Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » L’uomo che inventò il Polo Nord:

L’uomo che inventò il Polo Nord

settembre 11, 2012 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto del  libro “L’uomo che inventò il Polo Norddi Philipp Felsh, edito da Nutrimenti (pag. 272, 18.00 euro).

Normalmente storie come queste cominciano con un viaggio. Il primo contatto diretto con il mondo, un momento fatale per chi si dedicherà all’esplorazione e alla ricerca. Per esempio, Alexander von Humboldt, tanto ammirato da Petermann, si mise in mare a ventinove anni. La mescolanza di desiderio d’avventura e nostalgia che lo colse al momento di lasciare l’Europa superò in intensità qualsiasi sentimento avesse provato fino ad allora. “Il sentimento con cui si inizia, per la prima volta, un lungo viaggio, ha sempre qualcosa che ti tocca nel profondo”.  Anche August Petermann, nel1845, compì un lungo viaggio. Aveva ventitré anni e conosceva il percorso a menadito. Sulla grande carta della Germania nell’Atlante geografico tascabile di Stieler la prima tappa portava da Potsdam a Magdeburgo: sedici miglia di posta scarse, con la nuova ferrovia si potevano coprire in una mattinata. Da Magdeburgo discese l’Elba su un piroscafo. I pontierano illuminati a festa, sulla scia della nave dondolavano indifese delle chiatte di legno e a ogni approdo si affollavano nugoli di persone. A Dömitz la nave superò il confine con l’Hannover e proseguì lasciandosi di fianco il territorio del Meclemburgo e dell’Holstein. Attraversando numerose località, ciascuna con la propria ora, dopo un giorno e una notte arrivò ad Amburgo, libera città del Reich e dell’Hansa: ecco come si viaggiava in Germania nell’anno 1845. Perfino in Prussia ogni cittadina, all’epoca, aveva la propria ora, che si distingueva in minuti e secondi da quella di Berlino. Solo gli orari ferroviari unificati, nella seconda metà del secolo, posero fine a questo patchwork. Ma nel 1845 la tratta da Berlinoad Amburgo era ancora in costruzione.

Dopo Amburgo la carta della Germania nello Stieler terminava. Solo una linea sottile, che spariva nel bianco del Mare del Nord, indicava la rotta del piroscafo che puntualmente, ogni due settimane, salpava per Edimburgo. La traversata durava due o tre giorni, a seconda del tempo. Così Petermann raggiunse la sua meta, tutto sommato, in meno di una settimana. Per l’epoca una velocità da togliere il fiato. Appena dieci anni prima il viaggio da Potsdam a Edimburgo avrebbe richiesto settimane, e i passeggeri dei piroscafi e delle ferrovie lo sapevano bene. Il vapore, “questa forza che trascinava con la velocità di un’aquila fortezze marine e borghi in movimento”, eccitava ovunque gli animi. Alla giusta dose di pathos pensavano travestimenti poetici per lo più in forme di animali, uccelli rapaci, leoni o nobili destrieri. Il primo viaggio con una di queste creature d’acciaio dev’esser stata un’esperienza quasi metafisica. Quale migliore dimostrazione della superiorità dell’uomo sulle forze della natura di un piroscafo, che, incurante di vento e onde, dritto come un fuso seguiva la sua rotta sul mare? Neppure lo spirito di Dio, scrisse un anonimo entusiasta del progresso sulla londinese Quarterly Review, avrebbe potuto scivolare più agilmentesulle acque. Lo spazio stesso, questa grandezza naturale suddivisa in miglia di posta e ore di viaggio, si poteva annullare con i nuovi mezzi di trasporto. Heinrich Heine notò nel 1843, con sentimenti contrastanti, che il Mare del Nord e i suoi cavalloni ormai bagnavano direttamente Parigi. Per noi frequent flyers non è più così facile comprendere il suo sgomento. Ma ormai anche il già citato autore della QuarterlyReview vedeva il Mediterraneo “ridursi sotto i nostri occhi alle dimensioni di un lago”.

Lanciarsi a trenta chilometri all’ora su una pianura, agganciatia una locomotiva, dava a molti passeggeri la sensazione di danzare su un vulcano che sputava fuoco. La meccanizzazione dei trasporti era qualcosa di inaudito, un fenomeno di portata mondiale e dalle conseguenze imprevedibili. Anche il giovane Petermann deve aver subito il fascino del vapore. La domanda crescente di mobilità e la costruzione delle linee ferroviarie davano il pane quotidiano a un cartografo. Anche in seguito, quando si trattò di elaborare piani per l’esplorazione del polo Nord, la bruta forza delle macchine confermò il suo ruolo decisivo. “In piroscafo”, proclamò fiducioso due decenni dopo il viaggio a Edimburgo, “la traversata dalla costa tedesca del Mare del Nord fino al polo Nord richiede al massimo dieci giorni”. Da anni Petermann disegnava carte geografiche: di terra,di mare, per le ferrovie; carte che, per il proliferare delle nuove vie di comunicazione, dovevano essere riviste sempre piùspesso. Il Grand Tour verso le isole britanniche segnò la fine del suo corso d’istruzione nell’istituto tecnico geografico di Heinrich Berghaus a Potsdam. Deve aver compiuto questoviaggio con una mistura di euforia giovanile e fredda superiorità,visto che, come cartografo, litografo e incisore fresco di studi, sulla rotta era meglio informato della maggior parte dei passeggeri che gli tenevano compagnia nell’economica terza classe. A metà del diciannovesimo secolo aver a chefare con carte geografiche non era un’esperienza frequente. Quel che si potrebbe definire illuminismo cartografico, la nascita di una sorta di autoconsapevolezza spaziale, era allora proprio agli inizi. Troppo spesso si dimentica che a lungo, fino alla conclusione delle guerre napoleoniche, le carte geografiche sono state documenti segreti, gelosamente custoditi dagli stati europei e dai loro apparati militari. Nell’Unione Sovietica è stato così addirittura fino alla glasnost di Gorbaciov. Con piacere gli storici della cartografia raccontano di ferrovie solitarie che si addentrano nel vuoto della terra dinessuno, di foci di fiumi dalla posizione falsificata e di città inesistenti nel bel mezzo della steppa siberiana.  Conoscerela propria posizione rispetto alla capitale, al confine, almare, è una conquista relativamente recente. Eppure, nonostante la sua professione, il giovane cartografo non sembra aver provato un grande piacere nel viaggiare. Avrebbe trascorso l’ultima parte della sua vita a organizzare spedizioni in terre straniere, ma non gli passò mai per la testa l’idea di partecipare a una di queste avventure. Solo poco prima di morire intraprese un viaggio in America e si lamentò dell’afa durante il viaggio in ferrovia da Filadelfia alle cascatedel Niagara. I critici interpretarono la sua sedentarietà come viltà. Ma August Petermann preferiva viaggiare sulla carta.

Philipp Felsch*

*Philipp Felsch (Gottinga, 1972) ha studiato storia e filosofia a Friburgo, Colonia, Bologna e Berlino. È professore di storia delle scienze umane alla Humboldt-Universität di Berlino. (photo © Luchterhand Literaturverlag)

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

AccorHotels e l’agricoltura verticale: debutta al Novotel Milano il “Living Farming Tree”

dicembre 18, 2017

AccorHotels e l’agricoltura verticale: debutta al Novotel Milano il “Living Farming Tree”

Debutta a Milano con AccorHotels la prima installazione del Living Farming Tree, l’innovativo orto verticale indoor firmato Hexagro Urban Farming, startup italiana composta da un team internazionale di ingegneri, designer industriali e gastronomi. In linea con gli obiettivi del proprio programma di sviluppo sostenibile Planet21 volto a promuovere un’ospitalità positiva e virtuosa, il gruppo leader mondiale [...]

Boston Consulting: le aziende con approcci sostenibili hanno margini migliori

dicembre 18, 2017

Boston Consulting: le aziende con approcci sostenibili hanno margini migliori

Le aziende che adottano approcci sostenibili hanno margini e valutazioni migliori. Questo è il dato principale emerso dall’analisi di The Boston Consulting Group “Total Societal Impact: A New Lens for Strategy”, condotta su 300 aziende dei settori Consumer Packaged Goods, Biofarmaceutica, Oil & Gas, Retail & Business Banking e Tecnologia. Per Total Societal Impact (TSI) [...]

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

dicembre 11, 2017

DeProducers: un video alle Svalbard per celebrare il “Global Seed Vault”, cassaforte mondiale dei semi

Esiste un avamposto della biodiversità sulla Terra prima della “fine del mondo”: si chiama Global Seed Vault (GSV) e si trova nell’arcipelago delle Isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. Pochi ne conoscono l’esistenza, ma si tratta del più grande deposito di semi del mondo e potrebbe essere l’ultima risorsa dell’umanità in caso di [...]

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

dicembre 7, 2017

Da Ecodom e CDCA il primo “Atlante Italiano dell’Economia Circolare”

Cento storie di imprese virtuose rappresentano il nucleo di partenza del primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare – presentato nei giorni scorsi a Roma – che raccoglie esperienze basate sul riutilizzo, sulla riduzione degli sprechi, sulla diminuzione dei rifiuti, sulla reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime recuperate (seconde). Il progetto è promosso da Ecodom, il [...]

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

dicembre 6, 2017

Antibiotico-resistenza: nel 2050 sarà la prima causa di morte animale

Si è svolta sabato 2 dicembre, a Parma, la “Giornata interdisciplinare di studio sull’antibiotico-resistenza” organizzata dall’Ordine dei Medici Veterinari di Parma con il sostegno di MSD Animal Health. Undici relatori, moderati dal Dr. Alberto Brizzi, organizzatore e presidente dell’Ordine, hanno illustrato, da prospettive diverse, gli impatti attuali e i rischi futuri relativi alla cosiddetta AMR [...]

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

dicembre 5, 2017

ANIE Rinnovabili: nuove installazioni a +20% sul 2016

Secondo i dati diffusi da ANIE Rinnovabili, nei primi dieci mesi del 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto complessivamente circa 726 MW (+20% rispetto allo stesso periodo del 2016). Si conferma inoltre il trend mensile del fotovoltaico, che con i 29 MW connessi a ottobre 2017 raggiunge quota 352 MW [...]

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

dicembre 5, 2017

Giornata Mondiale del Suolo: Fondazione Cariplo lancia il nuovo portale dedicato all’ambiente

Il 5 dicembre è la Giornata Mondiale del Suolo. Una celebrazione che in Italia assume un significato particolare, essendo uno dei paesi in Europa con il più alto ritmo di consumo di questa risorsa non rinnovabile. Per questo Fondazione Cariplo ha scelto di lanciare proprio oggi il nuovo portale dedicato all’Ambiente, che avrà il compito di [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende