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Prestazioni ambientali degli edifici. Nuove linee guida dalla Commissione UE

settembre 1, 2014 Bollettino Europa, Rubriche

Mentre i cittadini europei erano in vacanza, la Commissione UE ha adottato nuove linee guida per ridurre l’impatto ambientale degli edifici ristrutturati e di nuova costruzione.

L’Esecutivo di Bruxelles, per giungere a queste conclusioni, ha tenuto in considerazione la “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”, adottata nel 2011. La quale ha mostrato come l’alimentazione, la mobilità e l’edilizia siano responsabili del 70-80% dell’impatto ambientale nei paesi industrializzati. La costruzione, l’utilizzo e la demolizione degli immobili hanno perciò notevoli conseguenze sull’ambiente. Sebbene negli ultimi anni il settore dell’efficienza energetica nell’Unione Europea abbia compiuto progressi notevoli, sono ancora poche le informazioni disponibili in merito alle prestazioni ambientali complessive degli edifici.

Il documento del 2011 conclude che è necessario integrare le strategie esistenti intese a promuovere l’efficienza energetica e l’uso di energie rinnovabili negli edifici con strategie per promuovere l’efficienza delle risorse, che prendano in considerazione una serie più ampia di impatti ambientali durante il ciclo di vita degli edifici. Inoltre, tali strategie contribuirebbero a rendere più competitivo il settore edile e a sviluppare un parco immobiliare efficiente sotto il profilo delle risorse.

Altre ricerche hanno, poi, dimostrato che il 79% dei nuclei familiari in tutta Europa vorrebbe poter tener conto degli aspetti ambientali nell’affitto o nell’acquisto di un immobile. Ciononostante, meno del 1% degli edifici in Europa è stato valutato sotto questo aspetto. Inoltre, quasi la metà del consumo finale di energia e dei materiali estratti dell’UE, oltre a circa un terzo del consumo di acqua dell’intero Continente sono connessi alla costruzione e all’occupazione di edifici.

In questo quadro, in collaborazione con le parti interessate e le autorità nazionali, la Commissione elaborerà un quadro con un numero limitato di indicatori per valutare l’efficienza ambientale degli edifici. Lo scopo è fornire uno strumento che possa essere utilizzato in tutta Europa dai privati ma anche dalle autorità pubbliche. L’anno scorso da una consultazione pubblica è emerso che tale quadro costituirebbe un elemento importante per stimolare l’offerta e la domanda di edifici più rispettosi dell’ambiente.

Le proposte avanzate consentirebbero quindi ad architetti, fabbricanti di prodotti da costruzione, costruttori e a tutti coloro che vogliono affittare o acquistare un immobile l’accesso a informazioni di migliore qualità circa gli aspetti ambientali e sanitari coinvolti. Gli impatti ambientali delle diverse opzioni in materia di progettazione, costruzione, uso e demolizione potrebbero essere confrontati più facilmente, il che permetterebbe a sua volta di aumentare gli incentivi a favore degli edifici sostenibili in tutta l’UE.

Saranno inoltre adottate misure per migliorare direttamente le prestazioni ambientali degli edifici. Le nuove proposte agevoleranno il riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione nonché il loro riutilizzo nella costruzione di nuovi edifici o nelle ristrutturazioni. Ciò significa che meno scarti finiranno nelle discariche e saranno necessari meno materiali vergini. Le iniziative, insieme alle comunicazioni sui rifiuti e l’economia circolare, l’occupazione verde e il piano d’azione verde per le PMI, promuovono una rinnovata agenda in materia di efficienza energetica per i prossimi anni. La prima serie di indicatori dovrebbe essere disponibile entro due o tre anni. In seguito, saranno raccolte informazioni che avranno un impatto graduale sugli edifici nuovi e ristrutturati. La Commissione incentiverà inoltre il mercato del riciclaggio dei rifiuti da costruzione e demolizione attraverso un maggiore sostegno ai progetti di ricerca e dimostrazione e una collaborazione più stretta con gli Stati membri, al fine di rendere il riciclaggio più interessante dal punto di vista economico.

Michel Barnier, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario facente funzione per l’Industria e l’imprenditoria, ha dichiarato: “Il settore edile dovrebbe guardare alle proposte adottate oggi come a un’opportunità per innovare e attirare nuovi talenti. Le nuove tecnologie offrono grandi potenzialità, non soltanto per le costruzioni nuove, ma anche per la ristrutturazione di milioni di edifici esistenti per trasformarli in edifici ad alta efficienza energetica. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità”. Anche perché, Il settore europeo dell’edilizia genera quasi il 10% del PIL e rappresenta 20 milioni di posti di lavoro.

Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente, ha, a questo proposito dichiarato: “Si parla molto dell’efficienza energetica degli edifici, ma dobbiamo guardare anche al quadro d’insieme. Una migliore informazione dei cittadini in merito alle prestazioni ambientali è un modo sicuro per migliorare le prestazioni complessive dei nostri edifici. Fa bene all’ambiente, alla salute dei cittadini e ai loro portafogli”. Gli edifici sostenibili sono, infatti, meno costosi da gestire e mantenere e hanno anche effetti positivi sulla salute e il benessere di coloro che li occupano.

Beatrice Credi

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