ha giudizi categorici, piuttosto inconsueti, sulle questioni ambientali: “Non sono la persona giusta per parlare di ambiente”. A meno che non sia il soggetto di un quadro, di una scultura o di un’installazione. Riuscirà la nostra rubrica a spingerlo alla “redenzione”?

D) Luca, pur essendo “eco-scettico” anche lei, come tutti, si deve necessariamente confrontare con alcuni temi ambientali: l’inquinamento, la qualità dell’aria ecc. Come li vive da cittadino?

R) Ho scelto di vivere in una metropoli, Torino, che per piccola che sia comporta necessariamente degli svantaggi, tra cui l’inquinamento. E’ il prezzo che devi pagare se vuoi godere dei mezzi, della velocità, della modernità. Non si può pensare di trasformare le città in oasi di campagna.

D) Però si dovrà pur fare qualcosa per tutelare la salute degli abitanti di città, non crede? Torino continua ad essere maglia nera per concentrazioni di polveri sottili…

R) Sì, d’accordo. Ma non penso che stia a me rinunciare alle comodità metropolitane in nome di una presunta crociata nei confronti della qualità dell’aria. Ad esempio, io sono amante dell’oggetto moto e dell’oggetto auto. E a queste non rinuncio.

D) Che modello di automobile e di moto possiede, se non siamo indiscreti? Ho il sospetto che siano più “sportive”, che ecologiche…

R) Una Mini Station Wagon e una Harley Davidson. Le curo e le guardo come si fa con una bella donna, sono oggetti pieni di sensualità. E’ secondario che siano mezzi di trasporto, anche perché, quando mi devo spostare, scelgo sempre la convenienza in termini di tempo e di costo: a Milano e a Roma vado spesso in treno. Per raggiungere lo studio o il luogo di lavoro uso la metro.

D) Ecologista suo malgrado, per comodità, si potrebbe dire. Ma fuori dalla metropoli, qual è il suo ambiente naturale preferito?

R) Togliermi dalla città è sempre un trauma. Comunque, se devo proprio scegliere, preferibilmente il mare. Mi affascinano le città sulla costa, non certo le isolette deserte. Ho bisogno di stare in un luogo che abbia vicino almeno l’ospedale, il giornalaio, il tabaccaio e un buon ristorante.

D) Pratica qualche sport?

R) No, però sono molto tifoso di calcio. Juventino di razza.

D) Arte e paesaggio sono stati, per secoli, specchio l’una dell’altro. Nell’universo artistico di oggi la natura è ancora un tema di riferimento?

R) Certo, anche se nel 2011 sarebbe impensabile e ingenuo ricreare movimenti ispirati all’Arcadia. Non è più quella l’urgenza del nostro tempo, l’arte viaggia ormai su altri binari. Contrariamente a quanto si pensa, il concetto di natura perturbante che ha ispirato il romanticismo è tornato in qualche maniera a influenzare il lavoro degli artisti. Per restare in tema, l’ambientalismo, l’ecologismo sono temi che vanno molto di moda nell’arte, solleticano le coscienze, sensibilizzano. L’arte come il cinema può affrontare questioni delicate, proprio perché non ha la necessità di dimostrare nulla. Viaggia sui binari dell’utopia e si limita a lanciare suggestioni, per quanto forti.

D) Ci fa qualche esempio di artisti che lavorano su questi argomenti?

R) Cyprian Gaillard, il filosofo francese Paul Virilio ha curato di recente un progetto alla Fondation Cartier di Parigi, Olafur Elliasson crea paesaggi potentemente evocativi. Sono i primi che mi vengono in mente.

D) Magari un giorno la persuaderanno a diventare un ambientalista convinto… Ma oggi, nel quotidiano, qual è il suo impegno nelle piccole cose di casa, ad esempio la raccolta differenziata o il risparmio dell’acqua?

R) Mi paragono tranquillamente a quel personaggio di Mai dire gol, Carcarlo Pravettoni, l’imprenditore e politico candidato nella lista dell’Asfalto che Ride. La differenziata non la faccio. Sotto la doccia è così bello stare a lungo con i rubinetti scroscianti, temperatura bollente d’inverno, fresca d’estate. Sarò impopolare dopo questa intervista, ma almeno sono sincero…

Letizia Tortello

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