Home » Campioni d'Italia »Rubriche » Perché la pioggia non è salata? La rivoluzione di Solwa per la produzione di acqua potabile:

Perché la pioggia non è salata? La rivoluzione di Solwa per la produzione di acqua potabile

giugno 19, 2013 Campioni d'Italia, Rubriche

“L’acqua del mare evapora, si trasforma in vapore, sale, diventa una nuvola. Poi, quando trova una corrente di aria fredda, si fa condensa e torna allo stato liquido. Ma perché la pioggia non è salata? Io non me lo ero mai chiesto. Mio fratello sì, e da lì è nata Solwa”.

Davide Franceschetti, responsabile Relazioni Internazionali di Solwa, racconta così la nascita di una tecnologia per la potabilizzazione dell’acqua alimentata dal calore solare, giunta alla fine della fase sperimentale, ma già inserita dalle Naizoni Unite, nel 2010, tra le “Innovazioni per lo sviluppo dell’umanità” del programma IDEASS. Un riconoscimento a cui ne sono seguiti molti altri: la startup, oggi ospitata nel Parco Scientifico Tecnologico Veneziano Vegapark, ha vinto il premio Working Capital 2011 e, poco dopo, è stata selezionata come Innovazione Italiana dell’Anno dal prestigioso MIT di Boston. Accanto a numerose menzioni speciali e inviti a diverse fiere, da Smau a Ecomondo, a novembre scorso è arrivato il Premio Marzotto: “Siamo stati selezionati come Impresa del Futuro. Dal premio, pari a 250.000 euro, sono venuti i soldi per andare avanti, che ci hanno permesso anche di fare le prime assunzioni”, continua Davide.

A colpire le giurie di così tanti premi non è stata solo l’idea brillante, nata dalla tesi di laurea sperimentale di Paolo, ma anche le sue enormi potenzialità: la disponibilità di acqua potabile, insieme all’approvvigionamento alimentare, è uno dei temi cruciali che il pianeta dovrà affrontare nei prossimi anni, e in questo senso Solwa rappresenterebbe una piccola rivoluzione. “E’ un sistema molto semplice, che non necessita di manutenzione, e che si basa su un processo banale. Molto diverso dai sistemi di depurazione che necessitano di membrane, elettricità, combustibili fossili”. Solwa è infatti “una piccola serra in cui viene immessa acqua che, con il calore del sole, evapora. Il vapore viene raccolto in un tubo e fatto incontrare con l’aria fredda prodotta da una piccola ventola alimentata a pannelli solari. In questo modo, si condensa e torna allo stato liquido, mentre gli inquinanti o il sale vengono scartati”.

Con questo processo è possibile depurare acqua contaminata da diversi tipi di sostanze tossiche: “Tutto ciò che ha un peso specifico maggiore dell’acqua non evapora. Rimangono fuori solo l’alcol, o la benzina”. Un sistema utilizzabile anche nei villaggi isolati, non connessi alla rete elettrica, provvedendo al fabbisogno idrico familiare: “In Africa un impianto di un metro quadrato è in grado di produrre circa 10 litri al giorno, rispondendo a un problema essenziale: ogni quattro minuti, infatti, nel mondo muore un bambino. Non per la sete, ma per le malattie che l’acqua non potabile gli provoca”. In collaborazione con alcune Ong, Solwa ha già fatto sperimentazioni in Perù, Burkina Faso e Palestina, mentre a Roma si sta testando la tecnologiaper desalinizzare l’acqua del mare, in modo da renderla utilizzabile per irrigare le coltivazioni di ortaggi nelle serre. “Proprio con questa applicazione stiamo puntando anche alle isole, dove non c’è acqua potabile perché le falde sono completamente saline. L’acqua del mare è infinita e, anche in periodi di siccità, sarà una delle risorse che in futuro potrà essere utilizzata”.

La società è nata ufficialmente a gennaio 2012 da sei soci under 35, con un’idea precisa in testa: “Non volevamo solo sviluppare la tecnologia, ma dare un’opportunità di sviluppo locale a tanti Paesi del Sud del mondo. Non siamo per il “vendi e scappa”, ma vorremmo piuttosto creare piccole officine di imprenditori locali che diano lavoro alla popolazione e si occupino della produzione e distribuzione degli impianti sul territorio circostante”.

E mentre tra pochi mesi, con la fine della fase sperimentale, inizierà la commercializzazione, da Solwa, con una specie di effetto a catena, è nato Drywa, un sistema basato sempre su serre che ha però, in questo caso, lo scopo di essiccare fanghi, facendo evaporare la parte liquida, per ridurne l’ingombro e facilitarne lo smaltimento. Ma la stessa tecnologia potrebbe essere utilizzata, per esempio, per l’essiccazione della frutta prodotta nei Paesi in via di sviluppo, alimentando anche qui un’economia locale che può portare benessere.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

settembre 23, 2016

Tra fontane, cisterne e acquedotti: trekking alla scoperta della rete idrica di Bergamo

«Le malvagità degli uomini vivono nel bronzo, le loro virtù le scriviamo sulle acque», diceva William Shakespeare. Ed è sulle orme delle virtù che si snoda «Le Vie dell’Acqua», il progetto patrocinato dal Comune di Bergamo e sostenuto e finanziato da UniAcque che celebra così i suoi primi 10 anni di attività, per far riscoprire [...]

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

settembre 20, 2016

Wadis Mar: un progetto europeo per conservare l’acqua nei paesi aridi

La ricarica artificiale degli acquiferi come soluzione per conservare l’acqua nei paesi aridi e a rischio desertificazione, rendendola così disponibile per l’agricoltura e gli altri settori. E’questa la tecnica sviluppata grazie a Wadis-Mar (Water harvesting and Agricultural techniques in Dry lands: an Integrated and Sustainable model in MAghreb Regions), un progetto che negli ultimi quattro [...]

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

settembre 20, 2016

Al Liceo Keplero di Roma si fa lezione sul tetto (verde)

Al Liceo Scientifico Keplero di Roma il verde pensile ha trasformato il lastrico solare in un’aula di sperimentazione dove i ragazzi coltivano piante e ortaggi. Ma non solo: lezioni di microbiologia, sperimentazioni agronomiche ma anche approfondimenti pratici su idraulica e capacità termica dei tetti verdi. Il tutto, in quest’aula davvero speciale, un grande giardino pensile [...]

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

settembre 19, 2016

Carburanti alternativi: si apre la strada alla realizzazione delle infrastrutture

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi. La finalità della direttiva è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore [...]

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

settembre 16, 2016

Macfrut 2017: CCPB partner dei contenuti per l’area bio

MACFRUT 2016 si chiude con un accordo per la prossima edizione di maggio 2017: l’ente di certificazione CCPB sarà partner per i contenuti di MACFRUT Bio, area dedicata all’ortofrutta biologica.  “Il  biologico  cresce  enormemente”  commenta  Fabrizio  Piva amministratore  delegato CCPB “solo nei primi sei mesi del 2016 ci sono 12.000 nuove aziende bio, +20% rispetto al 2015. Perché [...]

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

settembre 15, 2016

Mai provata un’auto a emissioni zero? A Milano il “Battesimo elettrico” di Share’ngo

Mai provata un’auto a emissioni zero? Come ha scritto il direttore editoriale di Greenews.info, Andrea Gandiglio, al rientro dalla 7° ECOdolomites, “è un’esperienza assolutamente da provare e suggerire a chiunque”. Il giorno del Battesimo Elettrico, per molti milanesi, potrebbe essere Sabato 17 settembre all’appuntamento che Share’ngo ha organizzato dalle 9.30 alle 13.00  presso l’Isola Digitale [...]

Accordo ENEA e Ministero della Difesa per l’efficientamento degli edifici militari

settembre 15, 2016

Accordo ENEA e Ministero della Difesa per l’efficientamento degli edifici militari

L’efficientamento energetico del Policlicnico militare del Celio a Roma, uno dei maggiori ospedali italiani, sarà il primo atto dell’accordo di collaborazione fra ENEA e Ministero della Difesa. Il protocollo d’intesa firmato l’altro ieri a Roma dal Presidente ENEA Federico Testa e dal Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano prevede la riqualificazione e l’efficientamento energetico di edifici [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende