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UE: buone notizie per i consumatori. Meno per l’Italia, causa discariche

giugno 4, 2012 Bollettino Europa, Rubriche

“Sollecito i decisori politici nazionali e le parti interessate ad avvalersi dei risultati del Quadro di Valutazione per costituire un contesto qualitativamente valido nell’interesse dei consumatori. Soltanto i consumatori che conoscono i loro diritti e sanno come farli valere possono sfruttare appieno le potenzialità del mercato unico al fine di incentivare l’innovazione e la crescita. È essenziale pertanto creare le condizioni opportune per valorizzare tale potenzialità nell’interesse dell’economia europea, dei consumatori e delle aziende”. Questa è la dichiarazione di John Dalli, Commissario Europeo per la Salute e i Consumatori, in occasione della presentazione dell’edizione di primavera del “Quadro di valutazione dei Mercati dei Beni di Consumo”, pubblicato lo scorso 29 maggio durante il Vertice Europeo dei Consumatori 2012.

Il Quadro fornisce dati e avvertimenti sul modo in cui il mercato unico funziona in termini di scelta, prezzi e tutela dei diritti dei consumatori. I risultati di questa edizione evidenziano progressi nelle condizioni che si offrono ai consumatori sul piano nazionale. Il Quadro indica che le condizioni generali per i consumatori sono migliorate, per il secondo anno consecutivo, dopo l’autunno del 2009, in Lussemburgo, Regno Unito, Danimarca, Austria, Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia e Svezia, ma, a quanto si legge, il nostro Paese resta escluso dalla graduatoria.

Emergono però altri aspetti negativi: si registra, ad esempio, un gap nel commercio elettronico che, nonostante continui a crescere, rimane essenzialmente domestico nonostante le chiare potenzialità che presenta nella sua dimensione transfrontaliera, in termini di più ampia scelta e di possibilità per il risparmio. A tal proposito si dovrebbero incentivare gli sforzi per valorizzare appieno i vantaggi di un vero e proprio mercato unico digitale. Altro elemento negativo sono le pratiche commerciali illegali. Infatti, dal 2010 un numero crescente di consumatori e dettaglianti dell’UE si è imbattuto in pubblicità e offerte fuorvianti e ingannevoli, se non addirittura fraudolente, ed è cresciuto il numero di coloro che hanno ricevuto prodotti che non avevano mai ordinato.

L’obiettivo della nuova Agenda del Consumatore Europeo 2014-2020 è dunque di “emancipare” i consumatori e sensibilizzarli, offrendo loro gli strumenti per partecipare più attivamente al mercato ed influenzarlo, esercitando il potere di scelta. A questo proposito, le proposte attualmente all’esame riguardano i meccanismi di risoluzione delle controversie senza dover adire il tribunale e la risoluzione delle controversie online, con l’obiettivo di aiutare i consumatori europei a risolvere i loro problemi indipendentemente dal luogo e dal modo in cui acquistano un prodotto o un servizio nell’UE.

Da Bruxelles, arrivano poi altre novità, non piacevoli, in questo caso, per il nostro Paese. La scorsa settimana, è stato infatti inoltrato all’Italia un altro richiamo formale. La Commissione ha chiesto a Roma di conformarsi alla normativa dell’UE sulle discariche. La discarica di Malagrotta, in Lazio, contiene rifiuti che non hanno subito il pre-trattamento prescritto dalla Direttiva sulle Discariche, che prevede processi fisici, termici, chimici, o biologici, inclusa la cernita, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero. Su raccomandazione del Commissario all’Ambiente Janez Potočnik, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all’Italia nel quale si richiede l’adempimento entro due mesi. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e applicare sanzioni.

L’indagine EU Pilot ha confermato che nella discarica di Malagrotta, e probabilmente in altre discariche del Lazio, parte dei rifiuti vengono interrati senza essere trattati. Nel piano di gestione dei rifiuti per il Lazio, adottato nel gennaio 2012, sono inoltre emerse contraddizioni tra la capacità di trattamento meccanico-biologico e il quantitativo di rifiuti prodotto nella Regione. Il deficit di capacità ammonta a 126.891 tonnellate all’anno nella sola provincia di Latina e a più di un milione di tonnellate all’anno nella provincia di Roma. Già il 17 giugno 2011 la Commissione aveva inviato una lettera di messa in mora. Ma le autorità italiane avevano risposto che i rifiuti interrati a Malagrotta avrebbero dovuto essere considerati pre-trattati, in quanto sminuzzati prima di essere interrati – condizione non sufficiente, secondo l’UE, per evitare l’inquinamento. Fatto sta che oggi la Commissione torna a rilevare che le autorità italiane non adottano misure sufficienti per ridurre i possibili effetti negativi sull’ambiente e gli eventuali rischi per la salute umana, come invece prescritto dalla Direttiva Quadro sui Rifiuti. I problemi dell’Italia con i rifiuti, si potrebbe dunque concludere, non sembrano finire mai.

Donatella Scatamacchia

 

 

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