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Michèle Rivasi (Europe Ecologie): la diplomazia europea si svincoli dalla valvola del gas russo

maggio 9, 2014 Bollettino Europa, Rubriche

Continuano le interviste di Greenews.info ai candidati – italiani e stranieri – alle elezioni europee 2014. Vicepresidente del Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, nonché membro della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia, Michèle Rivasi, di Europe Écologie, terzo partito francese, vanta una carriera politica interamente dedicata all’ambiente. Le tracce della sua militanza ecologista risalgono, infatti, alla nascita della Commissione di Ricerca e di informazione indipendente sulla radioattività (CRIIRAD), da lei fondata. Nel 1986, assieme a Corinne Lepage e a seguito della catastrofe di Chernobyl, Rivasi ha anche dato vita all’Osservatorio di vigilanza e di allerta ecologica (OVALE). E’ stata, inoltre, direttrice di Greenpeace Francia.

D) Onorevole Rivasi, quali sono, secondo lei, le sfide che attendono l’Unione Europea in campo ambientale durante i prossimi cinque anni?

R) L’Europa ha costruito sé stessa attraverso le crisi che ha dovuto affrontare. Oggi, le conseguenze della crisi finanziaria hanno colpito l’economia reale, la creazione di posti di lavoro sarà quindi una priorità per l’Europa. Inoltre, i cittadini dell’UE non hanno l’impressione di essere abbastanza protetti per quanto riguarda gli effetti della globalizzazione, dobbiamo dimostrare che si sbagliano. Tuttavia, per far sì che l’Europa sia forte, deve essere coerente e in grado di colmare le disparità esistenti tra i diversi Paesi. A mio avviso, è urgente che l’UE si sviluppi contando di più sulle proprie risorse di bilancio perché, al momento, dipendiamo troppo dai contributi degli Stati membri. Di fronte a un Parlamento Europeo fortemente sbilanciato a destra, gli ambientalisti non si ritrovano in questa logica ultra-liberista che scatena un dumping fiscale tra gli Stati. Dobbiamo mettere in discussione le regole sul commercio. Come dimostrato dalla tassa sulle transazioni finanziarie, tutti i Paesi europei non hanno le stesse priorità e desideri. L’attuazione di una cooperazione rafforzata tra alcuni Stati permette di rispondere al problema della situazione di stallo istituzionale relativo alla regola dell’unanimità in seno al Consiglio. Questa è certamente una soluzione utile per far avanzare l’Europa. Gli Stati più proattivi possono muoversi più velocemente . Gli altri si uniranno una volta valutata l’efficacia delle politiche messe in atto attraverso la cooperazione rafforzata. D’altra parte, l’Unione Europea deve perseguire l’obiettivo della tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori, e quindi rafforzare ulteriormente la legislazione esistente per lottare contro l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra.

D) Qual è il tema ambientale che l’Assemblea Parlamentare che si formerà dopo il voto di maggio non potrà assolutamente evitare di affrontare?

R) Il pacchetto clima ed energia 2030 sarà senza dubbio il perno attorno al quale ruoterà la legislazione ambientale durante la prossima legislatura. Alcune linee guida dovranno essere modificate per tener conto dell’evoluzione dell’inquinamento e delle nuove scoperte scientifiche, penso in particolare alla direttiva sulla qualità dell’aria. La ratifica (o meno), dell’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti (TTIP) avrà, inoltre, un forte impatto sulla realizzazione della politica ambientale dell’UE. Gli ecologisti vogliono rimanere vigili e rifiutare qualsiasi accordo che minacci la salute e l’ambiente.

D) Come potrà, il Parlamento Europeo, essere più incisivo nel settore energetico cercando di superare le volontà degli Stati Membri e gli interessi delle lobby dei trasporti, promuovendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la riconversione “verde” delle industrie?

R) Contrariamente agli Stati membri che difendono un obiettivo vincolante – la riduzione delle emissioni di gas serra – il Parlamento Europeo ha preso posizione su tre obiettivi “clima ed energia” vincolanti per il 2030: la riduzione delle emissioni , le energie rinnovabili  e l’efficienza energetica. Purtroppo, a causa dei rapporti di forza con il Consiglio degli Stati Membri le proposte del Parlamento possono talvolta non avere successo nonostante siano più responsabili e definiscano un quadro normativo più chiaro, quindi più orientate verso le imprese, gli investitori e i consumatori. Troppo spesso sono gli Stati che bloccano le decisioni più ambiziose del Parlamento e che cercano di difendere gli interessi della loro industria nazionale e i posti di lavoro ad essa connessi. L’unico modo per garantire che il Consiglio rispetti la posizione del Parlamento Europeo è quello di aumentare la pressione dei cittadini sui Paesi. Le lobby sono certamente ben organizzate ed influenti, ma non dimentichiamo che la società civile è molto più potente quando è organizzata a livello europeo. Se il Parlamento ha respinto il trattato ACTA anti-contraffazione, non lo ha fatto soltanto attraverso il lavoro degli eletti in assemblea, ma anche grazie all’l’incredibile mobilitazione dei cittadini europei che hanno continuato a sfidare i loro deputati.

D) C’è un profondo legame tra le imprese, lo sviluppo sociale e la green economy. In quale modo la riconversione verde delle industrie e la relativa creazione di green jobs potrebbero condurre l’Europa fuori dall’attuale crisi economica?

R) I Verdi sono a favore di un Green New Deal, un piano per rilanciare l’economia europea e rispondere alle crisi sanitarie, economiche, sociali e ambientali. Investire nel futuro, sul lungo periodo, ci permetterà di creare posti di lavoro permanenti e sul territorio europeo, generando sviluppo sostenibile, nonché risparmio da reinvestire in progetti nuovi. L’implementazione dell’efficienza energetica nel settore dell’edilizia creerà, per esempio, centinaia di migliaia di posti di lavoro a livello europeo, ridurrà le bollette dei consumatori, eliminando, inoltre, rischi per la salute e riducendo la nostra dipendenza energetica dai Paesi che usano le loro esportazioni di energia come strumento di ricatto. La crisi in Ucraina dimostra che la diplomazia europea è vincolata dalla valvola del gas russo. Abbiamo, pertanto, un ruolo importante da svolgere sulla scena internazionale.

D) In occasione delle prossime elezioni, Ska Keller e José Bové sono stati eletti leader del Partito dei Verdi Europei, primo nell’UE ad organizzare elezioni primarie online aperte a tutti i cittadini dell’Unione. In sede parlamentare i Verdi come intenderanno cooperare con le altre forze politiche per raggiungere gli obiettivi delineati dall’UE in campo ambientale?

R) La cooperazione e il consenso tra i gruppi politici è una caratteristica dei lavori parlamentari a livello europeo. Alleanze ad hoc vengono create su temi diversi, a seconda del contesto. Naturalmente i Verdi tendono a costruire consenso e maggioranze con i partiti della Sinistra (S&D  e GUE) e con il Centro liberale (ALDE). Questo può succedere anche con il Partito Popolare (PPE), ma quasi mai con il gruppo dei Conservatori (ECR) e degli Indipendenti (NI). All’interno della Commissione ENVI – Energia Ambiente e Salute pubblica – gli ambientalisti sono rinomati per la loro competenza e la loro capacità di essere un passo avanti, di anticipare i problemi futuri e quindi abbiamo abbastanza influenza nonostante la nostra mancanza di peso politico. Ciò che conta è soprattutto l’impegno dei parlamentari europei e l’attività della Commissione per fare sentire la nostra voce. I Verdi sono, del resto, tra i partiti più attivi.

Beatrice Credi

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