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Scienza per i piccoli: “Facciamo il pieno di energie!”

marzo 11, 2014 Racconti d'Ambiente, Rubriche

Lea, Felicia e Carola prendono il treno per trascorrere le vacanze di Pasqua dai loro nonni scienziati. Dal finestrino vedono le macchine sull’autostrada, campi di pale eoliche, una centrale elettrica… quante domande da fare al nonno! Per la rubrica “Racconti d’Ambiente“, pubblichiamo oggi un estratto del libro “Facciamo il pieno di energie!“, da poco pubblicato dalla Casa Editrice Dedalo. L’autore, Pierre Papon, illustra con linguaggio semplice che cos’è l’energia e quanti tipi ne esistono: cinetica, meccanica, elettrica, eolica, nucleare, solare. Nell’estratto che pubblichiamo, i piccoli protagonisti vanno alla scoperta di un mulino.

L’indomani tutta la famiglia va al villaggio. Oscar, con il suo monopattino, è in testa.

Lea – Nonno, ieri hai detto che a Esvres c’è una pala eolica. Andiamo a vederla? Il nonno – Buona idea! Il gruppetto si dirige verso il municipio per informarsi sui giorni di visita. La nonna – Guarda un po’, sta arrivando il sindaco, la nostra amica Lucie. Il sindaco – Buongiorno ragazzi! Vedo che tutti i cugini si sono riuniti per le vacanze! Oscar – Io ho portato il mio monopattino ibrido dal Giappone. Il sindaco – Una piccola meraviglia che gli abitanti del comune troveranno senz’altro interessante. Potresti prestarmelo per esporlo sulla piazza del municipio. Oscar – Non se ne parla neanche, potreste sciuparmelo! Lea – Ci piacerebbe visitare la vostra pala eolica: tutto quello che riguarda l’energia ci interessa molto. Il sindaco – Buona idea: è una bella pala eolica, un pezzo storico! Si può visitare domani che è sabato e non dimenticate di andare anche a vedere i bei mulini della valle dell’Indre. Buone vacanze, ragazzi! A presto!

I ragazzi si dirigono verso casa. La nonna – Approfittiamo del bel tempo e prendiamo la stradina che scende da casa verso il fiume. Oscar, fai attenzione, la discesa è ripida, devi frenare! Al ritorno, magari, Daniela può salire sul monopattino. Daniela – Sì monopattino! Il gruppetto si rimette in cammino e arriva al fiume. Carola – Guarda quella bella casa laggiù sulla riva! La nonna – È un mulino. Guarda chi si vede! Ecco Odile e Jean-Jacques, i proprietari del mulino! Buongiorno! Odile e Jean-Jacques – Buongiorno a tutti! Volete visitare il mulino? I ragazzi, in coro – Sì, sì! Jean-JacquesVedete la grande ruota? Viene messa in moto dalla corrente e fa girare una macina grazie a un meccanismo che si trova nell’edificio in cui stiamo per entrare. Felicia – A che cosa serviva la macina? Odile – A fare la farina, perdinci! Era il mestiere del mugnaio. Felicia – Molto pratico: non c’era bisogno di elettricità, a quell’epoca! Jean-Jacques – Certo. Nel Medioevo, tutti i mulini della valle dell’Indre erano usati dai mugnai della regione. Se ne servivano anche i monaci dell’abbazia di Cormery, non lontana da qui, dalla quale dipendeva il Priorato, la bella casa accanto alla vostra. Carola – C’era energia gratis, insomma! Jean-Jacques – Sì, ma bisognava provvedere alle riparazioni del mulino, e i contadini che volevano usarlo dovevano pagare una tassa. Lea – Una tassa sull’energia, come quella sulla benzina! Il nonno – Proprio così! Al giorno d’oggi non si usano più i mulini. Per produrre energia, si costruiscono dighe lungo i fiumi, per lo più in montagna. Lea – Potreste installare una piccola turbina e produrre la vostra elettricità. Carola – Mica male, come idea! Jean-Jacques – È vero, però d’estate, quando non c’è abbastanza acqua nel fiume, mancherebbe la corrente. Comunque ci penserò.

Felicia – L’altro nonno, che ha una casa in Normandia, vicino a Granville, ci ha detto che si può produrre energia con le maree. Il nonno – È vero. Hanno costruito uno sbarramento su un fiume, la Rance. Quando, con l’alta marea, il mare risale lungo il fiume, si chiudono le paratoie, e quando la marea cala l’acqua fa girare le turbine. È una centrale a energia mareomotrice. Oscar – L’elettricità sarà di sicuro salata: potrebbe rovinare il mio monopattino. Felicia – Ma cosa dici! L’energia viene prodotta dalle macchine. Lea – Io e i nonni siamo stati sulle isole Chausey: lì c’era un grande progetto per costruire una centrale a energia mareomotrice perché le correnti marine tra le isole sono molto forti, ma si sarebbe dovuta sbarrare la baia del Mont-Saint-Michel. Per fortuna il progetto è stato abbandonato. Il nonnoLe centrali mareomotrici funzionano bene solo con maree significative. Ma questo non è un buon motivo per fare qualunque cosa. Prima di realizzare un progetto di queste dimensioni, bisogna sempre valutarne i possibili inconvenienti. La nonna – Su bambini, basta chiacchierare, ora si torna a casa. Ringraziamo Odile e Jean-Jacques per averci fatto vedere il loro mulino. A presto! Odile e Jean-Jacques – Arrivederci e a presto!

Pierre Papon*

* Professore alla Scuola superiore di fisica e chimica industriale di Parigi, è stato presidente di vari enti di ricerca francesi ed è autore di numerose opere di divulgazione scientifica.

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