Home » Campioni d'Italia »Rubriche » Miko: come ridurre l’impatto dei tessuti sintetici nell’automotive:

Miko: come ridurre l’impatto dei tessuti sintetici nell’automotive

gennaio 22, 2014 Campioni d'Italia, Rubriche

Mentre crescono i modelli e le vendite di macchine ibride e elettriche, la Miko, una piccola azienda con sede a Gorizia ma gran parte del proprio business fuori dai confini nazionali, sta rivoluzionando, nella direzione della sostenibilità, gli allestimenti interni delle quattro ruote. Con un tessuto, Dinamica, realizzato partendo da plastiche riciclate con processi a basso impatto ambientale e scarti ridotti. Una PMI a conduzione familiare, 40 dipendenti con un’età media al di sotto dei 40 anni e un fatturato che nel 2013, proprio grazie al settore automotive, ha raggiunto i 30 milioni di euro.

La storia di Miko comincia alla fine degli anni Novanta, quando la famiglia Terraneo, presente nel tessile dagli anni Settanta, fa un viaggio in Giappone alla ricerca di materiali innovativi. Qui l’incontro con la multinazionale Asahi Kasei e l’intuizione di un tessuto prodotto a partire dalla plastica recuperata, secondo una tecnica protetta da brevetto giapponese. Nasce così una collaborazione duratura con il gruppo nipponico, oggi socio di minoranza della società: “Asahi Kasei recupera per noi il poliestere, che viene filato e tramato. Viene poi mandato in Italia: nel nostro stabilimento di Gorizia completiamo la lavorazione del prodotto e lo tingiamo con colori atossici a base acqua”, spiega la responsabile marketing Benedetta Terraneo, che oggi guida l’azienda insieme al fratello.

Ma l’ingresso nel settore automotive non avviene subito: “Siamo partiti nei settori della moda e dell’arredamento, dove Dinamica è usata per i rivestimenti di arredi e inserti in abbigliamento, piccola pelletteria, borse e scarpe. La nostra testimonial era Isabella Rossellini”. Nel 2005, un progetto realizzato per General Motors proietta però l’impresa nel mondo delle quattro ruote di alta gamma: “Adesso abbiamo clienti in tutto il mondo, dal Brasile alla Cina fino all’Australia. Lavoriamo con grandi case come Mercedes, nostro principale cliente, Ford, Land Rover, Volkswagen, GM. E’ il settore che ci ha permesso di raggiungere i successi maggiori e a cui oggi è destinato il 90% delle nostre produzioni”.

Ed è proprio dal settore auto che paradossalmente è venuta la spinta per un maggiore impegno nel campo della sostenibilità. “In Nord Europa la sensibilità ambientale è forte. Quattro anni fa è stata proprio Land Rover a chiederci uno studio di LCA”, che analizzasse cioè il ciclo di vita del prodotto, dalla formazione della materia prima in Giappone fino alla realizzazione del prodotto finito a Gorizia. I risultati hanno rivelato una buona performance ambientale: “L’impatto di Dinamica è cinque volte inferiore a quello della pelle, altro materiale usato per i rivestimenti nelle auto di alta gamma. In sostanza, cinque sedute rivestite con il nostro tessuto hanno un impatto equivalente a una seduta rivestita in pelle”. Da lì, l’azienda ha poi ottenuto nel 2012 la certificazione EPD (Environment Product Declaration), basata  su un sistema trasparente per la comparazione di dati ambientali per prodotti di simile natura, secondo principi scientifici e riconosciuti a livello internazionale. “Abbiamo da poco installato un impianto fotovoltaico e siamo intervenuti sul processo per ridurre l’utilizzo di acqua, e dunque anche l’energia necessaria per riscaldarla. Tutti elementi che riducono ulteriormente l’impatto dei processi produttivi e che influiranno positivamente sul nuovo EPD”. Il fatturato oggi ha raggiunto i 30 milioni di euro, quasi tre volte rispetto al 2011. E “i nuovi trend di sostenibilità moltiplicheranno le nostre opportunità di business”.

Consistente l’investimento in ricerca e sviluppo: una delle ultime fatiche è la realizzazione di un laboratorio per eseguire tutte le prove tecniche in autonomia sulla resistenza del tessuto alle radiazioni e al fuoco. “E’ stato molto costoso, ma i clienti che ci visitano ci fanno i complimenti e ci permettono di fare prove anche per loro”.

Dopo il successo nell’automotive, Miko si sta preparando ad entrare anche nell’aviazione, in cui negli anni passati c’è stata solo una piccola incursione con dei poggiatesta forniti a Lufthansa. “E’ un settore molto difficile, perché richiede standard molto severi per i tessuti. Il nostro prodotto, pensato per il rivestimento delle sedute, sarà lanciato ad Amburgo il prossimo aprile durante l’Aircraft Interiors Expo”.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

settembre 27, 2016

“Energy citizens”: secondo Greenpeace potrebbero produrre metà del fabbisogno energetico europeo

La metà della popolazione dell’Unione Europea, circa 264 milioni di persone, potrebbe produrre la propria elettricità autonomamente e da fonti rinnovabili entro il 2050, soddisfacendo così il 45% della domanda comunitaria di energia. È quanto dimostra il report scientifico “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, redatto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft [...]

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende