Home » Bollettino Europa »Rubriche » Rinnovabili: l’Unione Europea è un leader dal passo troppo lento. Parola di EEA:

Rinnovabili: l’Unione Europea è un leader dal passo troppo lento. Parola di EEA

marzo 21, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

L’Unione Europea, pur restando un attore che gioca “un ruolo di primo piano nello sviluppo di fonti di energia pulita”, ed essendo ai vertici mondiali “per quanto riguarda l’occupazione nel settore delle energie rinnovabili”, procede ancora a passo lento. Troppo lento.

È quanto si legge nel nuovo  rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) dal titolo “Renewable energy in Europe 2016: recent growth and knock-on effectsche rende una panoramica sull’impatto e la produzione di energia da fonti rinnovabili nel Vecchio Continente.

In effetti, i dati messi in chiaro dall’EEA mostrano che le fonti di energia rinnovabile hanno un ruolo chiave nella transizione energetica dell’Europa e sono complementari alle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, migliorando al contempo la sicurezza energetica del Continente. Nel 2014 il consumo finale lordo di energia è stato coperto per il 16% da fonti rinnovabili, quando solo nel 2012 era al 14,3%. Guardando all’era pre-crisi (anno 2005), questo significa una riduzione nella domanda di combustibili fossili di 110 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), che equivale ad una riduzione lorda delle emissioni di gas serra per 362 milioni di tonnellate (Mt). A subire il maggior tasso di sostituzione è stato infatti il carbone, il combustibile più inquinante.

Un quadro a prima vista brillante, ma che rispecchia una realtà nella quale si affacciano ancora parecchie zone d’ombra. L’EEA riporta, infatti,  che i finanziamenti pubblici in ricerca e sviluppo per le nuove fonti di energia rinnovabile, seppur aumentati tra il 2005 e il 2013, sono cresciuti ad un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti. Un dato che rende reale il rischio di “perdere” le tecnologie chiave di domani. Nel campo degli investimenti in tecnologie rinnovabili, l’UE, del resto, è stata già superata nel 2013 dalla Cina.

Nel caso degli impieghi nel settore, nel 2014 le energie rinnovabili contavano oltre un milione di addetti, generando un giro d’affari stimato in circa 143,6 miliardi di euro. Tuttavia, tra il 2013 e il 2014 il numero degli occupati nel settore è diminuito, passando dagli iniziali 1,15 milioni agli attuali 1,11 milioni posti di lavoro (-44 mila unità).

Lo stesso percorso si registra se si scende nel dettaglio di alcuni Stati Membri. Germania, Italia e  Spagna hanno raggiunto la più grande riduzione del consumo domestico di combustibili fossili e delle relative emissioni di gas serra. Questo nel 2013. Tuttavia, se prendiamo il nostro Paese, vediamo che “sta mollando la presa”. L’Italia, dopo anni di relativi successi, si è incamminata su un percorso più simile a quello del resto del Continente.

C’è poi un ulteriore aspetto dello sviluppo sostenibile affrontato nel documento, quello dei flussi di materia. Il direttore esecutivo dell’EEA, Hans Bruyninckx, spiega che attualmente il nostro uso delle risorse naturali “non è sostenibile e sta creando eccessiva pressione sul nostro Pianeta. Abbiamo bisogno di facilitare una transizione verso un’economia circolare”, andando oltre la sola gestione dei rifiuti e il loro riciclo ed intervenendo a monte dei processi produttivi, con investimenti significativi in innovazione. “In Europa e nel mondo – continua Bruyninckx – stiamo consumando ed estraendo più risorse di quanto il nostro pianeta possa ricrearne in un dato momento. Un’economia circolare si sforza di ridurre il ‘flusso’ di nuove risorse, in particolare di quelle risorse non rinnovabili”.

Secondo il direttore dell’EEA, oggi nessun Paese ha centrato il duplice obiettivo “di vivere bene all’interno dei propri limiti naturali, ma ci sono alcuni segnali incoraggianti”. L’Unione Europea ha iniziato a spezzare il legame tra crescita economica e consumo di energia e materiali. Un’ambizione tutt’altro che sufficiente per rimanere ai vertici dell’economia circolare a livello globale. Il benessere dei cittadini UE dipenderà strettamente dalla capacità dell’Europa di “tornare ad accelerare”. Di saper anticipare le mosse sul piano tecnologico e culturale rispetto ad altre realtà come USA o Cina.

Beatrice Credi

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Clean Cliff Project: il progetto di salvaguardia delle scogliere nato da due tuffatori estremi

maggio 4, 2019

Clean Cliff Project: il progetto di salvaguardia delle scogliere nato da due tuffatori estremi

Per la prima volta dalla nascita di questa competizione sportiva, uno speciale progetto di salvaguardia ambientale, accompagnerà la Red Bull Cliff Diving World Series, il campionato mondiale di tuffo da scogliere naturali, per lanciare un forte messaggio in difesa degli oceani, grazie alla volontà e tenacia di due giovanissimi campioni: Eleanor Townsend Smart, high diver americana, e Owen Weymouth, [...]

Amianto: sono ancora 125 milioni i lavoratori esposti al “killer silenzioso”

aprile 29, 2019

Amianto: sono ancora 125 milioni i lavoratori esposti al “killer silenzioso”

Domenica 28 aprile si è celebrata la “Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto”, una ricorrenza per ricordare che, ancora oggi, sono circa 125 milioni i lavoratori esposti alla fibra killer, che provoca non meno di 107.000 decessi ogni anno (secondo le stime OMS), di cui circa 6.000 solo in Italia. Una guerra al “killer silenzioso” che non può essere vinta [...]

Grande successo della Formula E a Roma. Campionato elettrico in crescita

aprile 15, 2019

Grande successo della Formula E a Roma. Campionato elettrico in crescita

Il neozelandese Mitch Evans, del team Panasonic Jaguar, si è aggiudicato sabato 13 aprile il Gran Premio di Roma, settima tappa del campionato mondiale ABB FIA Formula E, “la formula 1 delle auto elettriche”. Al secondo posto Andrè Lotterer su DS Techeetah e al terzo Stoffel Vandoorne del team HWA Racelab. Secondo le stime degli organizzatori la gara è stata seguita [...]

ECOMED Green Expo: Catania apre la via della green economy al Mediterraneo

marzo 29, 2019

ECOMED Green Expo: Catania apre la via della green economy al Mediterraneo

Dall’11 al 13 aprile la città di Catania si prepara a ospitare ECOMED, la prima “green expo” siciliana dedicata ai temi della green economy e dell’economia circolare, riletti in prospettiva mediterranea (e non solo nazionale). Per tre giorni il più grande centro fieristico ai piedi dell’Etna – le suggestive “Ciminiere” – sarà la casa di [...]

Vendemmia 2099 in anticipo di 4 settimane. In Trentino uno studio indaga l’effetto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura

marzo 15, 2019

Vendemmia 2099 in anticipo di 4 settimane. In Trentino uno studio indaga l’effetto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura

Come sarà la viticoltura in Trentino nel 2099? A causa dei cambiamenti climatici tra 80 anni si vendemmierà con un anticipo fino alle 4 settimane. A calcolarlo è uno studio interdisciplinare condotto da Fondazione Edmund Mach e Centro C3A con l’Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler. Lo studio indaga l’impatto dei cambiamenti climatici sulle fasi [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende