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Nuovi eroi del Monviso: i gemelli Dematteis e il record della salita in vetta

settembre 22, 2017 Rubriche, Very Important Planet

I fratelli Bernard e Martin Dematteis sono nati il 24 maggio 1986 a Rore di Sampeyre. Piccolo borgo di mille abitanti in Valle Varaita, il cui simbolo è il Monviso, il “Re di Pietra”. Una montagna scrutata e amata dai gemelli fin da bambini: ci sono saliti la prima volta a 9 anni e l’8 settembre scorso Bernard (il fratello Martin è arrivato qualche minuto dopo) ha fissato il nuovo record di scalata. Una vera impresa: ha superato i 1.800 metri di dislivello in 1 ora 40 minuti e 47 secondi, battendo così il precedente primato di Dario Viale, che resisteva da ben 31 anni. Un alpinista medio impiega almeno 6 ore per salire sul Monviso, i gemelli 4 ore in meno. Un altro tassello della loro brillante carriera sportiva di fondisti da corsa in montagna, fatta di medaglie e podi ai campionati nazionali, europei e mondiali. L’ultimo successo: vice-campioni mondiali grazie all’argento a squadre vinto, a inizio agosto, a Premana, in provincia di Lecco. Una coppia con tanto fiato, che non ama solo lo sport, ma anche l’ambiente…

D) Ragazzi, siete stati delle schegge l’8 settembre! Bernard, cosa si prova ad aver superato un record, quello di Dario Viale, che resisteva da 30 anni? Martin, l’hai mancato per soli 5 secondi…

R) (Bernard) Non riesco ancora a rendermene conto, non mi sembra vero. E’ il sogno di una vita, inseguito da sempre, ci ho messo così tante risorse dentro e quando si riesce a tagliare il traguardo mancano le parole. Sono emozioni così intense che ti staccano dalla realtà quotidiana. Quel giorno ho un po’ volato. Un tempo così forte sinceramente non pensavo di riuscire a batterlo di così tanto. Dario Viale rimane un mito, ha vinto di tutto, ha fatto sci alpinismo, corsa in montagna e si è dimostrato un grande uomo. E’ salito su ad aspettarci in cima e quando sono arrivato mi ha fatto i complimenti! Non è facile festeggiare in queste occasioni, per me e per noi è stato un grande onore. (Martin) Abbiamo fatto il Monviso la prima volta a 9 anni e letto nel libro dei Guinness del record… Una fortissima passione per la montagna ci ha portati a salire ogni anno il Monviso. Io ho mancato il record per 5 secondi, ma sono soddisfatto che l’abbia conquistato Bernard: è come se l’avessi fatto io!

D) Siete cresciuti a pane, montagna e sport. Sempre a correre, come avete costruito la vostra carriera?

R) Siamo nati quasi a 1.000 metri di altitudine e da piccoli abbiamo fatto tanto “sport”: andavamo sempre nei boschi, correvamo dietro i cavalli di razza Mérens quando c’erano i trasferimenti in alpeggio. Eravamo addetti a questo compito… Siamo stati influenzati da un un cugino di nostra madre che già correva, poi tanto lavoro con Giulio Peiracchia il nostro primo allenatore (lo è stato per 15 anni). Ora, da due anni. ci allena Paolo Germanetto commissario tecnico della nazionale. Siamo cresciuti nelle gare giovanili regionali e nazionali. La nostra storia si è costruita così, un crescendo di emozioni fino agli europei e ai mondiali.

D) Quanto ha influito, nella vostra biografia, vivere in un ambiente così naturale?

R) Abitiamo ancora qui, nella nostra terra. E’ sempre molto emozionante godersi una bella giornata in queste montagne. Siamo vicini al Monviso, a soli 5 km, diciamo sotto. Siamo molto sensibili al tema ambientale. Detestiamo, ad esempio, la maleducazione della gente che in montagna lascia tutto per terra, sporca ed inquina. Sono comportamenti da evitare, non bisogna mai buttare niente in terra, neanche in città, ma soprattutto in Montagna dove il sistema è più fragile. Brutte abitudini che fanno male alla natura. Bisogna sempre ricordare che non ci siamo solo noi ma anche gli animali e le piante.

D) Un successo “di squadra”, si potrebbe dire, dove non contano solo i campioni che segnano un record, ma anche l’ambiente che li circonda, sia quello naturale (che influisce sul fisico e la psiche) che quello famigliare (che determina gli affetti e aiuta a concentrarsi)…

R) Esatto, non possiamo infatti non citare alcune persone. A partire dai nostri genitori: il talento di nostra madre, Anna Fino, che ci ha sempre sostenuto e poi papà Francesco. Ma anche il nostro paese, la Società Podistica Valle Varaita e la nostra famiglia in generale: possiamo contare sull’apporto di nostra sorella Margherita – che dal 1995 ha dato il massimo nell’organizzazione di tutte le nostre imprese – e di nostro fratello Miculà, che ha un passato da ciclista professionista e ci fa da manager. E poi le nostre fidanzate Giulia Samantha, che sono salite in cima il giorno del record per condividere con noi questa gioia. Ci hanno stupito perché non è da tutti scalare il Monviso! E il sogno continua, tutte le volte che riguarderemo la montagna sarà come rivivere quel giorno…

D) Torniamo all’ambiente naturale. Qual è il problema che ritenete più urgente?

R) Il surriscaldamento terrestre che provoca i cambiamenti climatici. Stanno arretrando se non sparendo i ghiacciai! Serve un forte cambiamento perché stiamo rovinando il nostro mondo. Pensiamo, ad esempio, a tutelare il Monviso, che è riserva della biosfera (MaB UNESCO, NdR).

D) Ho visto che avete voluto lanciare un messaggio durante la giornata del record…

R) Il Comitato organizzatore “Record Monviso” con la Cooperativa ERICA ha organizzato la raccolta differenziata al “Village”, la fornitura di energia pulita, fornita da pannelli fotovoltaici, e la distribuzione di gadget riutilizzabili. Sono stati coinvolti anche i bambini, per sensibilizzarli al rispetto ambientale.

D) E voi cosa fate, nella vita di tutti i giorni, per tutelare l’ambiente?

R) Siamo esagerati… Addirittura quando corriamo in allenamento raccogliamo cartacce e vetro per depositarli nel primo casssonneto della differenziata. Naturalmente facciamo la raccolta differenziata anche in famiglia. Per fortuna oggi la fanno quasi tutti. Poi cerchiamo di usare il più possibile i mezzi pubblici, soprattutto il treno.

D) Ora quali sono i vostri prossimi obiettivi sportivi?

R) Quello più imminenti è di andare in Sardegna per riposarci! Poi riprendiamo gli allenamenti e ci prepariamo alle gare. Studiamo la prossima stagione. Forse una maratona in primavera, poi europei in Macedonia a luglio e a settembre saremo in Andorra. Naturalmente valuteremo il programma con il nostro allenatore e con la società Corrintime di Brescia – e visto che ci siamo ringraziamo anche il patron Giorgio Buzzi per il sostegno!

Gian Basilio Nieddu

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