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ISDE su Fertility Day: “Si parli delle condizioni ambientali che causano infertilità” Top Contributors

settembre 6, 2016 Rubriche, Top Contributors

Pubblichiamo, in versione integrale, la lettera aperta indirizzata, oggi stesso, dai medici per l’ambiente di ISDE Italia al Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, per ragionare sui temi del Fertility Day dal punto di vista delle cause dell’infertilità correlate a fattori ambientali.

In  merito  alla  1°  Giornata  Nazionale  sul  Fertility  Day che  verrà  celebrata  il  22  settembre p.v.,  come Associazione Nazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) abbiamo letto con attenzione il razionale della giornata ed in particolare il programma in cui si affronteranno alcuni temi cruciali quali la possibilità di guarire dalla sterilità, il ruolo della Medicina Pubblica, la possibilità di preservare la fertilità anche in caso di malattie tumorali e del ruolo dell’età nella possibilità di concepire.

Ci  sembra  però  di  notare  che  sia  del  tutto  carente  una  sessione  sulle  cause  dell’infertilità,  problema  che affligge ormai il 15% delle coppie e, più in generale,  sull’eziopatogenesi  dei disturbi della sfera riproduttiva, oggi seriamente  compromessa,  anche   per abortività spontanea,  prematurità,  nati sotto peso, esiti infausti della gravidanza, malformazioni,  endometriosi etc.  A  questo  proposito  ci  permettiamo  di  segnalare  che  esiste  ormai  una  corposa  letteratura  scientifica  che correla  tali  problematiche  con  esposizioni  di  origine  ambientale e,  a  nostro  avviso,  una  giornata  così importante come quella del 22 settembre dovrebbe mettere in luce ed informare anche su questi aspetti.

Ad esempio l’esposizione a pesticidi (in particolare di tipo professionale) può alterare gravemente la funzione gonadica maschile con   peggioramento della qualità del seme per  riduzione della densità, motilità, numero degli  spermatozoi,  aumento  delle  anomalie  al  DNA  e  alterazioni  della  loro  morfologia,  ma  anche  per inibizione della spermatogenesi  per riduzione del volume e peso di testicoli, epididimo, vescicole seminali e prostata.  Così pure per l’endometriosi – patologia complessa diventata ormai una vera piaga sociale e causa di sterilità femminile  -  i  fattori  ambientali  rappresentano  un  importante  fattore  di  rischio.  Studi  caso-controllo  hanno dimostrato  che  per  le  donne  con  più  elevati  livelli  nel  sangue  di  β-esaclorocicloesano  (HCH),    mirex, clordano,  fungicidi, esaclorobenzene  il rischio di endometriosi è nettamente più alto.

Più in generale ricordiamo che tutte le sostanze che agiscono come interferenti endocrini  (ed ormai presenti nei nostri ambienti di vita) quali  ftalati,  ritardanti di  fiamma, parabeni, bisfenolo A, diossine, PCB etc. sono tutte in grado di alterare i complessi equilibri ormonali alla base delle funzioni riproduttive ed è stato valutato che i soli costi economici per danni alla salute riproduttiva femminile da interferenti endocrini ammontino ogni anno ad 1 miliardo e ½ di euro. Per non parlare di gravissimi casi di  inquinamento   da sostanze che  interferiscono con  le funzioni ormonali quale quello da perfluoroctani (PFOA, PFAS)  presenti in Veneto ed oggetto di specifiche ricerche da parte dell’ISS.

Vorremmo  infine  ricordare  come  per  la  cattiva  qualità  dell’aria, non  si  registrino  solo  problemi  ischemici, circolatori,  respiratori,  tumorali  e  danni  al  cervello  in  via  di  sviluppo, ma  anche  deleteri  effetti  sulla  salute riproduttiva.  Ad  esempio  una meta-analisi  del  2012  ha  valutato  che  per  ogni  incremento  di  10  µg/m3  di PM2.5 vi era un aumento  del 15% del  rischio di nascite pretermine ed un aumento del 9% del  rischio di basso peso alla nascita , con costi assistenziali e sociali assolutamente non trascurabili.

Ma anche  l’abortività spontanea è correlata all’inquinamento atmosferico: uno studio condotto nel Sud  Italia ha dimostrato un incremento di abortività spontanea del 19,7% e  del 33,6% per ogni incremento di 10 µg/m3rispettivamente di PM10 e di ozono, anche se tali concentrazioni rientravano nei limiti di legge.

In conclusione ribadiamo la nostra profonda convinzione che infertilità e disordini della vita riproduttiva siano fra le funzioni  più  fragili, delicate ed importanti  della salute umana, anche per le ripercussioni  che comportano sugli aspetti più intimi della persona quali quelli della vita relazionale, della vita affettiva e della sessualità, ma sono anche fra quelle che maggiormente risentono degli effetti negativi dell’inquinamento.

ISDE crede fermamente che la salute umana sia intimamente connessa con la salubrità dell’ambiente di vita e di lavoro ed auspica che il 22 settembre 2016 non si perda un’ottima occasione per divulgare informazionai cittadini anche su questi versanti.  Essere consapevoli dei rischi ambientali connessi all’infertilità e ai disturbi della vita riproduttiva non può che favorire comportamenti più responsabili da parte dei cittadini e – ci auguriamo – provvedimenti più consoni a tutelare anche queste funzioni della salute umana, sia da parte del Legislatore che delle Istituzioni preposte a tutelare la salute pubblica.

La ringraziamo per l’attenzione e fiduciosi in un positivo riscontro voglia gradire i nostri saluti.

Dr. Roberto Romizi*, Dr.ssa Patrizia Gentilini**

*Presidente ISDE Italia

**Membro Giunta Esecutiva e Comitato Scientifico ISDE Italia

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