Home » Bollettino Europa »Rubriche » Raccolta e riciclo dei rifiuti in UE: i “primi della classe” temono l’armonizzazione del calcolo:

Raccolta e riciclo dei rifiuti in UE: i “primi della classe” temono l’armonizzazione del calcolo

luglio 11, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

In una vera economia circolare i materiali devono essere recuperati e riciclati in maniera appropriata, in modo da poter essere usati in nuovi prodotti. In Europa, gli Stati membri usano tuttavia differenti metodi per calcolare i tassi di recupero nazionali e fare delle comparazioni diventa difficile. In alcuni casi poi questi calcoli sono basati sui rifiuti raccolti e selezionati, non su quelli effettivamente riciclati, e molti di questi, anche se potenzialmente recuperabili, sono inceneriti o mandati in discarica o, ancora, esportati senza una garanzia di un appropriato trattamento.

Alla disomogeneità di metodi internazionali si aggiunge, inoltre, un’ulteriore incognita. La non omogeneizzazione nemmeno tra le diverse regioni dei vari Stati. In Italia, ad esempio, si attende da quasi vent’anni un metodo condiviso, su tutto il territorio nazionale, per misurare le performance di raccolta differenziata. A prevederlo era già il Decreto Ronchi del 1997, ma l’attuazione non è mai arrivata. Il risultato è che non solo non si dispone di dati affidabili in merito al riciclo, ma neanche riguardo alla raccolta differenziata. Ogni regione la calcola a suo modo, e l’unica a sottoporre a certificazione i dati raccolti è oggi la Toscana.

L’industria del riciclo chiede quindi all’Europa un metodo armonizzato per misurare il tasso di riciclo nel processo finale, per promuovere un servizio di qualità, che garantisca e valorizzi il recupero dei materiali. In particolare, i settori della carta, dell’acciaio, dei metalli e della plastica appoggiano la proposta della Commissione di misurare il reale tasso di riciclo in tutti gli Stati Membri. Un passo importante per promuovere non solo il recupero dei materiali, ma garantire che siano inseriti in un processo finale di riciclo.

Ma perché l’enfasi sul processo di riciclo e non più solo sulla fase iniziale di raccolta differenziata? Innanzitutto perché, in questo modo, si promuove il recupero finale dei materiali evitando che questi finiscano inceneriti, in discarica o esportati. Si identifica cioè il punto determinante del processo nel momento in cui il materiale è in grado di sostituire una risorsa primaria: tutti gli attori della filiera devono dare il loro contributo al recupero dei rifiuti non in quanto tale, ma affinché diventino materia prima seconda.

Il calcolo relativo al tasso di riciclo, per quanto logico, sulla base delle direttive di riferimento, ha comunque sollevato discussioni nell’ambito dell’applicazione della nuova legislazione sull’economia circolare. Il nuovo pacchetto, infatti, secondo alcuni operatori del settore, invece di aumentare il tasso di riciclo negli Stati membri, potrebbe avere l’effetto opposto (ma solo in termini di numeri su carta). A ribadirlo sono stati, ad esempio, alcuni esperti presenti alla Energy from Waste Conference di Londra. Si teme cioè, di fatto, che proprio l’armonizzazione dei diversi metodi di calcolo che gli Stati membri adottano per misurare i loro progressi possa scompigliare le “classifiche europee”. Al momento, infatti, gli Stati membri possono scegliere una delle quattro metodologie stabilite dalla Commissione. Il nuovo “pacchetto europeo”, ne prevede una soltanto, che raggruppa carta, metallo plastica, vetro e altri flussi singoli di rifiuti differenziati dalle famiglie. Inoltre, la Commissione ha proposto che per «peso dei rifiuti urbani riciclati si intenda il peso dei rifiuti che entrano nel processo finale di riciclo», ossia dopo la selezione meccanica. Prima, invece, si poteva calcolare il volume di materiale raccolto complessivamente, nel quale si “nascondono” inevitabilmente molti rifiuti non recuperabili.

Il punto è che con l’attuale sistema di calcolo la Germania è attualmente vicina al 64% del tasso di raccolta, l’Austria al 57% e la Svezia al 52%. Con il nuovo sistema, invece, potrebbero scendere tutti sotto il 50%! In pratica, ad alcuni Stati membri “primi della classe” non sembra importare molto la quota di rifiuti che vengono effettivamente rimessi in circolo, quanto piuttosto che la metodologia di calcolo continui a premiarli! Con tanto di benefici negli incentivi e finanziamenti europei.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

dicembre 5, 2016

Greening the Islands Net: il nuovo laboratorio online di buone pratiche per le isole del mondo

Il tempo è scaduto, le isole rischiano di sparire a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Le istituzioni a livello internazionale dovrebbero prenderne atto e agire velocemente per contrastare il fenomeno e supportare l’innovazione tecnologica nelle isole. È l’appello che arriva dalle istituzioni e popolazioni delle isole che oggi sono in prima linea ad affrontare, [...]

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

dicembre 5, 2016

Giornata Mondiale del Suolo: People4Soil chiede principi e regole vincolanti

Immaginate una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca. Ora immaginate l’intera area di quella nazione ricoperta da cemento e asfalto: è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere [...]

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

novembre 29, 2016

Treedom, alberi di Natale inconsueti per un regalo da coltivare

Treedom, la piattaforma web nata nel 2010 a Firenze, che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale, ha lanciato la campagna 2016 per un regalo di Natale insolito quanto utile: da oggi è on-line “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e [...]

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

novembre 29, 2016

Federparchi apre ai privati. A Roma la presentazione della nuova Convenzione

Lunedi 5 dicembre 2016 presso la Sede romana di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi, FITS! (Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore) e Rinnovabili.it. I tre partner si faranno promotori di un nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione [...]

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

novembre 28, 2016

A 30 anni dalla Carta di Ottawa: il convegno di ISDE sulla “salute globale”

In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano il 29 novembre, nel contesto del 11° Forum Risk Management alla Fortezza da Basso di Firenze, la 6° Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la [...]

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

novembre 25, 2016

A Viareggio un laboratorio sul compost, per ridurre i rifiuti domestici

“Il cerchio del compost: riciclare per la Terra”. Si terrà sabato 26 novembre dalle 9 alle 12 a Villa Argentina a Viareggio il convegno di approfondimento di RicicLAB, il ciclo di laboratori creativi sul riuso a ingresso libero realizzato da Sea Risorse e Sea Ambiente e organizzato dallo spazio smartCO2 COworking+Community insieme ad una rete di associazioni [...]

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

novembre 25, 2016

Black Friday? No, “Buy Nothing Day” contro la deriva del consumismo selvaggio

Una nuova ricerca pubblicata ieri da Greenpeace Germania, alla vigilia del “Black Friday”, la giornata che negli Stati Uniti segna l’inizio dello shopping natalizio e che sta diventando popolare anche in Italia – con sconti selvaggi e istigazione all’acquisto compulsivo – evidenzia le gravi conseguenze sull’ambiente dell’eccessivo consumo, in particolare di capi d’abbigliamento. “Difficile resistere [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende