Home » Bollettino Europa »Rubriche » Senza fiato. L’inquinamento dell’aria in Europa fa 600mila morti e costa 1.500 miliardi:

Senza fiato. L’inquinamento dell’aria in Europa fa 600mila morti e costa 1.500 miliardi

maggio 11, 2015 Bollettino Europa, Rubriche

Il rapporto presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’inquinamento dell’aria in Europa è un vero e proprio shock. 600 mila morti premature l’anno e quasi 1.500 miliardi di Euro di danni.

I risultati, elaborati sulla base di dati relativi al 2010 e che sembrano non lasciare alcun appello, sono stati presentati in occasione di un incontro su ambiente e salute in Europa tenutosi ad Haifa, in Israele, dove si sono riuniti oltre 200 rappresentanti di istituzioni e associazioni europee per fare il punto sulle misure prese dopo la “Dichiarazione di Parma”, che risale a cinque anni fa, in cui gli Stati si impegnavano ad intervenire contro l’inquinamento atmosferico.

In Europa, secondo lo studio “Economic cost of the health impact of air pollution in Europe”, reso noto in collaborazione col l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), 9 cittadini su 10 respirano aria inquinata, centinaia di migliaia si ammalano, quasi 500 mila muoiono per una patologia cardiocircolatoria o per tumore al polmone. A questi bisogna aggiungere i 117 mila decessi dovuti all’inquinamento indoor. Gli esperti sottolineano, inoltre, il forte collegamento tra inquinamento dell’aria e molte malattie neurologiche.

In Italia i decessi sono 33 mila l’anno. Quasi nessuna città si salva da quella che è divenuta una vera e propria piaga. Secondo l’OMS, infatti, nonostante un miglioramento complessivo nei livelli d’inquinamento registrato negli ultimi anni, milioni di persone soprattutto nella Pianura Padana, sono esposte a concentrazioni medie annuali di Pm10, Pm2,5, NO2 ed O3 superiori ai valori di riferimento forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I principali settori che contribuiscono all’emissione di questi macroinquinanti sono quello industriale (per gli ossidi di zolfo), i trasporti marittimi (per i Nmvoc) e stradali (per gli ossidi di azoto e benzene) e quello del riscaldamento e produzione di calore (per il monossido di carbonio e polveri sottili). Prevalentemente di origine industriale l’emissione dei microinquinanti quali metalli pesanti, diossine, Pcb e Ipa.

Il documento rappresenta, inoltre, la prima valutazione del peso economico rappresentato da morti e malattie causate dall’inquinamento dell’aria esterna nei 53 Paesi del Vecchio Continente. Lo studio applica la metodologia proposta nel 2014 dall’OCSE, che si basa sui calcoli delle più recenti stime economiche dell’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico. Il valore economico dei decessi e delle malattie da inquinamento dell’aria corrisponde alla cifra che le società sono “disposte a pagare” per evitarle con i necessari interventi. In questi calcoli viene attribuito un valore ad ogni decesso o caso di malattia, qualunque sia l’età della persona, e varia in funzione del contesto economico nazionale.

L’Unione Europea, per esempio, brucia il 5% del suo PIL, per far fronte ai danni di questa catastrofe: 1.463 miliardi di Euro. Nel caso del nostro Paese di tratta di 88 miliardi di Euro, pari a quasi il 5% della ricchezza nazionale. Ma in non meno di 10 dei 53 paesi della Regione, questo costo è uguale o superiore al 20% del PIL nazionale.

Alla luce di ciò, la direttrice dell’Ufficio europeo dell’OMS, Zsuzsanna Jakab, ha sottolineato che “è anche redditizio attenuare gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute. Le basi scientifiche di cui disponiamo danno ai decisori pubblici una ragione imperiosa per agire. Non solo per salvare vite, ma anche per ottenere risultati economici straordinari. Se differenti settori si unissero in questa lotta, salveremmo più vite e otterremmo così dei risultati per i quali altrimenti servirebbero somme in denaro esorbitanti. Il lavoro intersettoriale è, infatti, la spina dorsale di questo processo”.

Legate al tema dell’inquinamento atmosferico, l’Unione Europea, in quest’ultima settimana, ha lavorato su due misure. La prima riguarda i limiti alle emissioni degli impianti di combustione fra 1 e 50 MW, che interessano impianti di riscaldamento per grandi edifici o condomini, oppure piccole industrie. La Commissione ambiente del Parlamento UE ha dato il primo via libera al testo che impone tetti alle emissioni di particolato, anidride solforosa e biossido di azoto. Secondo le stime, sono almeno 143mila gli impianti di questo tipo in Europa, ancora sprovvisti di regole sugli inquinanti. Mentre i più piccoli sono coperti dalla legislazione UE sull’ecodesign e quelli più grandi dalla direttiva sulle emissioni industriali. I negoziati con gli Stati membri inizieranno il 21 maggio.

È stato poi raggiunto un accordo tra le istituzioni UE relativo all’avvio dal 2019 di un nuovo meccanismo del mercato europeo delle emissioni di CO2 (Ets), la cosiddetta ‘riserva di stabilità’. Che affronterà il problema dell’eccedenza di quote di emissioni, che ha fatto crollare il prezzo della CO2 negli ultimi anni, e regolerà automaticamente le quote da mettere all’asta. Si tratta di un primo timido passo per riformare l’ETS, nato con lo scopo di incentivare le industrie ad inquinare di meno, ma che stenta a decollare e va quindi rivisto e corretto. Il testo dovrà essere confermato dal voto dell’Europarlamento e del Consiglio.

Beatrice Credi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

dicembre 11, 2018

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

GBC Italia con UNESCO e il Comune di Ferrara organizzano dall’11 al 13 dicembre 2018 “Heritage & Sustainability“, un workshop internazionale incentrato sugli strumenti energetico-ambientali per la governance sostenibile del patrimonio architettonico esistente. L’evento, in collaborazione con la fiera RemTech Expo, si svolgerà tra due dei più prestigiosi edifici storici della città di Ferrara, il Castello Estense e il Palazzo Ducale. [...]

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

dicembre 7, 2018

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

Dopo la positiva esperienza del 2017, anche nel 2018, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) prosegue e rafforza il suo impegno a favore del contesto ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo promuovendo il “Bando Distruzione“, con il duplice obiettivo di distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e [...]

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

dicembre 6, 2018

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

I “muretti a secco” sono  stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura - Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera – facendo leva sulla “relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”. L’arte dei muretti a secco, come si [...]

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

dicembre 3, 2018

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

Dopo il successo della prima edizione torna mercoledì 5 dicembre 2018, all’Environment Park di Torino, l’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte, un momento di confronto e dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti con i principali operatori locali del settore (aziende, pubblica amministrazione, consorzi), per concentrarsi sulle criticità del ciclo dei rifiuti e sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento [...]

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

novembre 30, 2018

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

MOTUS-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e programmi di formazione e informazione, ha rilasciato un comunicato stampa in cui rileva che la manovra finanziaria arrivata in Parlamento [...]

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

novembre 30, 2018

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

Ieri a Bruxelles è stata ufficialmente lanciata l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) EAToriginal, la campagna di Coldiretti e altre associazioni europee per chiedere alla Commissione Europea di introdurre un’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo. La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano infatti un grave rischio per la salute dei consumatori, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa [...]

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

novembre 28, 2018

Dissalatori, soluzione alla carenza d’acqua? Ma serve una normativa sugli scarichi

Con la siccità che, ogni anno, coinvolge anche il nostro Paese, a causa dei cambiamenti climatici, il mare potrebbe diventare la principale risorsa idrica disponibile. La dissalazione dell’acqua marina può dunque rappresentare una valida soluzione alla crisi idrica che quasi sicuramente ci troveremo ad affrontare. Serve però una normativa specifica sul funzionamento degli impianti e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende