Home » Rubriche »Very Important Planet » Marco Columbro, “diamo alla vita un sapore bio”:

Marco Columbro, “diamo alla vita un sapore bio”

ottobre 12, 2012 Rubriche, Very Important Planet

In tutta Italia calano i consumi e gli acquisti dei cittadini. Ma c’è un settore che continua a crescere, e probabilmente è un bene per tutti. Il cibo biologico nel 2011 è cresciuto dell’8,9% e nei primi mesi di quest’anno ha mantenuto lo stesso ritmo: ormai sono quasi cinquantamila gli operatori del settore, impegnati a coltivare oltre un milione di ettari.

Marco Columbro, oltre a essere un noto attore e presentatore, è da anni uno dei portabandiera del biologico nel nostro Paese. Nella sua azienda agricola in Val D’Orcia, in Toscana, produce olio e pasta bio, e da sei anni organizza Milano SaporBio, manifestazione di promozione di un modo sano, equilibrato e sostenibile di coltivare e produrre il cibo, la cui sesta edizione si è chiusa da pochi giorni.

D) Columbro, le vendite del cibo biologico crescono, nonostante la crisi. Quel è la ragione secondo lei?

R) Piano piano l’importanza di consumare cibo sano è entrata nella mente degli italiani. Mentre calano gli acquisti dei prodotti convenzionali, aumentano quelli biologici. Nel settore per l’infanzia la crescita è addirittura del 25% in cinque anni. E questo la dice lunga su come ormai siamo convinti che convenga magari comprare meno, ma di qualità. Prima tutto questo era una nicchia, ma si è allargata di anno in anno.

D) Certo non siamo ancora a livello di altri Paesi europei…

R) Ovviamente c’è ancora molta strada da fare, soprattutto rispetto a Paesi come quelli scandinavi, l’Inghilterra o la Svizzera. Ma ci stiamo avvicinando: cresce la consapevolezza dell’importanza di consumare cibi sani, prodotti in maniera sostenibile.

D) Cosa serve per alimentare questa tendenza?

R) Il biologico ha dei costi che colture e allevamenti convenzionali non hanno. Per tirare su uno zucchino ci vogliono una cura e un lavoro incredibilmente superiori a quelli delle coltivazioni industriali. Ma è un circolo virtuoso: più si consuma cibo biologico, più le produzioni si sviluppano, più i prodotti costano meno e diventano alla portata di tutti.

D) Rimangono alcune difficoltà, come una filiera a volte poco razionale, o il problema delle certificazioni.

R) Questo è un aspetto che va assolutamente migliorato e regolamentato. Ad oggi le certificazioni sono a carico del produttore, che paga un’agenzia esterna perché faccia i controlli. Anche questo è un costo che alla fine ricade sui consumatori.

D) Una manifestazione come SaporBio sembra suggerire che il biologico non è solo un modo di coltivare ma diventa uno stile di vita. È così?

R) Il biologico va inserito nel contesto quotidiano, è un’abitudine virtuosa, ma che non ha senso se slegata da altre pratiche. Ci vogliono attenzione ai temi ambientali, all’uso dell’energia, all’inquinamento, allo spreco di acqua e altre risorse. Con SaporBio vogliamo invitare a uno stile di vita alternativo a quello a cui ci hanno abituato: va bene il biologico, ma non può non essere accompagnato dalla cura dell’ambiente, a una certa dose di spiritualità (non necessariamente religione!), all’uso di medicine naturali o a scelte di architettura sostenibile.

D) E i produttori? Come si rivolge a loro SaporBio?

R) Con questi eventi speriamo di avvicinare sempre più pubblico alle coltivazioni e ai prodotti biologici. Hanno quindi uno scopo prevalentemente informativo. Anche se la vera pubblicità, oggi è ancora in massima parte sui grandi mezzi di comunicazione, televisione in testa, e per quella i produttori biologici non hanno i soldi. Spesso sono piccole aziende, con budget ridotti, per questo sarebbe importante unirsi in un consorzio o associazione e insieme rivolgersi a quante più persone possibili. In pratica bisogna dare ai produttori – che spesso sono bravissimi ma non hanno grandi capacità di marketing – la possibilità di combattere ad armi pari con la grande industria alimentare.

D) Quali sono a livello legislativo gli strumenti che potrebbero aiutare questo processo?

R) In Italia abbiamo un’estensione delle coltivazioni biologiche che è seconda solo alla Spagna a livello europeo. Ma bisogna fare di più, servirebbero incentivi statali per abbandonare le coltivazioni convenzionali e spostarsi verso metodi più sani e sostenibili. Fondamentale sarebbe poi la creazione di un’agenzia di controllo nazionale sulle coltivazioni bio. Uniformando il sistema delle certificazioni elimineremmo i finti produttori biologici e ridurremmo i costi per chi lavora bene e, alla fine, per i consumatori.

Matteo Acmè

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Spinetti (AIGAE) sulla Riforma dei Parchi: “un vero attentato alla figura delle guide”

maggio 30, 2017

Spinetti (AIGAE) sulla Riforma dei Parchi: “un vero attentato alla figura delle guide”

“In Italia invece di valorizzare le figure che tutelano il territorio, si pensa ad affossarle. Alla Camera si sta consumando un vero attentato alla sopravvivenza dei Parchi, delle Aree Naturali, del Turismo Ambientale. I toni trionfalistici di alcuni deputati del PD non li comprendiamo dal momento in cui non ci sarà nulla da festeggiare qualora [...]

“Valorizziamo l’esistente”. A Mombello di Torino torna la Biennale dello Sviluppo Durevole

maggio 28, 2017

“Valorizziamo l’esistente”. A Mombello di Torino torna la Biennale dello Sviluppo Durevole

La Biennale dello Sviluppo Durevole della riserva MAB UNESCO CollinaPo, organizzata dall’Associazione Culturale di Promozione Sociale CioChevale, torna a Mombello di Torino domenica 28 maggio 2017 con il patrocinio del Comune. Una Biennale (alla sua seconda edizione) sulle buone pratiche per lo sviluppo durevole del territorio con tante realtà locali, ma non solo, che si incontreranno in [...]

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

maggio 23, 2017

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

Quanta CO2 è possibile risparmiare vendendo o acquistando beni usati? Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia (+77% in più rispetto [...]

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende