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Reborn: ingegno e artigianato all’italiana per convertire le auto tradizionali in elettriche

luglio 13, 2016 Campioni d'Italia, Rubriche

Aumenta la voglia e soprattutto la domanda di auto elettriche, ma il prezzo non è alla portata di tutti. In attesa che l’”elettro-Fordismo” o qualche sano intervento di fiscalità ecologica rendano questa forma di mobilità più accessibile, ci viene in aiuto l’intramontabile ingegno artigianale italiano con il progetto Reborn. Firmato da un gruppo di artigiani e ingegneri di Vicenza e Treviso, Reborn ha portato a rigenerare una Fiat Panda, che dopo una vita a benzina è risorta elettrica – non un mero esperimento da laboratorio, ma una realtà testata su oltre 10mila chilometri di strada.

“La nostra esperienza parte dalla collaborazione tra un gruppo di autoriparatori soci di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e una equipe di di ingegneri, tecnici e professionisti della mobilità elettrica. Assieme abbiamo realizzato il progetto per la stesura di una proposta di decreto ministeriale per la semplificazione della normativa sulla riqualificazione/trasformazione elettrica dei veicoli circolanti in Italia“, ci spiega Giancarlo Milanese, coordinatore dell’attività per lo sviluppo della mobilità elettrica dell’associazione, “contemporaneamente, assieme a Confartigianato Vicenza, attraverso il progetto Reborn ci siamo impegnati nello sviluppo del know-how nel campo dei sistemi di riqualificazione elettrica delle auto usate e nella qualificazione di una rete di autofficine specializzate nella trasformazione di auto tradizionali usate in auto elettriche”.

I problemi di omologazione, esistenti fino a pochi mesi fa, sono stati superati, come conferma Milanese: “ora possiamo contare sul Decreto n. 219 (Regolamento recante sistema di riqualificazione elettrica destinato ad equipaggiare autovetture M e N1), la norma che cambia le regole dell’omologazione dei veicoli retrofittati”, ovvero le auto “vecchie” in cui  vengono innestate nuove tecnologie (retrofit). Dall’omologazione, dunque, del singolo mezzo come “esemplare unico” ad una procedura del tutto simile a quella utilizzata per l’installazione degli impianti GPL/metano nelle auto, un’evidente semplificazione che apre la strada alla replicabilità del progetto su scala nazionale.

Il cammino però non è tutto in discesa e l’intensità dello sviluppo del settore ”dipenderà da alcuni fattori. In questo momento non esiste ancora una filiera completa. Con l’entrata in vigore del decreto, le aziende potranno creare dei kit per convertire qualsiasi auto tradizionale (diesel, benzina, metano, gpl) in elettrica. Il successo dipenderà molto anche dal fatto se le batterie verranno acquistate o se verranno prese a noleggio”. Un altro problema è poi la ricarica: “serve lo sviluppo di veri corridoi elettrici, non solo in zone urbane ma anche su lunghe percorrenze“.

Ma passiamo alle informazioni pratiche e di portafoglio: qual è il costo per dare nuova vita alla propria auto? “Per convertire un’automobile con un’autonomia fino ai cento chilometri potrebbero servire circa 6.000 euro”, spiega Milanese. “In questo momento l’auto elettrica, nuova o riconvertita, è una buona scelta soprattutto come seconda macchina. Non bisogna però dimenticare che costa, al chilometro, un quinto di un’auto tradizionale. Il risparmio vero viene dai ridotti costi di gestione e manutenzione rispetto a un motore a combustione”.

Gli artigiani di Vicenza e Treviso hanno fatto la loro ricerca di mercato “le nuove auto elettriche hanno raggiunto notevoli prestazioni tecniche e di autonomia, ma sono ancora troppo costose  se non addirittura impossibili da acquistare. Esistono però  automobilisti disponibili all’acquisto se il costo diventerà accessibile. E’ a questo tipo di potenziali clienti che il gruppo intende rivolgersi, offrendo auto elettriche retrofittate, efficienti, a zero emissioni e a zero consumi”.

Senza dimenticare le opportunità di lavoro per gli artigiani “La trasformazione può avvenire in una normale officina meccanica ed è proprio questo il valore aggiunto del retrofit: nessuna fabbrica, nuova specializzazione delle officine e nuovo impulso economico al mondo dell’auto“, aggiunge con uno slancio di ottimismo Milanese. “Il retrofit rappresenta una valida opportunità per lo sviluppo dell’economia del nostro territorio e per la sua tutela ambientale”. Ci credono tutti gli artigiani del gruppo, che hanno anche organizzato corsi di formazione, per diffondere il know how su “Come trasformare un auto in veicolo elettrico”. Più di sessanta loro colleghi veneti hanno già aderito, confermando un chiaro segno di interesse per questa “svolta green” delle officine.

Gian Basilio Nieddu

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