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“Non bruciamo il futuro”: Rossano Ercolini racconta la sua battaglia ambientalista

maggio 6, 2014 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per il suo impegno contro gli inceneritori e per promuovere azioni di riduzione dei rifiuti, Rossano Ercolini ha vinto l’anno scorso il Goldman Environmental Prize, che dal 1989 premia coloro che si sono distinti per le loro battaglie ambientali e hanno ispirato la gente comune ad agire. Dopo anni di battaglie, infatti, alla fine le sue ragioni hanno avuto la meglio e nel 2007 il comune di Capannori (Lucca), dove vive Ercolini, è stato il primo in Italia a adottare la strategia Rifiuti Zero, diventando in poco tempo il centro di un movimento straordinariamente vitale che, da Napoli a Milano, coinvolge ora sempre più cittadini e tanti amministratori. Una battaglia decennale contro poteri forti, unita a una lunga attività di educatore, che Ercolini, oggi presidente di Zero Waste Europe, ha raccontato nel libro “Non bruciamo il futuro“, recentemente pubblicato da Garzanti. Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto  del volume, che sarà presentato da Rossano Ercolini al Salone del libro di Torino domenica 11 maggio (Arena Bookstock, ore 16,30).

«Hello, Mr Ercolini? Here is the Goldman Foundation from San Francisco… You are the winner of the 2013 Environmental Prize!»

Questa telefonata mi raggiunge a fine ottobre 2012, mentre è terminata da poco la ricreazione pomeridiana nella scuola elementare a tempo pieno di Marlia, in provincia di Lucca, dove insegno da anni. Sta per iniziare la lezione di geografia nella mia 5 A con 27 bambini molto vivaci, e ancora non ho spento il mio cellulare. I bambini mi sentono parlare in inglese e si mettono a ridere, circondandomi e domandandomi insistentemente chi mi stia telefonando. Non è facilissimo districarsi in quell’allegra confusione, ma accorciando la telefonata il prima possibile riesco nell’intento. Non ho nemmeno il tempo di capire fino in fondo l’accaduto che subito i bambini vogliono sapere, e mi tempestano di domande. È proprio allora, mentre lo racconto a loro, che anch’io mi rendo conto del senso della telefonata. Quando riferisco che al telefono c’era una signora di San Francisco, Elizabeth Rose, una mia simpaticissima alunna originaria proprio della Baia mi chiede: «Che cosa voleva?» Io stesso incredulo, rispondo: «Ho vinto un importantissimo premio internazionale per il mio impegno a favore dell’ambiente e di Rifiuti Zero.» «E quanto hai vinto?» mi domandano senza tanta diplomazia. «Ho vinto 150.000 dollari!», rispondo. «Ma allora ora sei ricco!», ribattono. Finalmente riesco a calmarli rendendoli complici del mio segreto: la «signora di San Francisco» mi ha invitato a non rivelare nulla fino al 15 aprile del 2013, e lo stesso dovranno fare loro.

Quella che segue sarà per loro una lezione diversa. Anzi, più che una lezione, una conversazione su come ognuno di noi, anche se pensa di essere solamente una piccola formichina, può arrivare a smuovere le montagne se ci mette impegno e si unisce agli altri.

I bambini non hanno capito un granché di quello è successo, e a dirla tutta neanch’io! Lo stupore regna sovrano dentro di me. Mi sorprende e mi esalta pen sare che esista una sorta di Grande Fratello che attraverso il suo occhio globale mi ha seguito nel corso di tutti questi anni di impegno. Certo, la percezione che in Italia il movimento Rifiuti Zero fosse cresciuto impetuosamente c’era tutta; così come in me la consapevolezza di aver dato, in questa vicenda, un contributo personale importante e forse decisivo. Ma che addirittura qualcuno dall’altro capo del mondo avesse segui to la mia storia è una sensazione piacevole ma che non riesco bene a comprendere. Comincia a frullarmi per la testa che quella chiamata abbia cambiato improvvisamente la mia forza e il mio ruolo. Ora mi sento un gigante, e pensando alle mie battaglie in corso già m’immagino progressi portentosi.

Sono immensamente felice per me stesso perché adesso, ancora con maggiore slancio, potrò gettarmi a capofitto nella lotta per promuovere Rifiuti Zero in Italia e in Europa. Già, perché tra i sei vincitori del premio io rappresento tutto il vecchio continente. È come se il mio mondo di colpo si dischiudesse a un universo molto più vasto nel quale vengo catapultato come in una sorta di viaggio spaziale. Io sono abituato a parlare per immagini per comunicare ai bambini, e il mio stato d’animo lo posso allora rappresentare come quello di un fiume quando dopo un lungo percorso arriva a trovare lo sbocco al mare.

In quel preciso istante, il fiume raggiunge lo scopo del suo lunghissimo viaggio. In quel momento rivede, come in un flash, la sorgente da cui è zampillato, ripercorre le rapide del ruscello e del torrente immersi nel paesaggio di montagna, si gusta la calma un po’ piatta ma rigogliosa della pianura. Tutto questo ha avuto senso perché c’era da raggiungere il mare e ora è lì davanti. E poi, finalmente, il fiume sfocerà e diventerà parte integrante di quello stesso mare!

È una sensazione estatica, un concentrato di emozioni in cui lo spazio e il tempo sprofondano nella pienezza che si avverte quando si può andare oltre i propri limiti. Insomma, un vero shock molto piacevole, una botta di adrenalina rigenerante che mi fa passare davanti agli occhi, come una sorta di flashback, tutti i momenti salienti dell’inizio di un racconto che potrebbe essere intitolato Non bruciamo il futuro. A pensarci bene, forse tutto ha avuto inizio con un’altra telefonata.

Rossano Ercolini*

* Maestro elementare, vive a Capannori (Lucca). È presidente dell’associazione Zero Waste Europe e coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero. Nell’aprile del 2013 ha ricevuto il Goldman Environmental Prize, il maggior riconoscimento mondiale sui temi della sostenibilità e dell’ambientalismo. Non bruciamo il futuro è il suo primo libro.


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