Home » Bollettino Europa »Rubriche » Nuovo rapporto EEA su qualità dell’aria: 467 mila morti premature. Interviene il Parlamento UE (ma nel 2030):

Nuovo rapporto EEA su qualità dell’aria: 467 mila morti premature. Interviene il Parlamento UE (ma nel 2030)

novembre 28, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

La svolta anti-smog serve adesso, non c’è più tempo. L’inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili è la causa stimata di 467.000 morti premature l’anno in Europa, uno dei principali fattori ambientali di rischio per la salute umana. Sono questi i primi dati del rapporto Qualità dell’aria in Europa 2016, pubblicato dall’EEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Lo studio presenta una panoramica aggiornata e l’analisi della qualità dell’aria nel Vecchio Continente per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa e traccia un quadro, è il caso di dirlo, inquietante. Tra gli altri risultati, si evidenzia che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Unione Europea è stata esposta al particolato PM2.5 a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre le vittime del biossido di azoto (NO2) sono 71.000 e quelle dell’ozono (O3) sono 17.000. Dati preoccupanti anche se le tre cifre non possono essere sommate a causa di numerose sovrapposizioni fra i tre inquinanti.

Un primo, timidissimo passo per combattere questo fenomeno arriva ora dal Parlamento Europeo, che ha appena approvato, in via definitiva, la revisione della direttiva sui limiti delle emissioni nazionali (NEC) delle principali sostanze inquinanti, tra cui NOx (ossidi di azoto), particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030.

Una revisione che va nella giusta direzione, ma che è ancora lontana dagli obiettivi che consentirebbero di evitare morti, patologie e costi sanitari legati all’inquinamento atmosferico. Ancora troppo lunghi i tempi dell’orizzonte e ancora troppe, infatti, le deroghe autorizzate agli Stati Membri, che potrebbero ritardare ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi.

È davvero incredibile avere l’ennesima certezza che di “aria cattiva” si muore e vedere la solita deprimente incapacità delle istituzioni di reagire in maniera immediata ed efficace. Eppure le cause sono sempre le stesse, individuate ormai da decenni: la combustione da carbone e biomassa (soprattutto legno) da parte di industrie e centrali elettriche, i trasporti, l’incenerimento di rifiuti, ma anche l’agricoltura (pesticidi e diserbanti).

“La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti nella qualità dell’aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili alla salute umana e all’ambiente“, ha ricordato senza mezzi termini il direttore esecutivo dell’EEA, Hans Bruyninckx, commentando gli allarmanti dati del rapporto 2016 sulla qualità dell’aria in Europa. “Abbiamo bisogno di affrontare la cause dell’inquinamento dell’aria, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa della nostra mobilità, dell’energia e del sistema alimentare“.

Questo processo di cambiamento necessita di un’azione collettiva da parte di tutti: autorità pubbliche, imprese, cittadini e comunità della ricerca. Occorre quindi una forte volontà politica per metterlo in atto. Uno dei nodi principali da affrontare a livello UE è, per esempio, il temo del trasporto a livello urbano ed extra urbano. Bisogna poi uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili, puntando su fonti energetiche rinnovabili e investire nella riqualificazione energetica degli edifici per ridurne i consumi e migliorarne l’efficienza e l’isolamento termico.

Sembra però che, talvolta, possa fare più la giustizia che la politica. E’ notizia di questi giorni, ad esempio, che la Corte di giustizia UE ha emesso una sentenza secondo la quale la tutela dei segreti industriali e commerciali non può più essere invocata per coprire le informazioni sulle emissioni nocive nell’ambiente. Nel caso specifico si trattava dell’usatissimo e contestatissimo erbicida glifosato, oggetto di ricorso da parte di due associazione ambientaliste, Greenpeace e PAN Europe. La Corte ha stabilito che nella richiesta di accesso agli atti sull’autorizzazione di prodotti agrochimici il diritto all’informazione prevale sulla tutela del segreto commerciale e industriale. I giudici comunitari hanno in questo modo dato torto alla Commissione Europea, che aveva divulgato solo parte delle informazioni richieste dalle due Ong circa la prima autorizzazione del glifosato trincerandosi dietro l’obbligo del mantenimento del segreto. Secondo i giudici UE, quindi, sia le autorità europee sia quelle nazionali dovranno d’ora in poi rendere pubblici tutti gli studi utilizzati per le valutazioni dei rischi ambientali e di salute, inclusi quelli forniti dalle aziende produttrici. La decisione fa giurisprudenza e potrà essere usata come precedente in altri casi di segreto relativo a sostanze ritenute dannose e rilasciate nell’ambiente.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

giugno 26, 2020

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

Circularity, start up innovativa fondata nel 2018 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo dei rifiuti in Italia, ha lanciato il primo motore di ricerca per raccogliere informazioni e concludere transazioni che consentano alle imprese industriali di attivare processi di economia circolare e gestire i rifiuti come una risorsa e non soltanto come un costo e [...]

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

giugno 4, 2020

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

L’uso del condizionatore gonfia notevolmente le bollette elettriche delle famiglie, con importanti conseguenze sulla loro “povertà energetica”. Lo rivela uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), appena pubblicato sulla rivista scientifica Economic Modeling. Studi precedenti realizzati negli Stati Uniti stimano un incremento [...]

CONAI e Università della Basilicata: un’opportunità per 80 giovani laureati

giugno 4, 2020

CONAI e Università della Basilicata: un’opportunità per 80 giovani laureati

E’ in fase di partenza l’edizione 2020 del progetto Green Jobs, nato per promuovere la crescita di competenze e sensibilità nel settore dell’economia circolare attraverso attività formative sul territorio: CONAI e l’Università degli Studi della Basilicata daranno, anche quest’anno, la possibilità a ottanta laureati della Regione di partecipare gratuitamente a un iter didattico per facilitare [...]

Non dimentichiamo l’usato: vale 24 miliardi di euro l’anno

maggio 27, 2020

Non dimentichiamo l’usato: vale 24 miliardi di euro l’anno

Quanto la second hand economy sia ormai rilevante nell’economia nazionale italiana lo conferma la sesta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per Subito, piattaforma leader in Italia per la compravendita di oggetti usati, con oltre 13 milioni di utenti unici mensili, che ha evidenziato come il valore generato da questa forma di “economia [...]

Möves: a Milano al lavoro in eBike

maggio 20, 2020

Möves: a Milano al lavoro in eBike

Anche a Milano finisce il lockdown e nasce Möves (dal gergo dialettale milanese: “muoviamoci“), un progetto dedicato alle aziende del capoluogo lombardo che vogliono agevolare la mobilità in sicurezza dei propri dipendenti. In base ai dati emersi da un censimento, il numero di residenti milanesi che si sposta quotidianamente per recarsi al luogo di lavoro [...]

Superbonus 110%, Gabetti: “previsti 7 miliardi di investimenti per l’efficienza energetica”

maggio 15, 2020

Superbonus 110%, Gabetti: “previsti 7 miliardi di investimenti per l’efficienza energetica”

Tra i provvedimenti varati dal Governo il nuovo “Decreto Rilancio” prevede l’innalzamento delle detrazioni dell’Ecobonus e del Sismabonus al 110% a partire dal 1° luglio 2020, aprendo importanti opportunità di rilancio per il settore immobiliare nel dopo emergenza Covid. “Grazie al ‘Decreto Rilancio’ e al Superbonus al 110% sarà possibile intervenire sulle nostre città con [...]

Studio Selectra: il 78% delle offerte di energia elettrica sul mercato è “green”

aprile 29, 2020

Studio Selectra: il 78% delle offerte di energia elettrica sul mercato è “green”

Le offerte “verdi” dell’energia elettrica (quelle cioè provenienti da fonti rinnovabili) non possono più essere considerate “alternative”, perché ormai rappresentano la maggior parte di tutte le tariffe disponibili sul mercato. Per il gas, invece, c’è ancora tanta strada da fare. Sono, in sintesi, i risultati dell’analisi che Selectra – azienda che mette a confronto le tariffe [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende