Home » Bollettino Europa »Rubriche » Risparmio energetico: verso l’etichetta di efficienza anche per pc e data center:

Risparmio energetico: verso l’etichetta di efficienza anche per pc e data center

marzo 4, 2013 Bollettino Europa, Rubriche

Nell’Unione Europea è tempo di tornare a parlare di risparmio energetico. Il Vecchio Continente è, infatti, ad un punto cruciale per quanto riguarda la Direttiva Ecodesign, la legislazione disegnata per promuovere la progettazione e la commercializzazione di apparecchi con un ridotto consumo energetico.

Pubblicata dalla Commissione UE il 6 luglio del 2005, la Direttiva, chiamata anche EuP – Energy using Products, il 20 novembre 2009 è stata sostituita da una nuova versione (2009/125/CE). La modifica più importante risiede nel fatto che l’ambito di applicazione, ossia i “Prodotti che consumano energia”, è stato ampliato allo scopo di comprendere “prodotti connessi all’energia” e la norma viene oggi abbreviata con “Direttiva ErP”. Lo scopo è, naturalmente, ridurre il consumo di energia e altri impatti ambientali negativi.

L’obiettivo per il 2020 è una riduzione del 12% del consumo del 2007, un risultato ancora molto lontano. Per fare un esempio sull’entità del risparmio energetico possibile, basta guardare alle stime previste per alcuni dispositivi ancora da standardizzare con le nuove regole. I trasformatori elettrici, ad esempio, consumano in Europa 80 TWh (terawattora) di energia elettrica, e 34 milioni di tonnellate di CO2. Non attuando alcuna misura, nel 2020 queste due cifre dovrebbero arrivare a 92 TWh e a 39 Mt. Dare una forte sterzata verso l’efficienza energetica vorrebbe, quindi, dire essere all’avanguardia nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella definizione di eco-misure di sostenibilità a livello mondiale. Senza dimenticare i benefici in termini di risparmio economico per i cittadini. Da uno studio di ECOFYS, dal titolo “Saving energy: bringing down Europe’s energy prices for 2020 and beyond”, si stima in 250 miliardi di Euro l’anno il risparmio complessivo ottenibile in Europa attraverso politiche di efficienza energetica. Un dato ottenuto considerando un arco temporale da qui al 2030.

Purtroppo però, la Direttiva ha tempi molto lenti. Per ora solo pochi prodotti hanno recepito gli standard nuovi per essere messi sul mercato; hanno, cioè, completato l’iter che porta alla standardizzazione delle modalità produttive e dei livelli di consumo massimo permessi, nonché alla commercializzazione con le nuove etichette energetiche. La maggioranza delle quali riguarda, ad oggi, gli elettrodomestici, di cui l’Italia, dopo la Germania, è il più grande produttore d’Europa. Tuttavia, il Parlamento Europeo sarà a breve chiamato a stabilire i nuovi standard di efficienza energetica di server e personal computer. Le associazioni ambientaliste europee, tra le quali anche Legambiente, chiedono agli Eurodeputati standard più stringenti di quelli proposti dalla Commissione Europea, per ottenere risparmi seri e consistenti. Il documento attuale, infatti, che le case di produzione dovrebbero adottare entro il 2014, propone standard di consumo che la maggior parte dei computer di casa o da ufficio in commercio hanno già applicato dal 2011. Parametri sostanzialmente vecchi. Si tratta dei consumi durante le fasi di stand-by o di pausa, non quelli col computer in uso, proprio per non porre limiti alla qualità delle performance del prodotto. C’è, inoltre, da notare che per i computer non esiste neanche l’etichetta energetica per aiutare il consumatore ad indirizzarsi verso i dispositivi più “risparmiosi”. In concreto, si propone di puntare almeno al 20% in meno di consumo energetico (50% per le schede grafiche) quando il computer è in pausa o in stand-by, e di introdurre misure di attenzione verso lo smaltimento dei pc, l’impiego di materie riciclate nella produzione e la diminuzione di sostanze tossiche al loro interno. Tutte istanze ad oggi assenti nella bozza della Commissione.

Quella che si propone è quindi una regolamentazione del settore più coraggiosa, in grado di presentare ai grandi produttori soluzioni convincenti in modo tale da spingerli ad abbracciare soluzioni green ICT, anche in termini di server e data storage, vista soprattutto la grande e rapida diffusione del cloud computing.

Tuttavia, le iniziative in tema di risparmio energetico, soprattutto legato alle tecnologie informatiche, non si arrestano qui. La Commissione Europea ha, infatti, diffuso un Codice di Condotta volontario sull’efficienza energetica dei Data Center. Un programma rivolto a tutti gli operatori di Data Center che intende dimostrare l’impegno di un’azienda nei confronti dell’efficienza energetica dei sistemi ICT. Il Codice di Condotta comprende anche un documento sulle migliori prassi. L’adesione al Codice, al momento, è volontaria.

L’economia 2.0 non è infatti a costo zero dal punto di vista energetico, ma pare, tuttavia, che chi lavora in questo campo non ne sia così consapevole. Lo rivela una ricerca di Emerson Network Power condotta su 341 professionisti. Dalla quale emerge che il 43% di loro non è a conoscenza degli obiettivi energetici europei del programma 20-20-20, che prevede di ottenere entro il 2020 la riduzione delle emissioni di gas serra almeno del 20%, la generazione del 20% dell’energia consumata mediante fonti rinnovabili, la riduzione del 20%dell’uso di energia primaria rispetto ai livelli proiettati. Il sondaggio ha anche rilevato che soltanto il 21% ha già adottato iniziative per uniformarsi ai requisiti. E il 63% di coloro che sono consapevoli di tali requisiti esprimono preoccupazione per l’effetto che il nuovo Codice avrà sull’attività del Data Center.

Il sondaggio di Emerson Network Power rivela però anche alcune note positive. La conoscenza degli obiettivi UE, per esempio, ha indotto quasi tre professionisti del settore su cinque (il 57%) a utilizzare apparecchiature IT più efficienti in termini di consumo energetico. Il 72% indica che l’efficienza energetica è una delle più importanti valutazioni da fare quando si acquistano apparecchiature per il Data Center. Inoltre, le difficoltà sollevate da questi obiettivi non hanno comunque indotto a valutare il trasferimento del Data Center in Paesi con meno restrizioni: soltanto il 3% ha, infatti, adottato questa strategia. Oltre un quarto delle aziende interpellate, infine, può già contare su iniziative ecologiche in ambito aziendale. L’indagine ha anche considerato l’energia rinnovabile: la metà degli intervistati ha indicato nell’energia solare la fonte preferita di energia rinnovabile per alimentare il Data Center primario, ma ha anche affermato che il costo è la principale causa della mancata adozione di fonti rinnovabili di energia.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Come diventare eco-istruttori di windsurf. Il nuovo corso AICS

maggio 21, 2018

Come diventare eco-istruttori di windsurf. Il nuovo corso AICS

Si chiamano eco-istruttori di sport da tavola e rappresentano l’ultima frontiera dell’unione tra sport professionale, ambiente e alimentazione. Nella pratica, i corsi di formazione oltre a prevedere temi rigorosamente didattici per lo svolgimento dell’insegnamento sportivo, includeranno elementi di cultura ambientale ed alimentare. Sono quindi riservati a chi vuole fare del brevetto di istruttore di surf [...]

Il MAcA di Torino inaugura il nuovo “guscio” per le mostre sui temi ambientali

maggio 18, 2018

Il MAcA di Torino inaugura il nuovo “guscio” per le mostre sui temi ambientali

Il Museo A come Ambiente – MAcA di Torino ha inaugurato, il 16 maggio, il Padiglione Guscio, la nuova area del Museo destinata ad accogliere le mostre temporanee e le iniziative pensate per il grande pubblico. Progettato dall’architetto Agostino Magnaghi, il “Guscio” è una struttura a quarto di cilindro che occupa un’area di 245 mq [...]

“Aree interne”: come contrastare spopolamento e carenza di servizi?

maggio 16, 2018

“Aree interne”: come contrastare spopolamento e carenza di servizi?

La comunità delle “aree interne”, di cui fanno parte più di mille Comuni in tutta Italia, ha scelto quest’anno la Val Maira per il proprio incontro annuale. Ad Acceglio (CN), il 17 e 18 maggio, sono infatti attese circa duecento persone, per discutere insieme l’avanzamento nell’attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), che la [...]

“Green Apple Days”: GBC Italia entra nelle scuole per parlare di sostenibilità ambientale

maggio 15, 2018

“Green Apple Days”: GBC Italia entra nelle scuole per parlare di sostenibilità ambientale

Anche quest’anno GBC Italia, il Green Building Council di Rovereto, ritorna nelle scuola italiane con Green Apple Days of Service, un’iniziativa lanciata, in origine, negli USA da USGBC per approfondire i temi della sostenibilità, con attività e workshop volti ad educare bambini e ragazzi al rispetto della natura e al risparmio delle risorse naturali. Con più di 700 milioni [...]

Kloters lancia RepAir, la t-shirt che cattura l’inquinamento

maggio 14, 2018

Kloters lancia RepAir, la t-shirt che cattura l’inquinamento

Ogni anno nel mondo si vendono miliardi di t-shirt. Cosa succederebbe se tra queste ne esistesse una in grado di pulire l’aria? Se lo è chiesto Kloters, start up di moda maschile, 100% made in Italy. La risposta è RepAir, una maglia genderless in cotone, prodotta interamente in Italia, che pulisce l’aria utilizzando un inserto [...]

ADSI: accordo a quattro per la tutela dei beni artistici e architettonici italiani

maggio 14, 2018

ADSI: accordo a quattro per la tutela dei beni artistici e architettonici italiani

ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane ha annunciato oggi di aver siglato accordi di partnership con tre importanti aziende italiane, a diverso titolo impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale del nostro Paese: Mapei, Repower e Urban Vision. Obiettivo delle partnership è promuovere iniziative comuni che contribuiscano a diffondere la consapevolezza e le competenze necessarie a proteggere e tutelare i beni [...]

“I Venti Buoni”: al mercato Testaccio di Roma api e scoperte scientifiche

maggio 7, 2018

“I Venti Buoni”: al mercato Testaccio di Roma api e scoperte scientifiche

Inaugurata al mercato Testaccio di Roma l’istallazione fotografica “I Venti Buoni” che vede come protagoniste 20 arnie scelte per rappresentare alcuni dei più importanti scienziati della storia. Dal padre del metodo scientifico Galileo Galilei fino al recentemente scomparso Stephen Hawking, passando dalle pionieristiche scoperte di Marie Curie (unica donna ad aver vinto due premi Nobel) [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende