Home » Bollettino Europa »Rubriche » Pacchetto clima ed energia UE: l’incapacità di conciliare green economy e competitività:

Pacchetto clima ed energia UE: l’incapacità di conciliare green economy e competitività

gennaio 27, 2014 Bollettino Europa, Rubriche

Courtesy of ReutersAvevamo già preannunciato che l’approvazione da parte della Commissione Europea, del nuovo Pacchetto Clima ed Energia sarebbe stata una battaglia all’ultimo sangue. O meglio, all’ultima percentuale. E così è stato. La strada che ha portato al taglio del 40% delle emissioni di CO2 è stata lunga e tortuosa.

I Commissari UE hanno, infatti, dovuto far quadrare il cerchio attorno ai target climatici, energetici, ambientali e industriali che l’Unione Europea dovrà raggiungere nei prossimi anni, fino al 2030.

La complessità delle decisioni ha riguardato, principalmente, i tanti attori ed interessi in gioco e l’incapacità di conciliare le diverse prospettive. Se da un lato c’è infatti la volontà di tutelare la competitività dell’industria e la sostenibilità dei prezzi per i consumatori – già messe a dura prova dalla crisi – dall’altro è ormai evidente l’importanza di investire in tecnologie sempre più verdi. La riduzione delle emissioni – che molti ritengono anche una ricetta per il rilancio di un’economia europea innovativa e di qualità – non è stato osteggiato in linea di principio, ma si è temuto il cosiddetto “carbon leakage” a favore degli impianti industriali ad alto impatto ambientale dei paesi emergenti come la Cina, e la chiusura ulteriore di quelli europei per deficit di competitività. Le parole del Vicepresidente della Commissione Antonio Tajani alla vigilia dell’incontro decisivo sono state chiare: “Non si esce dalla crisi senza economia reale, ecco perché bisogna fare scelte equilibrate”; per questo, ha sottolineato Tajani, “L’Europa deve continuare ad essere all’avanguardia nel mondo nella lotta al cambiamento climatico, ma deve fissare per le proprie imprese obiettivi raggiungibili che non le costringano ad andare a produrre altrove”.

Tra l’incudine ed il martello (per l’incapacità di una visione che esca da questa contrapposizione) l’Esecutivo di Bruxelles ha infine approvato target vincolanti di riduzione del 40% dei gas a effetto serra (GHG) e l’impiego del 27% di fonti rinnovabili a livello UE per il 2030, senza più considerare gli obiettivi di efficienza energetica! Per quanto riguarda la prima misura, la riduzione annua del massimale delle emissioni dei settori compresi nel sistema ETS dell’UE aumenterebbe passando dall’attuale 1,74% al 2,2% dopo il 2020. Le emissioni dei settori che non rientrano nel sistema ETS dovranno ridursi del 30% al di sotto del livello 2005.

Una riduzione di CO2 maggiore di quanto chiedevano alcuni Paesi Membri, ma inferiore alle richieste di Greenpeace e di altri gruppi ambientalisti, secondo cui la misura non basterà a evitare l’aumento della temperatura terrestre oltre la soglia dei due gradi centigradi, come previsto dagli obiettivi della conferenza di Parigi prevista per la fine del 2015.

Anche per quanto riguarda l’energia prodotta da fonti rinnovabili, l’obbligo del 27% sarà vincolante solo per l’UE nel suo insieme e non per i singoli Paesi. L’obiettivo non verrebbe quindi tradotto in traguardi nazionali attraverso la normativa unionale, lasciando così agli Stati la flessibilità di trasformare il proprio sistema energetico. Un compromesso, quest’ultimo, tra il Regno Unito, che non voleva vincoli, e il gruppo guidato dalla Germania.

La Commissione ha, inoltre, annunciato che il sistema di scambio dei crediti per le emissioni di anidride carbonica (ETS) dovrà essere riformato. Si propone di stabilire una riserva per la stabilità del mercato nel 2021, all’inizio del prossimo periodo di scambio ETS. Questa permetterà sia di affrontare l’eccedenza di quote venutasi a formare negli ultimi anni, sia di regolarne la messa all’asta. La creazione di una tale riserva si aggiunge alla recente decisione di congelare 900 milioni di quote fino al 2019-2020 (back-loading).

Il documento presentato contiene poi le linee guida sullo sfruttamento del gas di scisto, materia su cui l’UE aveva recentemente rinunciato a definire una normativa vincolante.

Il quadro 2030 propone, infine, una nuova governance basata su piani nazionali per un’energia competitiva, sicura e sostenibile. Sulla base degli orientamenti che la Commissione fornirà a breve, gli Stati membri dovranno elaborare le loro strategie nell’ambito di un approccio comune che garantirà una maggiore certezza agli investitori e maggiore trasparenza, migliorando i meccanismi di coordinamento e sorveglianza dell’UE.

La Commissione ha allegato alla Comunicazione una relazione sui costi dell’energia, dove vengono confrontati i prezzi europei con quelli dei principali partner commerciali. Il confronto con altri Paesi evidenzia un aumento dei differenziali, in particolare con i prezzi del gas negli USA, che mina la competitività UE. Tuttavia, questo gap potrebbe essere in parte compensato attraverso politiche energetiche e climatiche efficaci in termini di costi; da mercati competitivi e da misure per migliorare l’efficienza energetica. La transizione verso un sistema sostenibile, sicuro e competitivo non è, infatti, pensabile senza l’implementazione di quest’ultimo punto che verrà ulteriormente considerato nell’ambito della revisione della Direttiva sull’efficienza energetica, prevista per la fine dell’anno.

Per rendere concreti gli interventi nei diversi campi la Commissione propone una serie di indicatori chiave per valutare i progressi compiuti nel tempo e fornire una base oggettiva per eventuali riposte strategiche. Gli indicatori riguardano, per esempio, i differenziali di prezzo dell’energia tra i principali partner commerciali, la diversificazione delle forniture e la dipendenza da fonti energetiche interne, nonché la capacità di interconnessione tra i Paesi membri. Attraverso questi indicatori si vorrebbe garantire “un sistema competitivo e sicuro che svilupperà un mercato sempre più integrato, forniture più diversificate, una concorrenza più intensa e fonti locali più sviluppate”, senza dimenticare il sostegno a ricerca, sviluppo e innovazione.

Le proposte dovranno ora passare al vaglio del Consiglio dei Ministri UE, presumibilmente nella sessione primaverile del 20-21 marzo. Ma un ulteriore tassello della strategia UE dovrebbe arrivare a Pasqua, quando il Commissario alla concorrenza Joaquín Almunia presenterà le nuove norme sugli aiuti di stato valide sino al 2020 e che riguardano in particolare l’industria energetica.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

giugno 14, 2019

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

Ad un anno dall’introduzione della collezione femminile, Armadio Verde, il primo recommerce italiano, che permette di ridare valore ai capi di abbigliamento usati facendo leva sull’economia circolare, presenta la linea uomo, che si aggiunge agli articoli donna e bambino (i primi ad andare online nel 2015). “Armadio Verde nasce con l’obiettivo di rimettere in circolo [...]

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

giugno 6, 2019

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

Parte nelle città italiane la sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha infatti firmato, il 4 giugno, il decreto ministeriale che attua la norma della Legge di Bilancio 2019 e specifica nel dettaglio sia le caratteristiche dei mezzi che delle [...]

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

giugno 3, 2019

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

“Le imprese italiane valutano la sostenibilità sempre più al centro nei sistemi di governance e delle strategie di business, arrivando a raggiungere il Regno Unito, da sempre all’avanguardia in questo campo”. È quanto emerge dallo studio “C.d.A. e politiche di sostenibilità – Rapporto 2018”, presentato nei giorni scorsi a Milano e condotto attraverso questionari e analisi [...]

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

maggio 29, 2019

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

E’ tutto pronto all’Ecomuseo delle Rocche del Roero, in Piemonte, per inaugurare la 12° edizione dei “Notturni”, la rassegna estiva di passeggiate notturne nei boschi e nei borghi delle suggestive rocche roerine, con animazioni teatrali nella natura e approfondimenti a tema botanico e faunistico. Quest’anno le passeggiate in programma saranno ben 18, coordinate dall’Ecomuseo ma realizzate [...]

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

maggio 27, 2019

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

Ai piedi delle Dolomiti bellunesi, Unifarco – azienda di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up – ha dato avvio al progetto di creazione delle ‘oasi della biodiversità’ con l’obiettivo di proteggere e valorizzare la varietà biologica locale. Oggi più che mai avvalersi di ciò che la natura regala risulta di fondamentale importanza non solo per la [...]

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende