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SIEP: verso 30 anni di “ecologia del paesaggio” e un congresso mondiale a Milano

dicembre 12, 2018 Campioni d'Italia, Rubriche

I più grandi esperti dell’ecologia del paesaggio, circa 1.000 scienziati, si sono dati appuntamento per luglio 2019 a Milano per partecipare al convegno mondiale della prestigiosa IALE – International Association for Landscape Ecology. Un evento che si ripete ogni 4 anni e dove si parlerà dei grandi cambiamenti territoriali, sociali ed economici che incidono sullo stato ambientale del nostro Pianeta, ovvero, come recita il titolo: Nature and society facing anthropocene challenges and perspectives for landscape ecology”.

Il merito di questo importante evento scientifico, in programma all’Università Bicocca, è della SIEP acronimo di Società Italiana di Ecologia del Paesaggio, fondata nel 1989 e “braccio” italiano della IALE. Un soggetto fondamentale – sebbene poco conosciuto al pubblico – del network ambientale nazionale, che riunisce al suo interno tutti coloro che sono interessati e lavorano nel campo dell’”ecologia del paesaggio”.

La società festeggerà i suoi primi trent’anni di vita con l’appuntamento mondiale. Per raccontare la storia e la mission dell’associazione ne abbiamo parlato con la presidente, l’architetto Gioia Gibelli: “Stiamo lavorando a questo appuntamento, il primo in Italia ed è motivo di grande orgoglio. Si rifletterà sui cambiamenti epocali che sta vivendo il pianeta. Si parte da quello che sta succedendo, da quello che si presume possa succedere, ma anche dalle possibili soluzioni e mitigazioni, dalle scelte, anche quotidiane, che incidono sul fenomeno”.

Il cuore degli interessi della SIEP-IALE è l‘ecologia del paesaggio ovvero: “Come lo spazio influisce sui processi ecosistemici e le connessioni ne che derivano. Si studiano forme e dimensioni degli elementi del paesaggio e si valuta l’impatto di un’azione sul territorio: se positiva o negativa – spiega Gibelli - Una scienza fondamentale per la pianificazione territoriale urbanistica. Cerchiamo di trasferire all’ente pubblico le nostre conoscenze e ricerche, organizziamo convegni nazionali ed internazionali, workshop e corsi di formazione per professionisti, tecnici e personale della pubblica amministrazione”. SIEP fa parte inoltre, con le altre “sette sorelle”, del CATAP, il Coordinamento delle Associazioni Tecnico-Scientifiche per l’Ambiente e il Paesaggio, un motore di iniziative e di ricerche di carattere scientifico utilissime alla pianificazione territoriale.

L’agenda degli impegni per i prossimi mesi è molto fitta. “Stiamo organizzando, tra le altre cose, un corso per professionisti, insieme all’Ordine degli Architetti di Milano e AIAPP, l’Associazione Italiana per l’Architettura del Paesaggio”, ci anticipa la presidente. Ma uno dei lavori più importanti, a nostro avviso, è quello di aver fondato una rete per promuovereIl manifesto per il Po“, con l’obiettivo di attirare l’attenzione sulle problematiche del fiume. “Il corso d’acqua più importante e grande d’Italia – spiega Gibelli - non ha oggi un parco unico!”. Con il risultato che, alla fine, il Po “è di tutti e di nessuno”, perché manca un vero e proprio ente che se ne occupi a livello generale, nei suoi molteplici aspetti. “Certo, c’è l’Autorità di Bacino, ma la sua missione principale è la salvaguardia idraulica”. In altri termini: manca una governance dell’area fluviale che abbia lo scopo di una tutela integrale. SIEP ritiene dunque che vada bene l’Autorità esistente, ma che si debba “finalizzare l’azione verso la tutela del paesaggio. ”Serve un approccio che guardi a tutte le valenze del monumento naturale. Il Manifesto ha avuto un gran successo, sono oltre 1 milione e mezzo le persone rappresentante. Hanno dato la loro adesione tanti Comuni importanti e a maggio 2018 si è sottoscritto un protocollo d’intesa proprio con l’ Autorità di Bacino del Po. Uno strumento utile per procedere insieme”.

SIEP-IALE si pone, in questa fase di transizione, come interlocutore di enti ed amministrazioni pubbliche. In particolare, come sottolinea la presidente: “per la formulazione di leggi e direttive tecniche inerenti il paesaggio e la sua gestione”. Un ruolo istituzionale che si affianca alla promozione e divulgazione dell’ecologia del paesaggio, scienza fondamentale per la “multidimensionalità” dello sviluppo sostenibile, dove la tutela e la “conservazione dinamica” devono indagare e prendere in considerazione tutti gli elementi. Una ricerca che non tralascia nessuna dimensione per poter favorire un vero e proprio sviluppo sostenibile.

Gian Basilio Nieddu

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