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DDL 1896, un disegno di legge per diffondere il verde in città

agosto 6, 2015 Rubriche, Top Contributors

Pubblichiamo il testo del DDL S. 1896, come riportato nel Fascicolo del Senato del 28 luglio. Il disegno di legge, a firma del senatore biellese Gianluca Susta e sottoscritto da altri otto senatori di diverse aree politiche, propone “Misure di agevolazione fiscale per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata“, con l’obiettivo di incentivare i cittadini che intendano abbellire, migliorare e rendere “più vivibili” gli spazi intorno alla propria abitazione (spesso inutilizzati) attraverso la trasformazione di lastrici solari in giardini pensili o di aree destinate a parcheggio in orti urbani o altri spazi verdi.

Il presente disegno di legge intende promuovere e rafforzare nel nostro Paese una sana e diffusa «cultura del verde», attraverso la previsione di specifici incentivi per la realizzazione di interventi di riqualificazione e recupero di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata da destinare a zone verdi, che abbiano come effetto, tra l’altro, quello di incrementare il valore ecologico e ambientale delle zone densamente edificate ovvero di recuperare quello estetico e paesaggistico di spazi privati spesso caratterizzati da degrado e abbandono.

L’obiettivo è quello di implementare il «verde privato», non solo come elemento di arredo estetico qualificante di uno specifico contesto urbano, ma soprattutto quale fattore essenziale di sviluppo e di miglioramento della qualità della vita degli abitanti di un determinato territorio e strumento progettuale di «compensazione» e «mitigazione» degli impatti socio-ambientali prodotti da edificazioni anonime e lontane dalla ricerca del «bello».

Negli ultimi decenni, purtroppo, si è assistito ad un grave fenomeno di progressiva e inarrestabile cementificazione che – oltre ad avere ripercussioni negative a livello paesaggistico – ha determinato un aumento esponenziale di tutta una serie di problematiche ambientali, con conseguenze sempre più drammatiche sulla sicurezza e sulla salute dei cittadini, soprattutto nelle aree fortemente urbanizzate.

Il continuo «consumo di suolo», infatti, otre a determinare gravi deturpazioni del territorio, comporta una pericolosa diminuzione sia della trattenuta idrica del terreno sia della capacità delle piante di trattenere le polveri inquinanti e di produrre ossigeno. A fronte di tale situazione si è andata sempre più rafforzando nella collettività l’esigenza di una maggiore cura degli spazi urbani e di una tempestiva adozione di misure effettive di «prevenzione» e tutela del paesaggio anche al fine di garantire il miglioramento delle prestazioni energetiche delle unità immobiliari, di favorire l’assorbimento delle polveri sottili e la mitigazione dell’effetto «isola di calore».

A tal proposito, la 13º Commissione del Senato (territorio, ambiente, beni ambientali) – nel suo rapporto sullo stato di previsione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, approvato in sede di esame sulla legge di stabilità 2015 per le parti di propria competenza – dopo aver manifestato pieno apprezzamento per la proroga delle detrazioni fiscali relative alle spese sostenute per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici (cosiddetto Ecobonus) e per la ristrutturazione edilizia, la cui stabilità andrebbe assicurata nel lungo periodo – evidenziò come «anche gli interventi di riqualificazione e sviluppo del verde – quali ad esempio la trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili, dei parcheggi o delle aree inutilizzate in giardini – possano contribuire, oltre a rendere più gradevoli le aree esterne, a garantire un miglioramento delle prestazioni energetiche delle unità immobiliari, a favorire il risparmio energetico, l’assorbimento delle polveri sottili e la riduzione dell’effetto “isola di calore”, con conseguenti benefici sulla qualità della vita».

La presente proposta normativa si inserisce proprio in tale contesto e cerca di dare una risposta efficace all’istanza generalizzata di assicurare e favorire lo sviluppo di una «progettazione» del territorio urbano che – salvaguardando anche l’aspetto estetico e paesaggistico – sia altresì «sostenibile» dal punto di vista ambientale.

Si introducono, infatti, misure incentivanti volte complessivamente a combattere, nell’interesse collettivo, il «degrado» urbano e la deturpazione del paesaggio, attraverso una concreta valorizzazione delle opere di «sistemazione a verde» di aree private da parte dei comuni cittadini. In particolare:

- l’articolo 1, intervenendo direttamente sul testo unico delle imposte sui redditi (decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917) attraverso un articolo aggiuntivo (il 16-ter), disciplina la concessione – a regime – di agevolazioni fiscali per interventi di implementazione e riqualificazione di aree verdi private, analogamente a quanto già previsto per la realizzazione di opere di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici (articolo 16-bis). In sostanza si prevede, per il contribuente, una detraibilità pari al 36 per cento delle spese sostenute ed effettivamente documentate per interventi di: «sistemazione a verde» di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni; la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili, finalizzati all’assorbimento delle polveri sottili, alla mitigazione dell’inquinamento acustico e alla riduzione delle escursioni termiche. L’agevolazione fiscale – ammessa anche per i costi di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione delle predette opere – spetta non solo ai proprietari delle unità immobiliari oggetto degli interventi effettuati ma altresì ai soggetti titolari di contratti di locazione sulle stesse, oltre che per le spese sostenute per analoghi interventi su parti esterne condominiali. In relazione all’ammontare delle spese da ammettere a detrazione, va specificato che – al fine di garantire che si tratti di interventi significativi, consistenti e non occasionali (quali ad esempio l’acquisto irrisorio di piantine e fiori da ornamento) - sono detraibili le spese per importi compresi tra un minimo di 2.000 e un massimo di 30.000 euro e, nel caso di condomini, per importi maggiori, compresi tra 5.000 e 50.000;

- l’articolo 2 introduce misure di fiscalità locale agevolata per interventi di «riqualificazione» di zone verdi private. In sostanza si prevede la possibilità per i comuni di deliberare riduzioni tariffarie di tributi locali in favore di coloro che realizzano interventi di «sistemazione a verde» di aree scoperte di proprietà privata, al fine di contribuire a valorizzare l’intero territorio urbano ed extraurbano, anche attraverso l’implementazione degli spazi verdi. Si intende, in questo modo, incentivare la partecipazione dei cittadini alla cura e alla valorizzazione paesaggistica di determinate zone del territorio comunale, anche attraverso interventi di recupero e di riqualificazione di aree private abbandonate;

- l’articolo 3 reca le disposizioni volte a fornire la copertura finanziaria agli oneri recati dal provvedimento in esame, valutati in complessivi 200 milioni di euro annui. In particolare si stabilisce che il Ministro dell’Economia e delle Finanze provveda al monitoraggio dei previsti oneri al fine di apportare le opportune variazioni finanziarie necessarie a coprire gli eventuali maggiori costi. Egli inoltre relaziona alle Camere in merito alle cause degli scostamenti e all’adozione di eventuali misure aggiuntive.

In conclusione si ritiene di dover sottolineare il non trascurabile impatto economico di questa iniziativa legislativa che, se è vero che da un lato genera un costo a carico dello Stato, perché amplia la possibilità di detrazioni fiscali per gli interventi contemplati, dall’altro, innesca virtuosi investimenti che non solo migliorano l’arredo complessivo delle nostre aree urbane – soprattutto periferiche – e, comunque, dei nostri centri abitati, ma generano anche valore aggiunto che produce un gettito per l’erario ben maggiore dei benefici restituiti ai cittadini, il che va anche considerato in relazione alla copertura finanziaria dell’intervento normativo stesso.

Gianluca Susta*

*Senatore, Primo firmatario dell’iniziativa parlamentare

 

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