Home » Campioni d'Italia »Rubriche » Orange Fiber, il tessuto vitaminico con gli scarti delle arance siciliane:

Orange Fiber, il tessuto vitaminico con gli scarti delle arance siciliane

marzo 9, 2016 Campioni d'Italia, Rubriche

Far sfilare nelle passerelle della moda i vestiti vitaminici al gusto di arancia. Non è l’ultima delle tante trovate del fashion marketing, ma un progetto ad alto contenuto ambientale e sociale: recuperare una parte delle oltre 700 mila tonnellate degli scarti dell’industria agrumicola italiana e arrestare la fuga dei contadini dalle campagne siciliane. Un problema rilevante che due giovanni donne siciliane, Adriana Santanocito ed Enrica Arena, rispettivamente 38 e 30 anni, vogliono risolvere con fantasia, determinazione ed impegno: produrre tessuti  con gli scarti delle arance.

Non è una novità realizzare e costruire prodotti con i residui delle produzioni industriali, ma l’idea di Adriana ed Enrica è affascinante e ha conquistato gli investitori: privati ed istituzionali. C’è poesia nel loro progetto Immagina tutti gli scarti di trasformazione agrumicola trasformati in un tessile sostenibile che funzioni come una crema cosmetica e vitaminica da indossare – hanno scalfito queste parole nel loro sito Internet - Questo è il nostro sogno, e vogliamo realizzarlo a partire dalla nostra terra”. Ma per far decollare Orange Fiber è stata necessaria tanta ricerca scientifica come ci spiegano queste Campionesse d’Italia: L’idea è nata tra il 2011 e il 2012 grazie ad Adriana – racconta Enrica – che studiava design all’istituto Afol, in provincia di Milano. e aveva deciso di dedicare la tesi ai nuovi materiali sostenibili e funzionali. Ha studiato l’origine di tessuti e filati e le innovazioni, quindi ha deciso di ipotizzare un tessuto con gli agrumi”.

Intuizione originale, ma per concretizzarsi è stato necessario un tirocinio al Politecnico di Milano, su prezioso suggerimento della docente Afol Manuela Rubertelli, dove Adriana ha lavorato con la professoressa Elena Vismara, del Dipartimento di Chimica dei Materiali. In sostanza, ci vuole scienza per fare innovazione green, la passione non basta. Per far camminare il progetto è stato poi indispensabile il fattore umano, l’incontro con Enrica – esperta in marketing e comunicazione – per mettersi in gioco e in mostra alle competizioni dedicate alle start up. Dall’idea al piano di fattibilità, dal brevetto ai primi riconoscimenti. “A febbraio 2014 si è costituita Orange Fiber, con sede a Catania e in Trentino”, spiega Enrica. E poi, last but not least, i soldi: “due business angel, un avvocato, Trentino Sviluppo e Invitalia, grazie al progetto Smart & Start, hanno finanziato il progetto“. Soldi siciliani e prestito per incubarsi nel polo Progetto Manifattura di Rovereto, poi prestigiosi riconoscimenti, come quello dell’Osservatorio permanente del Design dell’ADI con il Premio per l’Innovazione 2015, infine finaliste della XXIV edizione del Premio Compasso d’Oro 2016.

Ma la vera svolta arriva con il Global Change Award promosso dalla H&M Conscious Foundation, organizzazione no-profit del gigante svedese del fast fashion. Adriana ed Enrica conquistano un ottimo quarto posto, su 2700 progetti presentati da 112 Paesi e vanno all’incasso di 150 mila euro. Ma le due socie ci tengono a sottolineare che “l’aspetto più importante è la consulenza, il sostegno alla progettualità, anche per capire la filiera di un brand di moda importante come H&M. Il nostro obiettivo è far entrare nelle collezioni delle case di moda il nostro tessuto“. La filosofia del riciclo nel cuore della grande industria, sfida non facile.

Orange Fiber ha anche una ricaduta sociale visto che una parte della produzione si svolge in Sicilia, terra affamata di lavoro, in “una azienda di spremitura dove si estrae la materia prima. Siamo insediate lì con nostre macchine e dipendenti, poi in Spagna viene filata la materia prima per avere un rocchetto di filo, infine rientra a Como per essere tessuta”. L’impatto positivo per la Sicilia non si ferma solo all’impianto di prima trasformazione, ma si allarga all’agricoltura. “La nostra idea si nutre dall’ambizione di di fare qualcosa per la nostra terra, ci ha influenzato un amico comune: un agronomo che lavora sul campo e ci ha spiegato delle campagne siciliane abbandonate, le piante non curate e le arance non più raccolte”. Ora la moda salverà le campagne siciliane o le arance siciliane salveranno la moda?

Gian Basilio Nieddu

 

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

maggio 23, 2017

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

Quanta CO2 è possibile risparmiare vendendo o acquistando beni usati? Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia (+77% in più rispetto [...]

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

maggio 8, 2017

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

Samuel in the clouds (Belgio, 2016) del regista belga Pieter Van Eecke, una straordinaria e commovente storia ambientata in Bolivia e legata alle conseguenze dei cambiamenti climatici, è il film vincitore del 65° Trento Film Festival, conclusosi domenica 7 maggio 2017. La giuria internazionale composta da Timothy Allen (fotografo e regista) Gilles Chappaz (giornalista e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende