Home » Bollettino Europa »Rubriche » Rinnovabili: torna il vento in poppa all’Unione Europea:

Rinnovabili: torna il vento in poppa all’Unione Europea

ottobre 2, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

Puntare sull’eolico per raggiungere l’indipendenza energetica. È questa, in estrema sintesi, la strategia dell’Unione Europea descritta dal vicepresidente della Commissione UE per l’Unione Energetica, Maroš Šefčovič, durante il Wind Europe Summit 2016 ad Amburgo.

Nel maxi piano comunitario dedicato alla transizione delle politiche energetiche europee, quindi, il vento è la risorsa privilegiata. L’obiettivo è che l’Unione Europea entro il 2030 produca energia da fonti rinnovabili almeno per il 27%, così da ridurre le emissioni del 40% entro lo stesso anno. “Abbiamo ridotto le emissioni provocate dall’effetto serra del 24% e questa è una buona notizia”, ha dichiarato Šefčovič, “Inoltre, qualcosa come 9 milioni di nuovi posti di lavoro nel 2014 sono legati al processo di transizione a un sistema basato su basse emissioni di carbonio. Si prevede che per il 2030 questo tipo di posti di lavoro saranno 18 milioni”. Ha poi aggiunto.

Ma c’è un fenomeno interessante che il Commissario non ha sottolineato e che emerge, invece, dall’ultimo rapporto del centro studi CE Delft, commissionato da Greenpeace. Nel documento non si evidenzia solo un crescente aumento del ricorso alle energie rinnovabili nell’UE, ma un ruolo dei consumatori di energia sempre più determinante. Si tratta degli “energy citizens, come si legge nello studio. “Un numero sempre crescente di famiglie, organizzazioni pubbliche e piccoli imprenditori vogliono produrre energia, rispondere ai cambiamenti della domanda o immagazzinare energia nei momenti di eccesso di offerta”. Con questo termine non si intendono, infatti, soltanto le utenze domestiche, ma il concetto va allargato anche alle piccole e medie imprese, nonché agli edifici pubblici. I cittadini vanno considerati sia come singoli sia come partecipanti a consorzi e progetti collettivi. Entro il 2050 un cittadino su due dell’Unione Europea (pari a 264 milioni di persone) potrebbe produrre da sé l’energia che gli è necessaria e magari rivenderne sul mercato una parte. Se si raggiungesse questa quota, l’autoproduzione potrebbe coprire fino al 45% della domanda di tutta l’UE. Questa trasformazione si deve principalmente ai minori costi degli impianti fotovoltaici e, anche in questo caso, all’ingresso del mini-eolico sul mercato.

L’apporto dei singoli stati è ovviamente differenziato: in testa troviamo la Svezia, che già da tempo si è data obiettivi sulle rinnovabili ancora più sfidanti di quelli stabiliti da Bruxelles: al 2050, nel paese scandinavo i cittadini autosufficienti potrebbero essere il 79%. Mentre potrebbe essere la Lettonia la nazione dove l’energia autoprodotta coprirà la quota più alta della domanda complessiva, (83%).

Alla luce di questi dati, Greenpeace ha avanzato una serie di richieste a Bruxelles da inserire nella revisione della Direttiva sulle Energie rinnovabili. Tra queste si prevedono: tariffe adeguate per i cittadini che immettono in rete l’elettricità prodotta in eccesso e che utilizzano sistemi di accumulo e sono impegnati nella gestione della domanda; priorità di accesso alla rete a tutti i progetti degli energy citizens; esenzione degli aiuti di stato per i progetti legati alla generazione distribuita, a prescindere dalle dimensioni del progetto e una semplificazione normativa delle procedure.

Al di là delle incoraggiati parole di Šefčovič, l’impegno degli energy citizens è infatti davvero determinante. Per capirlo, basta dare un’occhiata agli ultimi dati pubblicati da Eurostat. Nella relazione dal titolo “Shedding light on energy in the EU“, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea analizza da dove proviene l’energia che consumiamo, quanto siamo dipendenti dalle importazioni, quanto i vari Paesi siano efficienti nel consumi energetici e offre interessanti spunti per comprendere meglio quali saranno le prossime sfide che dovrà affrontare l’Unione dell’energia.

Nello studio si legge che nel 2014 l’UE ha prodotto circa un terzo (35%) della propria energia, mentre ne sono stati importati due terzi (65%). Il nucleare, con il 29% della produzione totale di energia dell’UE, ha rappresentato nel 2014 la fonte maggiore. Le energie rinnovabili, con il 25% sono la seconda fonte, seguita da combustibili solidi (19%), il gas naturale (15 %) e olio greggio (9%).

La quota di energie rinnovabili nel consumo di energia è aumentata costantemente tra il 2004 e il 2014, dall’8,5% al 16,0%, avvicinandosi al target europeo del 20% entro il 2020. In alcuni paesi la percentuale prevista dai target europei è già stata raggiunta, come in Svezia (52,6%), Austria, Finlandia (38,7%) e Italia. I paesi in cui la percentuale di energia provniente dalle rinnovabili è più bassa sono invece Lussemburgo (4,5%), Malta (4,7%), Paesi Bassi (5,5%) e Regno Unito (7,0%). Tutti gli Stati membri hanno aumentato la loro quota di energie rinnovabili tra il 2004 e il 2014, dodici hanno almeno raddoppiato la loro quota. Tuttavia, se si guarda ai consumi finali, appena il 7,7% dell’energia consumata in Europa arriva da fonti rinnovabili. Il petrolio copre poco meno del 40%, mentre circa un quinto della potenza consumata deriva dal gas naturale. Gli stati europei devono quindi impegnarsi di più per raggiungere i target fissati dall’Europa e aumentare la quota di rinnovabili nei consumi finali.

Intanto, dopo l’approvazione preliminare, da parte del Consiglio Ambiente di Bruxelles del 30 settembre, della ratifica dell’Accordo di Parigi, la UE ha avviato il percorso formale che dovrà portare all’approvazione da parte del Parlamento in tempo utile per arrivare all’ONU il 7 ottobre con “le carta a posto” e poter partecipare da protagonista alla COP22 di Marrakech a novembre.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Tere Group progetta MEMO, il camion dimostrativo alimentato con biometano da alghe

luglio 27, 2017

Tere Group progetta MEMO, il camion dimostrativo alimentato con biometano da alghe

Con la collaborazione diretta della casa madre italiana Tere Group Srl, detentrice della tecnologia e insieme ad UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia), L.I.S.T. (Luxembourg Institute of Science and Technology) e altri partner lussemburghesi, la nuova società Tere Group Lux S.A avvierà un innovativo progetto rivolto alla costruzione di MEMO (Mezzo Operativo Mobile), un [...]

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

luglio 26, 2017

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

E’ una delle tendenze di questa estate, ma è in crescita da diversi mesi a giudicare dai dati Google e social: gli italiani amano sempre di più utilizzare prodotti “per il benessere sessuale della coppia”. Solo nelle ultime settimane le ricerche sul web per i sex toys hanno registrato un aumento del 300%. Tendenza che riguarda [...]

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

luglio 25, 2017

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

Cocoon, incubatrice biodegradabile brevettata dall’azienda olandese Land Life Company, potrebbe aiutare a riforestare i territori italiani colpiti da siccità e incendi rivitalizzando ecosistemi degradati e comunità, come sta già succedendo in 24 Paesi nel mondo. Sono infatti due miliardi gli ettari di terreno degradati nel mondo, un’area più grande di quella dell’intero Sudamerica. Tanto che [...]

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

luglio 25, 2017

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

Reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale in campo per prevenire e contrastare gli incendi estivi che stanno causando ingenti danni in molte regioni italiane. E’ la Regione Emilia Romagna, con il supporto della Protezione Civile, a lanciare  un progetto pilota che interessa due siti dell’Appennino tra Modena e Ferrara. Qui sono state installate stazioni di monitoraggio composte da [...]

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

luglio 25, 2017

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

“È necessario uscire dalla logica dell’emergenza per la mancanza di risorse idriche poiché l’intervento emergenziale, in una fase di grave siccità come quella che stiamo attraversando, rischia di portare al nulla”. Lo afferma Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi. Il binomio caldo-siccità, in questa torrida estate [...]

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

luglio 24, 2017

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

Un’autovettura a energia solare? E’ già in circolazione sulle nostre strade, si tratta della Toyota Prius PHV, lanciata sul mercato a febbraio 2017, è dotata dei “Moduli Fotovoltaici HIT per Automobile” di produzione Panasonic. Il modello è definito un plug-in hybrid (PHV) perché rappresenta l’evoluzione dal sistema hybrid verso un veicolo sempre più elettrico. La [...]

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

luglio 24, 2017

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

Seconda vittoria legale dell’Abruzzo in pochi giorni: la Corte Costituzionale, con sentenza 198/2017, ha annullato il decreto “Trivelle” del 2015 in quanto emanato senza preventiva intesa con le Regioni: “Non spettava allo Stato e per esso al Ministro dello Sviluppo Economico – scrive la Consulta – adottare il decreto del 25 marzo 2015 senza adeguato coinvolgimento [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende