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Toscana e Umbria: un viaggio molto slow lungo le Statali

gennaio 13, 2012 Impressioni di viaggio, Rubriche

Indecisi tra gli inviti di amici in Polonia e Salento, per le vacanze di fine anno abbiamo optato, alla fine, per un viaggio a due, intermedio, soft ma caldissimo.

Si parte sulle quattro ruote di un furgoncino Volkswagen classe ’83 (non propriamente “ecologico” quanto a motorizzazione, ma sicuramente nella durata), alla volta di una traversata di sole strade statali: lenta, molto lenta.

La Toscana è una terra che trasmette pace e relax, che riesce a proporsi ancora a misura d’uomo, senza esagerazioni né degenerazioni. “Le colline di Windows”, le chiama il mio compagno di viaggio pensando al desktop di molti computer, sono una splendida scenografia alla nostra pausa natalizia.

Le terme naturali tra Siena e Grosseto sono uno degli esempi più eclatanti di come un territorio può evolversi e attrezzarsi al turismo, lasciando però a tutti la possibilità di scegliere, secondo i propri gusti e esigenze. Petriolo, Bagni San Filippo, Bagno Vignoni, Saturnia: a lato delle “spa” pubbliche o private, che offrono ciabattine, massaggi e terapie di ogni tipo, si aprono e vengono ancora concesse pozze libere, in mezzo alla natura quasi incontaminata.

È bello scoprire quanto gli abitanti locali siano legati a questi innocenti privilegi, quanto sia forte il senso di appartenenza e di protezione verso luoghi del proprio territorio che fanno bene al corpo, all’anima e all’umore. A Petriolo c’è un signore che offre e vende ai bagnanti le arance biologiche; a San Filippo ci sono gli anziani sulla panchina della viuzza principale che, con malcelato orgoglio, indicano la strada e la vasca migliore. Alcuni bidoni improvvisati sono un silente e discreto invito a tenere pulito, nel rispetto dell’ambiente condiviso.

Una terra amata che porta, tuttavia, con sé una grande e profonda ferita, neanche troppo nascosta. Viaggiare sulle strade statali permette di vivere appieno, nel bene e nel male, il paesaggio, dominato, tra Lucca e la costa, da montagne di marmo a cielo aperto “mangiate” da un’estrazione costante e continua. Una vita brulicante intorno ai cantieri e un movimento incessante, che corre fino alla costa.

Il problema dell’estrazione del marmo dalle montagne delle Alpi Apuane è una ferita profonda del territorio e dei suoi cittadini. Il business attorno al marmo è iniziato prima della seconda Guerra Mondiale, con un’attività lenta e il trasporto del materiale che avveniva tramite un sistema di carrucole; oggi ogni anno 1,5 milioni di tonnellate di materiale vengono, invece, trasportate su gomma verso la costa.

Una risorsa che ha fatto la fortuna economica della zona, ma che la mette davanti a due grandi problemi: lo smaltimento dei prodotti residui e l’inquinamento del traffico da mezzi pesanti.

Sul capitolo trasporto sono tantissime le voci scese in campo, pro e contro il progetto di realizzazione della ”Strada dei Marmi“, una nuova arteria in fase di apertura che collega direttamente i luoghi di estrazione fino alle principali direttive stradali. Promosso dal Comune di Carrara con l’obiettivo di ”spostare” gli effetti negativi del trasporto pesante, il percorso della strada è disegnato lontano dai centri abitati, lungo un susseguirsi di gallerie che trapassano le montagne (per un totale di 5.633 metri, 4 gallerie e 6 viadotti). Una strada che, forse, vuole rispondere solo ai disagi e alle esigenze di velocità di chi lavora e guadagna con il commercio del marmo, più che ai problemi del territorio e dell’ambiente. 

La sicurezza della mobilità (i camion carichi, pieni zeppi di materiale, presentano scarsissimi livelli di sicurezza), il congestionamento del traffico urbano, il deterioramento continuo delle principali arterie di viabilità, l’inquinamento atmosferico e acustico e il pesante spreco di carburante - dovuto alla necessità di utilizzare, per il trasporto del marmo, percorsi tortuosi, congestionati, spesso inadatti – sono i comprensibili problemi elencati dalla società in house del Comune di Carrara promotrice del progetto stradario.Che forse ne dimentica però altri.

La nuova viabilità, con la creazione della Strada dei Marmiè assolutamente ridicola”, tuona il blog di Beppe Grillo, dove tanti cittadini, delusi o semplicemente perplessi, si confrontano sul progetto. ”A livello economico sono state sperperate ingenti somme di denaro (molte ottenute attingendo ai fondi comunitari), ma sul piano ambientale il progetto è un insuccesso su tutta la linea: non si sa che fine facciano i detriti derivanti dall’escavazione, come siano smaltiti e se vi sia un qualche rischio per l’ecosistema apuano. Inoltre le gallerie scavate stanno destabilizzando il terreno su cui sorgono molti paesi a monte di Carrara, con conseguenze sempre più gravi di giorno in giorno. A livello pratico la strada non serve a molto: i camion rimarranno in circolazione, con grave rischio per l’incolumità dei cittadini”.

Nostalgici della Marmifera –  la ferrovia adibita esclusivamente al trasporto dei marmi bianchi, che ha operato dal 1876 al 1964, inizialmente con locomotive a vapore poi sostituite dai modelli diesel- i residenti accusano il progetto della Strada dei Marmi di favorire gli interessi economici delle solite quattro famiglie che si spartiscono il comprensorio lapideo apuano.

Una macchia che il turista rischia di dimenticare troppo facilmente passeggiando tra i piccoli e stupendi centri pedonali di paesi-gioiello come Certaldo, Montalcino, Montepulciano, Pienza, Cortona.

Un po’ per la temperatura anomala, sempre più calda man mano che si va a Sud, un po’ per l’attrazione costante verso gli specchi d’acqua, il nostro spirito errante ci porta oltre i confini toscani, verso l’Umbria, sulle sponde del quarto lago più grande dello stivale, il Trasimeno. Qui leggiamo che i residenti degli otto Comuni intorno al lago si sono riuniti in organizzazioni pubbliche per la ”promozione di progetti sostenibili volti a preservare l’integrità ecologica del paesaggio”. Sport e attività naturali e di scoperta del territorio nel rispetto dell’ambiente sono sono alcune delle risposte per un turismo più responsabile e intelligente.

L’Oasi Naturalistica La Valle nasce nel 1996 ed è gestita dalla cooperativa L’Alzavola. Voluta dalla Provincia di Perugia, si trova a San Savino di Magione, sulla sponda sud orientale del Parco Regionale del Lago, e gestisce il centro visite, le attività didattiche, turistiche e l’inanellamento scientifico degli uccelli. Una bella struttura organizzata e facilmente fruibile.

Ma è sull’Isola Polvese che l’esperienza si fa ancora più interessante. Con i suoi 70 ettari, è la più estesa del lago ed è di proprietà della Provincia di Perugia, che oggi ne fa un esemplare laboratorio di gestione ambientale secondo criteri di sostenibilità. Agricoltura biologica, impianti di fitodepurazione e sistemi di risparmio energetico hanno fatto di questa “aula verde” l’unica isola con Certificazione Ambientale in Italia.

Sono tantissime le attività didattiche proposte dalla Cooperativa Plestina, che “consentono di sviluppare le tematiche dello sviluppo sostenibile attraverso lo studio del territorio, del paesaggio, della storia, della cultura e delle nuove tecnologie nel campo della sostenibilità ambientale e del consumo consapevole”. Itinerari culturali e percorsi ambientali, laboratori e campi scuola, corsi e seminari aperti a studenti e famiglie per uno o più giorni rendono questa isoletta un libro a cielo aperto.

E per pernottare? Oltre alla foresteria del Centro Soggiorno Studi, l’antica Fattoria del Conte Citterio è stata completamente restaurata grazie a progetti della Provincia. Con una piacevolissima vista sul lago, l’Ostello Il Poggio è una delle prime strutture ecocompatibili in Italia, dotata di avanzati sistemi di fitodepurazione, di risparmio energetico per mezzo di pannelli solari, di riciclo dell’acqua piovana, di separazione e compostaggio dei rifiuti. Anche per la gola nulla è lasciato al caso: i piatti sono della più classica tradizione locale, i prodotti genuini, biologici con ampio spazio per erbe officinali di produzione propria.

Alfonsa Sabatino


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