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Nesocell, l’isolante dagli scarti di cartiera che costa meno del polistirolo

marzo 18, 2015 Campioni d'Italia, Rubriche

Non è soltanto yogico il detto secondo il quale è bene trasformare un problema in esperienza e risorsa. Vale anche in azienda. Ed è proprio da un problema che è nato un prodotto di eccellenza Made in Italy: l’isolante di fiocchi di cellulosa Nesocell.

“L’idea è nata una sera a cena – spiega Francesco Vinci, responsabile commerciale – quando l’Ing. Davide Contu, direttore di una cartiera, si lamentava con Andrea Cavaleri, ricercatore universitario, dell’alto costo dello smaltimento in discarica della cellulosa d’avanzo. A quella conversazione è seguita la spedizione di due sacchi di scarti al Politecnico, qualche studio sul materiale e sul trattamento più adeguato e sostenibile”, e quello che era il rifiuto è diventato materiale d’avanguardia.

L’isolante Nesocell, che detiene due brevetti internazionali per il prodotto e per il processo, si distingue dagli altri innanzitutto per la purezza degli scarti, che vengono lavorati puliti (il materiale isolante solitamente è prodotto triturando il macero di quotidiani, riviste e altre carte che  contengono già inchiostri, colle, patine e lavorati con additivi in polvere) direttamente in cartiera e in umido, mescolando in acqua le sostanze additive, che, aggiunte in fase liquida, rivestono le singole fibre in maniera più regolare e omogenea rendendo il materiale ancora più efficiente e performante. “Inoltre – continua Vinci – per abbassare al minimo il livello di nocività della fibra la lavorazione messa a punto da Nesocell utilizza la poltiglia bordolese come biocida e l’idrossido di alluminio per aumentare la resistenza al fuoco. Senza contare che la produzione è per noi a km.0, visto che il materiale di scarto ci arriva da due cartiere piemontesi, una delle quali è proprio a pochi chilometri dallo stabilimento”.

Ideato sotto il nome di CelluFLOC, il progetto è stato lanciato con lo scopo di riutilizzare scarti industriali del settore cartario per produrre isolanti termici ed acustici fortemente innovativi, e ha ottenuto diversi riconoscimenti prestigiosi, come la vittoria della StartCUP Piemonte 2009, a seguito dei quali è stata costituita la società Nesocell Srl, Spin-off del Politecnico di Torino con sede nell’Incubatore di Imprese Innovative I3P del Politecnico. Grazie ad un finanziamento europeo dall’estate 2010 è partita la produzione nello stabilimento di Balangero (TO), che “alla fine del 2011 ha raggiunto livelli industriali – commenta Vinci- con un buon giro d’affari. In Italia Nesocell vende a privati, imprese edili e studi di architetti e ingegneri; ora siamo in attesa della marcatura CE per lanciarci anche sul mercato europeo”.

Così, a fronte di un importante opera di recupero degli scarti, di riduzione di costi e dell’impatto ambientale delle produzioni cartiere, si ha un prodotto efficiente, sicuro e di qualità. I fiocchi Nesocell vantano un elevato potere isolante comparabile con gli isolanti sintetici più performanti (k=0,038 W/mK), un alto potere traspirante (μ=1,2) e un’elevata capacità termica (cp=2150 J/kgK). Il prodotto è inoltre autoestinguente, inattaccabile da muffe, batteri, roditori, insetti, resistente all’umidità e ha un impatto ambientale negativo, visto che le emissioni di CO2 risparmiate durante la vita del prodotto sono superiori a quelle immesse in ambiente per produrlo. Tutto in bioedilizia, con un terzo del costo rispetto ai pannelli in polistirolo comunemente utilizzati in edilizia.

L’isolante – che limita lo sfasamento termico, riducendo anche in estate l’esigenza di climatizzazione - oggi è lavorato in forma sfusa, ottimale per il riempimento di intercapedini e di camere d’aria di tetti e tamponature, soluzione comoda per le ristrutturazioni di edifici recenti, visto che nel Nord Italia a partire dagli anni ’50 in poi la muratura a cassa vuota è stata una delle tecniche maggiormente utilizzate per la realizzazione degli immobili, e per interventi di coibentazione poco invasivi.

Nuovi studi in corso? “Si, stiamo lavorando con diversi partner sul procedimento di lavorazione e sulla predisposizione di pannelli isolanti, più comodi per la nuova costruzione. Poi ci sono altre idee ma è ancora presto per parlarne”.

Alfonsa Sabatino

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