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Sabox: dalla Campania l’eccellenza del cartone riciclato

aprile 17, 2013 Campioni d'Italia, Rubriche

Il futuro, per Sabox, è arrivato nel 2008. “Mi trovavo in un ristorante di Boston. Nell’attesa la mia attenzione si focalizzò sulla tovaglietta sottopiatto, sulla quale la direzione riportava un solenne impegno al rispetto dei clienti, dei lavoratori e dell’ambiente. Quel foglio di carta colpì così tanto la mia immaginazione da portarlo con me in Italia, per divenire fonte di ispirazione per una nuova strategia aziendale che, a seguito della crisi dei rifiuti di Napoli, si stava già orientando verso una soluzione green”, racconta l’amministratore Aldo Savarese. Cinque anni fa, di fronte agli ennesimi cumuli di rifiuti agli angoli delle strade, l’azienda campana produttrice di imballaggi in cartone ondulato con sede a Nocera Superiore, in provincia di Salerno, ha deciso che quello era il momento della svolta in chiave sostenibile.

“Le scatole erano ovunque e rischiavano di venire percepite come una minaccia ambientale. Noi abbiamo voluto invece trasformale in risorsa”. Attraverso un progetto di riduzione dell’impatto ambientale dell’impresa, il Green Project, da cui è nata  la Green Paper, un cartone prodotto al 100% con macero regionale. Materia prima, a sua volta, per GrenBoxX e GrenTray, una scatola e un vassoio per il packaging di prodotti alimentari, a partire da quelli del distretto conserviero-pastaio in cui ha sede la stessa Sabox. “L’intera attività dell’azienda – si legge nel primo bilancio sociale pubblicato nel 2010 – è stata riorganizzata, quasi come una rivoluzione copernicana, per ridurre l’impatto ambientale dell’azienda e contribuire attivamente alla tutela dell’ambiente”. Misure che hanno riguardato lo sviluppo di nuovi prodotti ecosostenibili, l’organizzazione dei trasporti dei materiali, fatti con automezzi maxi volume a basse emissioni e completamente saturati, l’uso di materie prime e ausiliarie di fabbricazione a basso impatto ambientale, la riduzione dei consumi energetici e idrici, la certificazione FSC degli imballaggi in cartone. “Il programma produce risparmi medi di energia ed emissioni di circa il 20% annuo, generando risorse che vengono reinvestite anche nella ricerca e sviluppo di prodotti innovativi e sostenibili”, aggiunge Savarese.

L’azienda fa parte del gruppo Sada, che gestisce tutta la filiera della produzione di imballaggi: “Partiamo dalla raccolta differenziata che arriva nella nostra cartiera. Poi, un altro stabilimento produce cartone, e un altro ancora le scatole. Siamo i più bravi in Italia a usare il macero, e dal 2008 abbiamo iniziato a comunicarlo. Con la Green Paper abbiamo voluto così nobilitare un prodotto derivante dalla raccolta differenziata”. Nel 2010 Sabox ha aderito all’Associazione Greencommerce (attraverso la quale commercializza anche arredamento in cartone) e nell’ottobre 2011, prima azienda in Italia, ha ottenuto dall’inglese Carbon Trust il Carbon Trust Standard, una delle certificazioni principali al livello mondiale nel settore della riduzione dell’impronta di carbonio. L’istituto ha messo nero su bianco gli importanti risultati raggiunti in termini di taglio delle emissioni, diminuite dal 2010 al 2011 del -19,2%. Secondo l’analisi del ciclo di vita del prodotto (LCA) della scatola e del vassoio in Green paper, condotto in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca, nello stesso periodo la carbon footprint associata alla produzione di una tonnellata di questi prodotti è è diminuita del 25,9%, passando da 993 a 735.5 kg diCO2 equivalente.

All’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti, si aggiunge quello che Savarese chiama “il consumo di prossimità”: “Circa l’80% degli imballaggi che produciamo è destinato ad aziende che si trovano in un raggio di 10 chilometri, e lo stesso macero è a filiera corta, perché proviene dalla raccolta differenziata della regione. Siamo convinti infatti che il riciclo sia una risorsa da far rimanere sul territorio, dove può contribuire allo sviluppo economico e creare posti di lavoro”. Tra i clienti ci sono il Pastificio Garofalo di Gragnano e il gruppo conserviero quotato in borsa La Doria: aziende che non solo usano le scatole Sabox per inviare i loro prodotti nei supermercati di tutto il mondo,  ma anche come mezzo per testimoniare la propria sensibilità ambientale. Un aspetto diventato un importante valore aggiunto: “I principali clienti di Sabox sono fornitori dei big retailers della grande distribuzione mondiale. Molti di questi, primi tra tutti Tesco e Wal-Mart, hanno definito chiari ed ambiziosi obiettivi di riduzione di CO2, anche lungo la loro supply-chain così come le multinazionali Unilever, Danone, Nestlè”. In quest’ottica, con GreenBoxX Sabox può offrire “un prodotto che, con dati certificati, produce tagli di emissioni immediate rispetto al packaging standard e quindi aiuta il proprio cliente a coadiuvare le politiche di riduzione della grande distribuzione mondiale”.

E sulla dimensione locale si basano due progetti ambiziosi lanciati dall’azienda: da una parte l’idea di una conversione in chiave sostenibile dell’intero distretto conserviero-pastaio, dall’altra la rete 100% Campania, formata dalle industrie campane del ciclo di lavorazione della carta. “Abbiamo appena formato un consorzio, di cui fanno parte anche i nostri concorrenti. È un modo nuovo di fare impresa: insieme porteremo avanti iniziative per promuovere la raccolta differenziata alcune zone di Napoli e nelle scuole”.

Veronica Ulivieri

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