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MBL Solutions, dalla Puglia all’India con pannelli solari che non temono il calore

maggio 12, 2015 Campioni d'Italia, Rubriche

In India il sole c’è, e tanto, ma presto dalla Puglia arriverà la tecnologia per sfruttarlo al meglio. La MBL solutions, azienda di meccatronica con sede a Corato (Bari) ha infatti brevettato un pannello fotovoltaico in grado di resistere alle alte temperature dei Paesi tropicali senza perdere in efficienza. “Il primo brevetto è del 1998, poi aggiornato nel corso degli anni. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un modulo che andasse bene per le zone desertiche, partendo da materiali resistenti anche a temperature elevate”, spiega l’AD dell’azienda, Luigi Maldera. In aree dove fa molto caldo come i deserti, infatti, “il pannello convenzionale nel tempo si degrada e il suo rendimento crolla. Il nostro modulo, arrivato alla settima versione, garantisce invece un’efficienza costante per almeno 30 anni, e ulteriori test sono in corso per dimostrare che può avere anche una durata superiore”.

Il segreto, sta tutto nella scelta dei materiali: “’Sumo’ è composto solo di vetro, silicio e silicone. I nostri brevetti coprono sia il prodotto sia il processo di realizzazione: abbiamo studiato con attenzione il procedimento per incapsulare le celle, in modo da sostituire l’etilene vinil acetato (una materia plastica usata per realizzare componenti flessibili, ndr) con un gel di silicone”. Detto così sembra semplice, ma la tecnologia è il frutto di un investimento di quasi 10 milioni di euro in ricerca e sviluppo. “Soldi tutti nostri, senza neanche 1 centesimo di finanziamento pubblico”, ci tiene a precisare Maldera.

Nel 2010, in collaborazione con un’impresa partner, MBL solutions realizza a Milano un impianto pilota per produrre i moduli. “Tra il 2010 e il 2011 abbiamo raggiunto in Italia 1 MW di potenza installata”. Poi la continua riduzione delle tariffe incentivanti per il fotovoltaico nel nostro Paese ha fatto decidere all’azienda di cambiare strada: “Il nostro socio lombardo ha lasciato. Noi abbiamo riacquisito i macchinari della linea produttiva e ci siamo messi in cerca di un investitore”. Durante una fiera internazionale l’incontro con l’imprenditore indiano: “La nostra idea gli è piaciuta e ha deciso di investire diverse decine di milioni di euro in uno stabilimento che avrà una capacità produttiva di 100 MW all’anno”.

Il modello di business di MBL solutions è lo stesso anche in altri Paesi: “Noi forniamo la tecnologia e cerchiamo di volta in volta imprenditori desiderosi di investire. Siamo focalizzati su Paesi dove ci sono condizioni climatiche adatte ma non esiste ancora una tradizione di produzione di moduli fotovoltaici. Sono aree in cui investire in celle convenzionali si rivelerebbe un fallimento, ma che hanno invece le potenzialità per accogliere positivamente la nostra tecnologia”, continua Maldera. “Puntiamo su Paesi in via di sviluppo dove manca l’energia elettrica, con l’obiettivo di partecipare all’emancipazione di queste popolazioni attraverso tecnologie energetiche pulite”.

Oltre all’India, dove il nuovo impianto aprirà tra giugno e luglio, sono in corso contatti con la Turchia, l’Algeria, l’Egitto, gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita, Sud America. “Le trattative sono molto lente per vari motivi. In Algeria, per esempio, il progetto al momento si è interrotto perché il governo ha dovuto spostare le risorse dalle rinnovabili alla protezione dei confini dai miliziani dell’Isis. In Arabia Saudita si sta pensando di creare centrali fotovoltaiche nel deserto, ma nessuno ha fretta perché c’è il petrolio, l’energia non manca”.

Oltre ai moduli fotovoltaici, l’azienda lavora anche su altri progetti di green economy. “Abbiamo messo a punto un kit per trasformare le normali bici in biciclette a pedalata assistita. I primi prototipi sono già pronti siamo alla ricerca di un partner per dare il via alla produzione”, racconta Maldera, che con i colleghi ha anche in cantiere il progetto di un nuovo propulsore elettrico per auto ibride. “Lo abbiamo presentato alla Commissione Europea per ottenere un finanziamento che ci supporti nello sviluppo del prototipo. Speriamo di iniziare a lavorarci già entro l’anno”.

Veronica Ulivieri

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