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Smart cities: parte il programma di finanziamento UE

giugno 20, 2011 Bollettino Europa, Rubriche

A volte nascono ex novo, come Masdar City, la città a zero emissioni che sta sorgendo a 15 chilometri da Dubai, o la cinese Caofeidian, progettata dall’architetto italiano Pierpaolo Maggiora. A volte sono il risultato di una politica di riqualificazione e risanamento come Curitiba, in Brasile città intelligente che ha il merito di essersi occupata di sostenibilità già a partire dagli anni Settanta. Sono le cosiddette Smart cities, le città sulle quali il 21 giugno a Bruxelles si scommette per garantire uno sviluppo urbano equilibrato.

La Commissione Europea lancia infatti l’iniziativa Smart Cities, che prevede un primo bando da circa 70-80 milioni per progetti di ristrutturazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato e le reti energetiche. Sui trasporti e la mobilità sostenibile, terzo asse dell’iniziativa, s’interverrà più avanti. L’importanza attribuita al programma è testimoniata dalla presenza di ben tre Commissari: Günther Oettinger, responsabile delle politiche energetiche, Neelie Kroes, commissaria per le politiche digitali, Márie Geoghegan-Quinn che guida la ricerca scientifica e l’innovazione. Ci sarà anche il sindaco di Genova Marta Vincenzi , città particolarmente attiva nell’iniziativa, il neo Assessore all’Ambiente di Torino, Enzo Lavolta, rappresentanti di Alessandria e di altre città candidate del Nord-Ovest.

Durante la conferenza di domani verranno divulgati i risultati della consultazione pubblica sull’iniziativa Smart Cities and Communities e di come il prossimo Smart Cities Forum faciliterà il networking, la creazione di opportunità di business e la replicazione di buone pratiche per le soluzioni intelligenti. L’evento sarà inoltre un’occasione per formare partenariati in vista del prossimo invito a presentare proposte.

L’iniziativa parte dalla constatazione che circa tre quarti della popolazione dell’Unione Europea vive in centri urbani o in prossimità di essi, e che tali centri consumano il 70% dell’energia prodotto ed emettono circa la stessa quota di gas serra. La smart city è un modello ideale di città dove le dotazioni materiali e immateriali cooperano, con l’ausilio delle tecnologie , per obiettivi di qualità della vita e riduzione dell’impronta ambientale, con modalità di governo trasparenti e partecipate. Con Europa 2020 l’Ue si è infatti posta ambiziosi obiettivi di conversione della propria economia in ottica sostenibile. Questo era del resto il disegno abbozzato nel piano strategico per le tecnologie energetiche dell’Unione promosso nel 2007 e poi bloccato dalla crisi. Quella strada ha continuato però a essere aperta e oggi le città intelligenti sono chiamate a dimostrare ai propri cittadini che la qualità della vita e l’economia possono convivere anche grazie a investimenti green. Le aree su cui intervenire sono: il patrimonio edilizio, l’efficienza energetica, la pianificazione e la mappatura energetica delle città.

Il patrimonio edilizio, nuovo o da ristrutturare, è da portare a zero emissioni e bisogna inervenire sul riscaldamento e raffreddamento, la gestione efficiente delle reti e lo stoccaggio di energia prodotta da fonti rinnovabili. Per i trasporti bisogna invece programmare l’abbattimento delle emissioni di CO2 e la riduzione del traffico, ticketing incentivanti i trasporti pubblici, reti ciclabili e aree pedonali.

Tra i candidati italiani, oltre le città del Nord Ovest, il progetto “Sardegna Co2”, lanciato il 13 giugno a Cagliari, che la Regione presenterà alle autonomie locali in concomitanza con l’evento denominato “Sardegna Co2 e Patto dei Sindaci”, nel corso del quale, in presenza del governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci , saranno illustrati anche gli obiettivi di “ Smart City – Comuni in classe A”. Anche Bari, Palermo, Catania hanno già lanciato la loro candidatura ufficiale. Entro il 2020 l’iniziativa Smart cities dovrebbe coinvolgere 25/30 città europee che dovranno dimostrare la volontà di andare oltre gli obiettivi climatici e energetici dell’Unione Europea: verso una riduzione del 40% delle emissioni di gas ad effetto serra attraverso la produzione sostenibile, la distribuzione e l’uso di energia da fonte rinnovabile.

Francesca Fradelloni

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