Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » “Più bici, più piaci”: grazie a internet, sempre più lavoratori si spostano in bicicletta:

“Più bici, più piaci”: grazie a internet, sempre più lavoratori si spostano in bicicletta

luglio 22, 2014 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Il libro “Più bici, più piaci“, di Paolo Pinzuti e Federico Del Prete, recentemente pubblicato da Terre di Mezzo, è un viaggio semiserio tra 25 identikit di altrettanti ciclisti urbani, in cui ogni lettore può riconoscersi e trarre spunti per trovare il mezzo a lui più congeniale. Ma i 25 ritratti sono preceduti da un capitolo, dal titolo “I bike 2 work!“, dedicato appunto a chi sceglie le due ruote per andare al lavoro. Per la rubrica “Racconti d’Ambiente“, pubblichiamo oggi un estratto del capitolo, in cui Del Prete racconta le esperienze italiane e europee più virtuose. Si va dai primi esperimenti italiani, ai casi di Gran Bretagna e Germania, dove l’uso della bici per andare al lavoro è molto più diffuso e non mancano sistemi di incentivazione e di incoraggiamento. Il libro è illustrato da Gabriele Orlando, disegnatore e ciclista milanese.

L’approccio al bike to work ha avuto un cambiamento di prospettive molto rapido negli ultimi cinque anni. L’evoluzione, nell’era di internet, è consistita nell’uso di piattaforme web che aiutano a gestire sia il volume sia le interazioni tra i partecipanti, rendendo possibile anche una rapida estrazione e analisi dei dati.

Prima di questa innovazione, le campagne erano più che altro one-to-one, ad esempio rivolte al singolo pedalatore fermato sul proprio percorso casa-lavoro e premiato simbolicamente. È il caso di “Chi sceglie la bici merita un premio”, pluriennale campagna della Federazione italiana amici della bicicletta che ha ricompensato i ciclisti in ingresso nelle città con un cioccolatino o un buono per una colazione, un approccio usato anche per la campagna “Il Ciclista Illuminato”, sull’efficienza dell’impianto di illuminazione della bici. La gratificazione, seppur minima, è di per sé un incentivo efficace. La provincia, il comune e l’Università di Trento sperimentano da diversi anni un concorso a premi per i propri dipendenti basato sulla compilazione di un calendario cartaceo delle proprie corse bike to work, che consente poi di partecipare a un’estrazione di premi.

Internet aiuta invece a ottenere in breve tempo una partecipazione molto estesa, e un conseguente interesse da parte di sponsor e istituzioni, oltre che dei media. Un esempio di questo tipo è l’inglese “Challenge for Change”, campagna centrata su eventi dalla durata limitata (circa 20 giorni) ma ripetibili annualmente nella stessa città. “Challenge for Change” nasce da un analogo format neozelandese, poi importato nel Regno Unito. Nonostante la mortalità sia sostanzialmente uguale al resto del mondo, la Nuova Zelanda e l’Australia sono gli unici Paesi in cui è obbligatorio il casco per la bici, con tutti i problemi di disincentivazione all’uso delle due ruote che questo comporta. Da qui, l’idea di una campagna il più estesa ed efficace possibile.

Dal 2009, “Challenge for Change”, attiva principalmente nel Regno Unito con il patrocinio della locale associazione di ciclisti (CTC), opera su contesti cittadini e metropolitani e consiste in un portale internet a cui chiunque può registrarsi. Si può indicare la propria azienda scegliendo dall’elenco di quelle del territorio fornito dalle istituzioni locali, oppure registrarsi come singoli. L’importante è pedalare, e una piattaforma come “Challenge for Change” offre a tutti la possibilità di farlo, in compagnia. Ogni giorno, arrivati in ufficio o a casa, i partecipanti caricano direttamente sul portale o da una App georeferenziata la corsa appena fatta, accumulando chilometri sul proprio profilo personale e, di conseguenza, aumentando le possibilità di essere premiati. Le registrazioni come dipendenti di aziende sono le più frequenti, anche perché con questa modalità si possono sfidare i colleghi o gli amici e partecipare anche per l’azienda, pedalando in squadra con colleghi con cui magari non si aveva avuto occasione di socializzare prima. A parte gli obiettivi più prevedibili, come chilometraggio, risparmio di CO2 e calorie bruciate, le sfide vertono su scopi inconsueti e divertenti, come consumare pedalando l’equivalente di fette di pizza, tavolette di cioccolato o toast. I premi, estratti per tutte le categorie di partecipanti, sono offerti da una retedi esercizi convenzionati, che hanno così a loro volta occasione di visibilità e di aderire ai valori del progetto.

In 50 eventi nel corso di 5 anni, “Challenge for Change” è riuscita a mettere in sella 80mila persone in 30 località diverse, con un notevole 30% in media di non-ciclisti coinvolti, il 40% dei quali ha iniziato poi a pedalare regolarmente. La paura o la pigrizia sono gradualmente vinte con iniezioni di autostima e di confidenza, oltre che confortate da consigli, ad esempio, su come comportarsi in strada, o sul modo migliore di scegliere una bici.

Il consolidamento è un punto importante di queste campagne. Per questo motivo, sono ripetute il più possibile nella stessa città, in modo da verificare la tenuta dei progressi che si sono raggiunti enon deludere le aspettative di chi volesse ripetere l’esperienza o non fosse riuscito a partecipare la prima volta.

Un formato simile, sempre dal Regno Unito, è “PleaseCycle”, diretto anche alle scuole, ai marchi commerciali che vogliono associare la propria immagine all’uso della bicicletta come politica di responsabilità sociale d’impresa (Csr, secondo l’acronimo anglosassone), alle municipalità e, ovviamente, alle aziende. Esiste poi, sempre in Gran Bretagna, una piattaforma web istituzionale, “Bike2WorkScheme”, che gestisce il pacchetto di agevolazioni fiscali introdotte nel Finance Act del 1999 per migliorare la qualità dei percorsi casa-lavoro e ridurre l’inquinamento. Grazie a questa legge, e alla disponibilità dell’azienda, il dipendente può ottenere, a spese del datore di lavoro che paga un prezzo molto agevolato, una bicicletta e i relativi accessori profilati appositamente per lui fino a un valore equivalente a 1.200 euro. Avere un mezzo efficiente e attrezzature idonee è il primo passo per consolidare l’abitudine alla bicicletta. Dal punto di vista di molti lavoratori, l’adesione dell’aziendaa questo programma comincia a essere considerata un beneficio, un po’ come un tempo era l’auto aziendale. Il datore di lavoro si avvantaggia inoltre di sgravi sui contributi previdenziali da versare, fino al 13,8% del totale. A oggi, oltre 9mila aziende hanno aderito a questo dispositivo, partecipando attivamente ai vantaggi anche economici della rivoluzione della mobilità in atto che vede le istituzioni coinvolte e partecipi.

Nel primo decennio di questo secolo, il traffico ciclistico di Londra, a fronte di questi strumenti promozionali e di alcuni generici dati congiunturali (la crisi economica, l’alto costo del trasporto pubblico, la congestione da traffico e relativa congestion charge, l’aumento del prezzo dei carburanti, la sensazione di uno spazio pubblico poco condiviso e confortevole, l’immagine cool e salutare della bici a confronto con quella nasty e sedentaria dell’auto), è aumentato del 150%. Ciò ha reso possibili ulteriori investimenti per la ciclabilità della metropoli, arrivati a circa un miliardo di euro (913 milioni di sterline) entro il 2020.

Le campagne bike to work basate su attività online, così tipiche del mondo anglosassone, ma diffuse ad esempio anche in Germania, seppure con diversa attitudine (“Mit der Rad zum Arbeit”, della Adfc), e altrove, assecondano le aspirazioni delle aziende e delle istituzioni a valorizzare la propria sostenibilità ambientale e l’efficienza dei propri territori con pratiche semplici ed economiche, ma di grande efficacia. I modelli offerti sono flessibili, compatibili a ogni contesto sociale e di mercato. Il ruolo degli eventi sul territorio, limitati nel tempo e legati alla socialità della rete, è di rompere il ghiaccio, avviare l’inarrestabile volano che fa girare in modo diverso la società su cui operano. Le attività dei partecipanti producono dati che la città può poi spendere per promuovere le proprie scelte amministrative e programmare nuovi investimenti e incentivi. Ma soprattutto producono fiducia, emulazione, divertimento. “Non voglio fare brutta figura con il direttore.” “Voglio fare colpo su quel nuovo collega che mi piace.” “Se ci riesce quello lì ci posso riuscire anch’io.” “Ieri ho portato a cena la mia ragazza con le Miglia Verdi accumulate sul mio profilo.” Una volta incoraggiata la mobilità ciclistica grazie a queste piattaforme ludiche e socializzanti, cosa serve poi per tenere la posizione?

Federico Del Prete

Paolo Pinzuti, classe 1978, è affetto da una gravissima forma di ciclismo che nel 2012 lo ha spinto a lanciare la campagna #salvaiciclisti e poi a fare l’editore di bikeitalia.it

Federico Del Prete (Roma 1965) non si è ancora ripreso dopo una felice conversione alla bicicletta. Ha scritto, tra le altre cose, Compratevi una bicicletta! (Ediciclo).

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Commercio ecologico e solidale contro la crisi: Greeneria e Letsell lanciano il “franchising online” gratuito

marzo 26, 2020

Commercio ecologico e solidale contro la crisi: Greeneria e Letsell lanciano il “franchising online” gratuito

In tempi di restrizioni alla mobilità delle persone e chiusure di esercizi commerciali dovute all’emergenza coronavirus, l’e-commerce sembra essere l’unica modalità per non bloccare totalmente l’economia e le vendite, soprattutto di prodotti non alimentari. Da qui l’idea di due società piemontesi di lanciare il primo “franchising online” in Italia, per offrire a studenti, famiglie e commercianti una [...]

Premio “Mani Tese”: 10.000 euro per inchieste di giornalismo investigativo e sociale

marzo 25, 2020

Premio “Mani Tese”: 10.000 euro per inchieste di giornalismo investigativo e sociale

Dopo il successo della prima edizione torna il Premio Mani Tese per il giornalismo investigativo e sociale, di cui sono ufficialmente aperte le candidature. Il Premio Mani Tese intende sostenere la produzione di inchieste originali su tematiche concernenti gli impatti dell’attività di impresa sui diritti umani e sull’ambiente, in Italia o nei Paesi terzi in cui [...]

Giornata Mondiale del Riciclo: dati positivi per CONAI. “Ma occorre incentivare l’uso di materia riciclata”

marzo 18, 2020

Giornata Mondiale del Riciclo: dati positivi per CONAI. “Ma occorre incentivare l’uso di materia riciclata”

La Giornata Mondiale del Riciclo del 18 marzo 2020 si apre con una nota di ottimismo. «Secondo le prime stime CONAI, nel 2019 l’Italia ha avviato a riciclo il 71,2% dei rifiuti da imballaggio, una quantità superiore a 9 milioni e mezzo di tonnellate. Se pensiamo che la richiesta dell’Europa è quella di raggiungere il 65% entro [...]

500 elettrica, la prima volta di Fiat

marzo 4, 2020

500 elettrica, la prima volta di Fiat

E’ stata presentata oggi a Milano, in anteprima mondiale, la Nuova 500, la prima vettura di FCA nata full electric, che si preannuncia per il marchio Fiat del gruppo, una nuova rivoluzione, dopo quella che negli anni Sessanta ha reso la mobilità a motore alla portata di tutti. Adesso però, spiegano dal quartier generale Fiat, “It’s [...]

Bando CONAI per l’ecodesign: 500.000 euro in palio per le imprese

marzo 3, 2020

Bando CONAI per l’ecodesign: 500.000 euro in palio per le imprese

L’edizione 2020 del Bando CONAI per l’eco-design degli imballaggi è stata annunciata lo scorso 28 febbraio, con l’obiettivo di stimolare una sfida verso una maggiore sostenibilità ambientale. Le aziende italiane si dovranno infatti confrontare a colpi di miglioramento dei propri imballaggi, rivisti in chiave di economia circolare. Nel 2019 i casi virtuosi presentati e ammessi sono [...]

Inchiesta Altroconsumo: 2/3 dei prodotti acquistati online sui principali e-commerce non è sicuro

febbraio 24, 2020

Inchiesta Altroconsumo: 2/3 dei prodotti acquistati online sui principali e-commerce non è sicuro

Sono risultati impressionanti quelli dell’inchiesta condotta da Altroconsumo insieme ad altre organizzazioni di consumatori europee e pubblicati sul numero di marzo della propria rivista: la maggior parte dei prodotti per bambini, ma anche cosmetici, gioielli, dispositivi elettronici e abbigliamento acquistabili sulle principali piattaforme di e-commerce non è sicuro per la salute e/o non a norma di legge. L’analisi [...]

“Green Week”, a Trento la nuova edizione del Festival della Green Economy

febbraio 10, 2020

“Green Week”, a Trento la nuova edizione del Festival della Green Economy

Nel futuro si potrà viaggiare a emissioni zero? È possibile ridurre la chimica in agricoltura? Come gestire i grandi flussi del turismo mondiale? Il “sistema moda” può essere effettivamente sostenibile? Quale impatto avrà la sostenibilità sul mondo della finanza? L’architettura sta affrontando in maniera adeguata le questioni relative al risparmio energetico e all’utilizzo di nuovi [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende