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Mybatec: funghi e batteri per rendere l’agricoltura più sostenibile

aprile 29, 2015 Campioni d'Italia, Rubriche

Anche se il Pianeta ne avrebbe bisogno adesso, l’agricoltura – quella industriale, quella delle piccole aziende che potrebbero convetirsi al bio ma sono frenate dagli oneri aggiuntivi a loro carico – non ridurrà subito il proprio impatto ambientale. E soprattutto non lo farà da un giorno all’altro. Il processo, però, lentamente è partito, grazie al ricambio generazionale nelle imprese, a una sensibilità ambientale in crescita e, difficile negarlo, anche per scopi di marketing.  Nel frattempo è cambiata anche l’offerta, con aziende pronte a offrire soluzioni per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni agricole. È il caso di Mybatec, spin off accademico dell’Università del Piemonte Orientale, fondata nel 2006 da Alessandro Foschini e Camilo Francesco Gianinazzi, con l’obiettivo di accompagnare l’agricoltura in un percorso di sostenibilità. “Abbiamo portato in Italia una serie di soluzioni che permettono di rafforzare le piante rendendole più resistenti alle malattie e meno bisognose di fertilizzanti, diagnosticare problemi e degradare reflui in modo sicuro e naturale”, spiega Alessandro Spaudo, che in Mybatec si occupa in particolare di quest’ultimo sistema di biodegradazione.

Tra i prodotti più interessanti distribuiti da Mybatec ci sono quelli a base di funghi micorrizici che “vivono in simbiosi con l’apparato radicale delle piante e lo rafforzano. Piante con radici più lunghe e robuste ottimizzano l’assorbimento di acqua e nutrienti dal terreno e sono quindi più resistenti alla siccità e corrono meno il rischio di ammalarsi. I prodotti sono al 100% naturali e non contengono OGM”, continua Spaudo. Esistono substrati specifici per le piante orticole, per quelle ornamentali, ma anche per i prati sottoposti a molti calpestii, come i campi da golf. I funghi micorrizici funzionano molto bene anche con gli alberi, ma richiedendo l’applicazione alle radici, le cose si complicano: per questo Mybatec sta partecipando, insieme all’azienda ceca Symbiom e a quella portoghese Symbiotec, al progetto Ecotree, che ha come obiettivo lo “sviluppo di una macchina innovativa per l’iniezione di prodotti liquidi e semisolidi nel sottosuolo, tramite l’utilizzo di aria compressa a 50 atmosfere. Sfruttando questa nuova tecnologia, sarà possibile intervenire per ristabilire la salute di piante che hanno un forte valore economico ed emotivo, come quelle dei parchi o dei viali cittadini, utilizzando una gamma di prodotti completamente naturali e ecocompatibili”, spiegano da Novara, dove l’azienda ha sede presso la Fondazione Novara Sviluppo.

Tra le altre soluzioni che Mybatec sta diffondendo in Italia, ci sono i kit per valutare la salute delle piante: “Oggi molte piante arrivano dall’estero, e con esse anche le malattie. Un esempio su tutti è quello della Xylella fastidiosa, che sta minacciando seriamente gli olivi della Puglia. Grazie ai kit diagnosistici è possibile identificare la malattia in tempo”, racconta Spaudo.

Per le aziende che praticano l’agricoltura convenzionale, infine, Mybatec ha portato in Italia il sistema Phytobac, che consente di degradare in autonomia e in modo sostenibile le acque di lavaggio delle botti utilizzate per spargere i pesticidi. “Si tratta un sistema chiuso e isolato, sicuro per l’uomo e l’ambiente perché elimina il contatto con l’operatore e il potenziale pericolo di contaminazione dell’ambiente circostante dovuto alla percolazione o al ruscellamento”, spiegano da Novara. “A partire degli anni ’90, sono stati sviluppati degli strumenti chiamati biobed ed il loro funzionamento si basava sull’utilizzo di un bioreattore all’interno del quale si trovava il suolo della coltivazione che conteneva la microflora capace di degradare i fitofarmaci contenuti nelle acque reflue ed i residui di prodotti”. Phytobac è un’evoluzione di queste soluzioni: il sistema è composto da vasche riempite con una miscela di paglia e di terra di coltivazione contenente la microflora benefica. Le acque contaminate passano attraverso il substrato e i microrganismi in un periodo di otto-dieci mesi degradano i pesticidi, mentre l’acqua evapora naturalmente.

Oggi Mybatec collabora con aziende agricole biologiche, aziende in conversione e aziende convenzionali. A far aumentare l’interesse verso queste soluzioni, secondo Spaudo, è stato l’ingresso dei giovani nel settore: “Finalmente anche nelle aziende agricole c’è stato un ricambio generazionale. Molti giovani hanno una formazione agraria e conoscenze approfondite, si informano di più e cercano strade alternative per ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni”.

Veronica Ulivieri

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