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Pipin Ferreras, il re dell’apnea: “Il mare è più forte di noi”

Uno degli apneisti più forti della storia, il primo a toccare i -171 metri. Una vita sempre al limite quella di Francisco Ferreras alias Pipin come lo chiamavano già da bambino a Cuba dove è nato il 18 gennaio 1962. Subito sott’acqua, la leggenda narra che ha imparato prima a galleggiare che a camminare. Uomo d’acqua allenato a superare record su record, ben 21 nella sua carriera. Fino al 2003, un anno dopo la morte della moglie Audrey Mestre in un’immersione. L’ultimo tuffo, l’ultimo record. Poi scrive “The Dive”, un bestseller internazionale che conquista il regista James Cameron - quello di Titanic – che ne compra i diritti. Pipin si dedica al cinema. Ci ha svelato i suoi progetti alla fiera Eudi Show di Bologna dove lo abbiamo incontrato.

D) Pipin da tempo  ti sei innamorato del cinema con la tua Camm Production. Al centro sempre il mare, ci sveli i tuoi progetti futuri?

R) Sto lavorando ad un film storico, ambientato a Cuba nel 1700. Una storia di tesori, una battaglia navale, spionaggio, traffici, navi, amore. Poi ho in corso la produzione di una serie televisiva a Miami in 13 episodi: Hunting the Abyss. E ancora la collaborazione con James Cameron per la realizzazione del film tratto dal mio libro The Dive, il mio racconto biografico, la mia storia con mia moglie, l’apneista francese Audrey Mestre (scomparsa nel 2002 durante una tragica immersione proprio a -171 m, Ndr).

D) Forte interesse per la fiction dunque, ma hai realizzato anche tanti documentari…

R) Quasi un dovere. Quello di condividere la grande bellezza vista e vissuta durante le esplorazioni subacquee. Un omaggio al mare e all’oceano. Ho iniziato come protagonista di documentari e film in tutto il mondo, poi la collaborazione con tanti registi, non solo con James Cameron.  Tante esperienze utili per far crescere CAMM Productions, la mia casa di produzione ora in espansione con diversi lavori e più progetti in cantiere. Una grande soddisfazione professionale. Anche per la produzione e realizzazione di tanti documentari naturalistici in questi ultimi 20 anni.

D) Tante immersioni in Oceano, ma anche nei mari italiani. Nel Mediterraneo, il Mare Nostrum. Che rapporto hai con l’Italia?

R) Ho un legame molto forte con il vostro Paese. La mia carriera è partita qui, ho fatto dei record, ho vissuto in questa bella terra. Collaboro  dal 2016 con un’azienda italiana, la SNSI, con la quale ho iniziato una  relazione che ha portato allo sviluppo di un nuovo sistema didattico dedicato all’apnea. Con gli italiani ho un  bellissimo rapporto, lo tocco con mano qui in fiera dove in tanti vengono a fare domande o anche per una semplice stretta di mano o per un autografo…

D) Da atleta ad istruttore, anzi formatore. Vuoi diventare il maestro dei maestri della subacquea?

R) Sono molto impegnato su questo fronte. Un  programma dove convivono l’esperienza e la tecnica sviluppati in tanti anni  con l’innovazione e la tecnologia. Strumenti  molto utili per la realizzazione  dei nuovi corsi.

D) Dopo il 2003 hai  chiuso con l’agonismo. Un addio definitivo?

R) Ho un’altra prova da affrontare. Il 5 novembre prossimo in Florida, sarò impegnato in un nuovo tentativo di record del mondo: -151 metri in assetto variabile no limits nella categoria master 50. Un grande evento!

D) Tu che sei in acqua da sempre, vedi soffrire il mare dal punto di vista ambientale?

R) Si senza dubbio, mentre dovremmo nutrire un grande rispetto verso di lui. Ricordiamoci che non possiamo distruggerlo, lui è più forte di tutti noi. Dobbiamo stare attenti, molto attenti…

Gian Basilio Nieddu

 

 

 

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