Home » Racconti d'Ambiente »Rubriche » Rubare l’erba a Roaschia:

Rubare l’erba a Roaschia

settembre 13, 2011 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Per la rubrica “Racconti d’Ambiente” pubblichiamo oggi un estratto del libro “Rubare l’erba”, di Marco Aimeedito da Ponte alle Grazie (pag. 120 , 12.00 euro ).

Partivano. La gente di queste parti è sempre partita. Da questa borgata, da questa valle. Non per salire sulle creste, per vedere un orizzonte nuovo o per conoscere posti diversi. No. Partiva perchè ci sono terre dove vivere è un lusso che non ci si può concedere sempre. Non tutto l’anno. E allora si va, finchè ci sono posti dove andare.

Dovevi vedere la piazza quando partivamo, era piena di pecore. Ce n’erano dappertutto! Toni si gratta la testa sotto il cappello di panno, guarda verso il campanile che si infila in un cielo livido dal freddo. La Ruera era bianca! Tutta coperta di pecore. Tu forse non te lo ricordi nemmeno.

No, non me lo ricordo, ma non per l’età. Non me lo ricordo perchè io a Roaschia ci andavo in vacanza da bambino, nei primi anni Sessanta. Ci andavo in luglio o in agosto, ma i pastori partivano dopo, quando l’odore del primo umido d’autunno calava sul paese. Le nuvole iniziavano ad arrotolarsi su se stesse e a compattarsi, preparandosi ai grandi lavori dell’inverno. Ora mi sembra persino strano essere qui, a fare una ricerca, a fare l’antropologo. Di solito un antropologo si occupa di cose lontane, va a ficcare il naso nelle case di gente straniera, diversa da lui. Quanto sono diversi Toni e gli altri pastori da me? Tanto, abbastanza da stupirmi con quei loro racconti, da spingermi a cercare nelle pieghe della loro storia, e per niente, perchè anche se non mi ricordo quella piazza con tutte quelle pecore, dei pastori sì che mi ricordo. Ne sentivo sempre parlare a casa, dai miei, dai nonni, e quando, da bambino, non volevo mangiare qualcosa e facevo lo schizzinoso, mi dicevano sempre: Dovresti andare un po’ con i pastori, vedi che impareresti! Era una minaccia.

I pastori arrivavano qui a Roaschia dalla val Pesio, dalla val Vermenagna, dalla valle Stura, dalla val Chisone, da quegli alpeggi dove avevano passato l’estate. Si ritrovavano in paese, prima di andarsene di nuovo. Era sempre la stessa scena, uguale tutti gli anni.

Roaschia era combinata così, c’erano tre mestieri in pista: contadino, pastore e commerciante. Tutti e tre ti portavano via. Lo dice senza rabbia, Toni, e senza rimpianto. Lo dice così, come si parla di una cosa di cui non si può fare a meno. Come la pioggia, la neve, il fulmine, il lupo.

Partivano.

A ottobre prendevamo il cartun e andavamo al campeggio, aggiunge Toni ridendo. Era così, ogni famiglia aveva il suo carro e il mulo davanti.

Io ho due figli, racconta Margherita, sua moglie, una donna magra, occhi azzurri e vivaci sotto i capelli bianchi, e li ho fatti a tredici mesi uno dall’altro. Tutti e due in viaggio. Quando uno nasceva, lo caricavi sul carro e via. Io a volte dovevo andare a vendere la ricotta con la bicicletta e Toni, quando doveva partire, legava i piccoli sopra il carro perchè non cadessero. Ah, una vita… Margherita ha uno sguardo dolce, ma si vede che è una donna forte, che è inciampata nelle fatiche della vita, ma senza farne un dramma.

Una nebbia pesante si accascia sulla neve gelata che copre i pochi prati attorno al paese. Pochi oggi, ma quando ero piccolo quei castagneti che adesso coprono le rive del Bial non c’erano. Era tutto prato. I Funtanil erano uno scivolo d’erba smeraldo, da salire cento volte al giorno e da rotolarci giù. I castagni erano più in alto, molto più in su. Ora sono scesi. La loro pazienza ha avuto ragione degli uomini che li tagliavano. Dovevano farlo, per sopravvivere. Ma sono andati via, via da questo paese troppo stretto e ombroso. Da questa conca a cui la punta del Casternaut toglie il sole per tanti mesi l’anno.

Roaschia era un paese fatto per andarci via. Incastonato al fondo di una valle chiusa, stretta, dura. Un pugno di case in basso e più di trenta borgate (i teit, come li chiamano qui), sparse, arroccate sulla pietra, aggrappate ai pendii, affogate nei castagni. Dove si poteva vivere, i roaschini lo hanno fatto. Ogni metro quadrato è stato limato, scalpellato, scavato per farci una casa. Gli uomini sono tenaci, ma possono fino a un certo punto. Poi basta. Non c’è più spazio, e allora bisogna partire. Andare via. Via di qui, da questo paese ingoiato dalle montagne, al fondo di una valle, che è anche il fondo della strada. Come a dire: di qui non si va da nessuna parte. Invece partivano, via da Roaschia, il paese dei miei nonni, materni e paterni. Non quello dei miei genitori, no, loro sono nati a Torino e mia madre è cresciuta a Savona. Perchè quella di Roaschia era gente che partiva, partiva sempre.

Marco Aime*

*Marco Aime, torinese, insegna Antropologia culturale presso l’università di Genova. Tra gli ultimi libri pubblicati,Eccessi di culture (Einaudi 2004); L’incontro mancato (Bollati Boringhieri, 2005); Il primo libro di antropologia(Einaudi 2008); Timbuctu (Einaudi, 2008).

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

novembre 10, 2017

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

Il Gruppo Sanpellegrino, leader italiano del settore beverage e acque minerali, con 1.500 dipendenti e 900 milioni di euro di fatturato, ha realizzato, per la prima volta, un Report sulla “creazione di valore condiviso”, per raccogliere e diffondere i dati relativi alle azioni di CSR (corporate social responsibility) avviate negli ultimi anni. Dal quadro tracciato [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende