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Scuole del futuro: il “Plauto” di Cesena istituto pilota di un progetto europeo

aprile 11, 2016 Bollettino Europa, Rubriche

La riqualificazione energetica passa anche dalle scuole. Ma non si tratta di insegnarla tra i banchi, bensì di provvedere a ristrutturare gli edifici secondo criteri “green”. A occuparsene è il progetto europeo “School of the future. Finanziato nell’ambito del 7° Programma Quadro dell’Unione Europea, ha l’obiettivo di mettere in risalto alcuni brillanti esempi di come è possibile progettare e realizzare un edificio del futuro ad alte prestazioni energetiche che sia anche economicamente sostenibile.

Quattro edifici in quattro Paesi diversi (soprattutto per il clima) - Italia, Germania, Danimarca e Norvegia – sono stati già riqualificati in una prima fase di sperimentazione.

Naturalmente lo scopo non è solo “dimostrativo”, ma punta concretamente, attraverso l’architettura, a migliorare la qualità dei luoghi di apprendimento delle generazioni future, attraverso un ambiente più sano e sicuro, migliorando aria, luce diurna, acustica e benessere termico per studenti e personale docente.

Ristrutturando gli esistenti edifici scolastici e i loro sistemi, integrando soluzioni energetiche rinnovabili e creando sistemi di gestione avanzati, il progetto mira a dimostrare che il consumo energetico totale può essere ridotto di ben tre volte. Inoltre, secondo il progetto, si può ottenere una riduzione del 75% nell’energia usata per il riscaldamento con un investimento inferiore a 100 euro per metro quadrato.

Inoltre, “School of the future” vuole sensibilizzare al risparmio energetico e sviluppare sistemi nazionali ed europei di benchmarking tra cui la stima dei potenziali di strategie di retrofit energetico innovative ed economicamente efficienti.

Per quanto riguarda l’Italia la scuola pilota è l’istituto “Plauto” di Cesena, un edificio, realizzato negli anni ’60 che presentava forti dispersioni termiche e consumi energetici molto elevati. Grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico da 65 KW, la scuola ha raggiunto l’autosufficienza elettrica. Gli interventi di isolamento dell’involucro dell’edificio e l’installazione di una caldaia ad alta efficienza hanno permesso di ridurre al minimo i consumi termici (-80%). Infine, all’esterno della facciata sono state applicate schermature solari per evitare il surriscaldamento dell’edificio. Altri interventi hanno poi riguardato la riduzione al minimo dei rischi di infiltrazioni, umidità, perdite, che nel tempo possono causare problemi alla struttura.

La riqualificazione energetica è stata coordinata dall’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.“Questo progetto costituisce uno dei primi esempi italiani di riqualificazione di edifici pubblici, e ha anche la particolarità di consentire l’effettuazione della maggior parte degli interventi in orario scolastico, senza perturbare la continuità didattica”, ha dichiarato Michele Zinzi di ENEA.

In Germania, invece, un ginnasio di Stoccarda – sempre costruito tra gli anni ’60 e ’70 – è stato interamente rinnovato a causa di danni strutturali. Seguendo un approccio olistico, i lavori hanno riguardato l’isolamento, il sistema di ventilazione per il recupero di calore, l’installazione di pannelli solari e di un nuovo impianto di riscaldamento combinato. Sono stati, inoltre, sostituiti i serramenti – prediligendo quelli ad alta efficienza – e anche tutto l’impianto di illuminazione è stato sostituito con soluzioni a maggior risparmio energetico.

In Danimarca, infine, i lavori maggiori si sono concentrati sulla bonifica del tetto di un istituto di Ballerup. Mentre in Norvegia, a Drammen – dove l’edificio è storico e data nientemeno che 1914 – l’obbligo di conservazione della facciata ha guidato le possibilità di ristrutturazione dell’esterno. La scuola, che era riscaldata con combustibili fossili, vedrà i vecchi bruciatori a gasolio sostituiti da una pompa di calore geotermica, in collaborazione con la società locale di teleriscaldamento.

Beatrice Credi

 

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