Home » Rubriche »Top Contributors » Cucinare? Materia per designer. La nuova didattica del PoliTO contro lo spreco alimentare:

Cucinare? Materia per designer. La nuova didattica del PoliTO contro lo spreco alimentare

luglio 24, 2017 Rubriche, Top Contributors

Cos’è un alimento? Cosa significa cucinare? Fondamentalmente il corpo umano è una fabbrica chimica. Ingerisce elementi variamente composti e ne espelle altri dopo un processo metabolico. Cucinare è un modo per esternalizzare una parte di questi processi. Significa che appaltiamo al calore dei fornelli l’incarico di svolgere alcune trasformazioni fisico-chimiche per facilitare al corpo il compito di scomporre le sostanze ingerite in carboidrati, proteine e grassi, gli elementi base di cui ci nutriamo.

In verità nutrirsi e cucinare, per ognuno di noi, sono esperienze non riducibili alle trasformazioni fisico-chimiche. Tra il crudo e il cotto passa la distinzione tra natura e cultura, tra l’uomo animale e homo sapiens, ma la storia che sto raccontando riguarda un modo laterale di trattare il cibo, di affrontare la questione dello spreco di risorse e la necessità di ampliare la nostra conoscenza.

In particolare, al Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, si sono chiesti cosa può fare un designer per migliorare il modo in cui trattiamo il cibo. Secondo l’approccio sistemicoquello promosso dal corso di laurea in Design e Comunicazione Visiva – un designer di oggi, oltre a disegnare oggetti è, sempre di più, qualcuno che ridisegna processi, cioè cicli di vita della materia. Siccome la materia cibo è altamente deperibile e in Occidente, ci dicono le ricerche, ne sprechiamo tanto (circa il 40%, dalla raccolta fino al piatto), allora perché non cercare di capire meglio cosa avviene in questo processo?

Da queste riflessioni è nato il progetto di miglioramento della didattica FFWD (Fighting Food Waste Design), a cura di Paolo Tamborrini e Cristian Campagnaro (professori associati presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino), in collaborazione con Sara Ceraolo (borsista di ricerca presso lo stesso dipartimento). Il progetto prevede un ciclo di workshop, esperienze pratiche e seminari, che portino gli studenti ad approfondire il tema della lotta allo spreco alimentare secondo un’ottica progettuale e sistemica e attraverso una pratica interdisciplinare. Alcune delle esperienze proposte sono molto semplici, come fare il formaggio partendo dal latte, oppure il sapone utilizzando l’olio, ma l’aspetto interessante è che l’esperienza è finalizzata a far conoscere agli allievi, concetti e nozioni che altrimenti, all’interno della propria disciplina non potrebbero mai conoscere e con cui, dunque, non potrebbero mai confrontarsi. I workshop sono solo la prima fase di un progetto che prevede di individuare dei borsisti che avranno il compito di approfondire le conoscenze e, contemporaneamente, di divulgare quanto hanno sperimentato. FFWD prevede inoltre l’acquisto di kit di cucina per trasformare e trattare il cibo, anche in eventi che potranno svolgersi fuori dalle aule.

Uno dei workshop di FFWD a cui ho assistito è stato articolato in quattro incontri, in collaborazione con l’Ing. Debora Fino, professore ordinario del DISAT. In un laboratorio del Dipartimento di Scienze Applicate e Tecnologia, Tonia Tommasi, ricercatrice ed ingegnere ambientale, ha mostrato come con due frullatori, un misuratore di pH, qualche chilogrammo di cibo avariato, batteri prelevati dai fanghi di depurazione, si possano ottenere bioidrogeno e biometano in quantità maggiore di quanto consente invece la semplice produzione di biogas. Il trucco appare semplice: in una prima fase, si frulla il cibo (meglio se già in via di decomposizione) poi, per far sì che il frullato sia di gradimento per i microrganismi che dovranno scomporlo, si aggiunge soda caustica. Per produrre bioidrogeno ci vogliono determinati batteri, diversi da quelli che occorrono per produrre biometano. Se vogliamo che i primi lavorino in pace, basta aggiungere acido cloridrico, riducendo così il pH. In questo modo i batteri responsabili della trasformazione in biometano muoiono, mentre i batteri responsabili della produzione di bioidrogeno si trasformano in spore, pronte a riattivarsi appena il pH ridiventa normale. Questo è il passaggio che consente la produzione di bioidrogeno. Quello che rimane dell’impasto di cibo sono acidi grassi volatili, che peraltro è il cibo preferito dai batteri che producono metano. Basta a questo punto inoculare nuovamente dei batteri presi dai fanghi di depurazione per far ripartire la trasformazione, stavolta in biogas.

In una centrale a bioidrogeno e biometano, grazie a questo doppio ciclo, sarebbe possibile ottenere il 5% di energia in più rispetto a quanto si può ottenere da una normale centrale a biogas. Dico sarebbe perché ora bisognerà capire se a livello industriale il gioco vale la candela. Ma sono anche altre le considerazioni sul tavolo: la prima è che si tratta di impianti capaci di utilizzare insieme gli scarti alimentari provenienti da flussi urbani e i reflui zootecnici, che normalmente seguono percorsi separati; la seconda è che si tratta di realizzare una centrale con due reattori più piccoli, più facili da controllare, e il costo dell’impianto sarebbe globalmente inferiore; la terza considerazione invece è critica, e riguarda l’idrogeno, che ha ancora problemi di stoccaggio, benché presenti il vantaggio di non produrre CO2 quando viene utilizzato.

Non è ancora chiaro cosa faranno i giovani ingegneri e designer della conoscenza acquisita in un workshop come questo. Quel che appare chiaro, però, è che se si vogliono disegnare processi sistemici, sostenibili, e finalizzati a ottimizzare la capacità dei sistemi urbani di metabolizzare le risorse utili a vivere e prosperare, avranno bisogno di interrogarsi su tutti i passaggi che fa, o che potrà fare, la materia. Un cambio di approccio radicale, molto più impattante di ogni singola innovazione e di ogni nuova scoperta.

Antonio Castagna

 

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“A qualcuno piace green”. Nuovo appuntamento su LaF

ottobre 28, 2020

“A qualcuno piace green”. Nuovo appuntamento su LaF

La salvaguardia dell’ambiente dagli elementi inquinanti è il tema del quarto appuntamento con “A qualcuno piace Green”, il viaggio in un’Italia sorprendentemente sensibile e innovativa sui temi ambientali con il biologo marino e divulgatore Raffaele Di Placido, in onda giovedì 29 ottobre alle ore 21.10 su laF (Sky 135, on Demand su Sky e su Sky Go). “Salute e benessere” [...]

Buon compleanno “Ambiente”! Una parola (figlia di Galileo) che compie oggi 397 anni

ottobre 20, 2020

Buon compleanno “Ambiente”! Una parola (figlia di Galileo) che compie oggi 397 anni

Pochi sanno che la parola “Ambiente” è stata utilizzata come sostantivo per la prima volta nel trattato “Il Saggiatore” di Galileo Galilei, pubblicato il 20 ottobre 1623. Nel dettaglio al cap. 21, pag. 98, riga 4 dell’edizione originale, come visibile dall’immagine della pagina qui accanto. Dobbiamo dunque al genio italiano, fondatore della scienza moderna, la paternità [...]

Torna il “Green Talk” della 1000Miglia Green, in diretta streaming

ottobre 15, 2020

Torna il “Green Talk” della 1000Miglia Green, in diretta streaming

“Green Talk”, seconda edizione del convegno firmato 1000 Miglia Green, torna mercoledì 21 ottobre 2020 alle 10.30, in collaborazione con Symbola, Fondazione per le qualità italiane, che da diversi anni stila il rapporto italiano sulle eccellenze del settore e-mobility. Il Green Talk nasce allo scopo di approfondire le tematiche della sostenibilità, con particolare attenzione e riferimento [...]

IMAG-E tour 2020: mobilità elettrica e solidarietà ai tempi del Covid-19

ottobre 9, 2020

IMAG-E tour 2020: mobilità elettrica e solidarietà ai tempi del Covid-19

L’edizione 2020 di IMAG-E tour non poteva che prendere avvio dai messaggi per la “ripartenza” dopo l’onda lunga del lockdown: più attenzione alla salute e all’ambiente, transizione concreta alla green economy, solidarietà tra i vari settori produttivi e collaborazione tra il pubblico e il privato. Tutte missioni che oggi, grazie anche ai fondi europei previsti [...]

Mercato del gas: soluzioni più sostenibili ed efficienti per la transizione energetica. La visione di E.ON

settembre 1, 2020

Mercato del gas: soluzioni più sostenibili ed efficienti per la transizione energetica. La visione di E.ON

Il gas naturale è da tempo una delle principali fonti energetiche del mondo e potrebbe ulteriormente acquisire un ruolo chiave nella “transizione energetica”, come recentemente evidenziato dal Global Gas Report 2020 di International Gas Union (IGU), BloombergNEF (BNEF) e Snam e, sul fronte italiano, dalle proiezioni dello Studio Confindustria – Nomisma Energia “Sistema gas naturale [...]

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

giugno 26, 2020

Circularity, il motore di ricerca per far incontrare domanda e offerta di rifiuti

Circularity, start up innovativa fondata nel 2018 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo dei rifiuti in Italia, ha lanciato il primo motore di ricerca per raccogliere informazioni e concludere transazioni che consentano alle imprese industriali di attivare processi di economia circolare e gestire i rifiuti come una risorsa e non soltanto come un costo e [...]

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

giugno 4, 2020

Condizionamento dell’aria e “povertà energetica”. Dati preoccupanti dallo studio di Ca’ Foscari

L’uso del condizionatore gonfia notevolmente le bollette elettriche delle famiglie, con importanti conseguenze sulla loro “povertà energetica”. Lo rivela uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), appena pubblicato sulla rivista scientifica Economic Modeling. Studi precedenti realizzati negli Stati Uniti stimano un incremento [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende