Home » Bollettino Europa »Rubriche » UE in ordine sparso verso il summit ONU sul clima: il “Gruppo per la crescita verde”:

UE in ordine sparso verso il summit ONU sul clima: il “Gruppo per la crescita verde”

novembre 4, 2013 Bollettino Europa, Rubriche

Se c’è un anno che abbiamo imparato a tenere a mente quando si tratta di politiche europee è il 2020. Il numero magico, traguardo e baluardo che decreterà il successo o meno della maggioranza degli interventi messi in campo dall’UE. E l’ambiente non fa eccezione. Sono tre, come noto, le principali sfide: tagliare le emissioni del 20%, aumentare l’uso delle rinnovabili al 20% sul totale e migliorare l’efficienza per ridurre l’uso di energia del 20%.

Tuttavia, un gruppo di 13 Stati membri, che oltre all’Italia include Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia, guarda ancora più avanti, precisamente al 2030. Lo fa mettendo nero su bianco e di comune accordo, un ambizioso pacchetto di politiche per energia e clima da sviluppare entro quella data. Alla luce anche delle prime indicazioni emerse dal V Rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che disegna scenari allarmanti legati all’impatto del riscaldamento globale.

La coalizione di Paesi si firma sotto il nome di “Gruppo per la crescita verde” e ha un redatto un Manifesto di 40 pagine contenente diversi traguardi da raggiungere. Il primo riguarda la riforma del mercato europeo delle emissioni (Ets). Il prezzo per tonnellata di carbonio è ormai sotto i cinque euro, troppo poco per assicurare uno sviluppo sostenibile, crescita ed occupazione. Il rischio è quello di perdere terreno di fronte alla rincorsa di Cina e Usa. I Ministri dell’Ambiente puntano, poi, ad assicurare che l’UE riduca fortemente le emissioni di CO2 e che l’azione green non si scontri con l’impegno di limitare i prezzi energetici. Per questo si deve procedere al completamento del mercato interno dell’energia. Cruciale, infine, dare fiducia e stabilità ai potenziali investitori. Le imprese devono essere invogliate a continuare a investire in un’Europa a basso tenore di carbonio.

Tutto per arrivare a sedere al tavolo dei negoziati ONU al prossimo summit sul clima – che si terrà a Varsavia dall’11 al 13 novembre – con le idee chiare. Ed è qui che cominciano i problemi. I Tredici saranno anche d’accordo sui risultati, ma sono decisamente divisi sul modo in cui raggiungerli. Da un lato, la Gran Bretagna preme per un obiettivo unico del 50% di riduzione di CO2 rispetto al 1990, Di questa percentuale, il 10% potrebbe venire dal taglio delle emissioni internazionali di carbonio, il resto dal taglio delle emissioni interne UE. Dall’altro la Danimarca vuole target specifici anche per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. A ciò si aggiunge il Portogallo che preme per inserire anche standard sulle infrastrutture energetiche.

L’incontro di Varsavia, tuttavia, è davvero cruciale. Porrà, infatti, le basi dell’accordo globale del 2015. Secondo la tabella di marcia, dopo questo appuntamento saranno il Perù nel 2014 e poi la Francia nel 2015 a detenere la presidenza di turno della Conferenza ONU sul clima (COP). Il Ministro dell’Ambiente polacco Marcin Korolec ha perciò sottolineato la necessità che a novembre si pongano solide basi per un accordo che dovrà essere applicato da tutti Paesi a livello globale e non solo dall’Unione Europea e pochi altri come avvenuto con il Protocollo di Kyoto. Korolec ha, inoltre, annunciato che è fondamentale mantenere l’equilibrio fra lotta ai cambiamenti climatici e sviluppo, per questo il prossimo meeting vedrà il coinvolgimento del mondo imprenditoriale.

Proprio la Polonia è a capo del blocco UE che frena la definizione di ulteriori target su clima ed energia per il 2030, senza aver visto prima un’intesa mondiale nel 2015, una visione del problema del tutto diversa da quella, già frammentata, del “Gruppo per la crescita verde”.

Il caos determinato dalle posizioni contraddittorie di alcuni Paesi membri potrebbe essere domato dalla Commissione Europea, la quale sta mettendo a punto la propria proposta per i target su energia e clima per il 2030. L’Esecutivo di Bruxelles sta valutando l’impatto di un obiettivo di riduzione della CO2 del 35%, 40% e 45%. La proposta è attesa all’inizio del 2014, in modo da poter essere discussa al vertice UE di marzo, prima del summit ONU di settembre e per spianare la strada verso l’accordo globale del 2015.

Anche il Parlamento Europeo, ha approvato una Risoluzione “sulla Conferenza di Varsavia sul cambiamento climatico (COP 19)” in cui sono elencati i punti chiave della strategia UE contro il climate change: Piattaforma di Durban, Protocollo di Kyoto, mitigazione, finanziamenti per il clima, energia pulita, aviazione internazionale e trasporti marittimi, industria e competitività, ricerca e innovazione, politica energetica.

La riduzione delle emissioni, inoltre, è un tema che si intreccia indissolubilmente alle questioni che tengono svegli i leader europei da qualche anno a questa parte: occupazione, crescita, guadagni. La costruzione di infrastrutture energetiche a basso tenore di carbonio, la maggiore sicurezza energetica che deriverebbe dalla riduzione della dipendenza dai costi di combustibili fossili attualmente importati da regioni caratterizzate da forte instabilità, significherebbe compiere un passo verso un’autosufficienza davvero redditizia.

A livello globale, il volume di affari legato all’energia verde si aggira intorno 4 mila miliardi di Euro all’anno, con stime di crescita annua pari al 4% per i prossimi cinque anni; a queste attività sono legati quasi 8 milioni di posti di lavoro in tutta Europa. La quota di mercato dei Paesi UE ammonta al 22% a livello globale, contro il 19% degli Stati Uniti, il 13% della Cina e il 6% dell’India e del Giappone, per un valore complessivo per l’UE di oltre 900 miliardi di euro l’anno. Ma i concorrenti dell’UE, primi tra tutti Cina e Stati Uniti, stanno aggredendo sempre più il mercato dei beni e servizi a basso tenore di carbonio, erodendo la posizione dominante dell’UE nel settore delle tecnologie pulite.

Evidenze che non sono passate inosservate nemmeno durante l’ultimo Ecofin, il Consiglio Economia e Finanza che riunisce i Ministri degli Stati membri. Durante questa riunione, l’Ecofin ha dedicato un’inconsueta attenzione alla prevenzione del cambiamento climatico. Sono state, infatti, adottate le proposizioni dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) e si è ribadito l’impegno dell’Unione Europea sul fronte ambientale, anche in vista del summit di Varsavia. Ma il punto centrale della riunione riguarda un cospicuo investimento a lungo termine. I Ministri hanno, infatti, deciso di partecipare a parte del finanziamento della quota di 100 miliardi di dollari che andranno impiegati entro il 2020 in azioni concrete che prevengano il climate change. Questi progetti riguarderanno sia il settore pubblico, sia i privati e avranno un respiro internazionale, soprattutto poiché parte dei fondi verrà utilizzata per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad intraprendere la strada della crescita sostenibile evitando strategie dannose per l’ambiente.

Beatrice Credi

Segui su Greenews.info il live blog dalla COP19 di Varsavia, dall’11 al 22 novembre 2013, in collaborazione con i giornalisti del progetto Climate News Mosaic.

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Sofidel lancia il car sharing aziendale elettrico con Nissan

luglio 28, 2017

Sofidel lancia il car sharing aziendale elettrico con Nissan

Attraverso un accordo sulla mobilità elettrica sottoscritto con Nissan e l’acquisto di quattro veicoli 100% elettrici LEAF- attraverso il concessionario Nissan CFL di Lucca – Sofidel, società produttrice di carta per uso igienico e domestico (nota per il brand “Regina“), ha introdotto un importante novità nella gestione del proprio parco auto. Sofidel è infatti la prima azienda [...]

Tere Group progetta MEMO, il camion dimostrativo alimentato con biometano da alghe

luglio 27, 2017

Tere Group progetta MEMO, il camion dimostrativo alimentato con biometano da alghe

Con la collaborazione diretta della casa madre italiana Tere Group Srl, detentrice della tecnologia e insieme ad UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia), L.I.S.T. (Luxembourg Institute of Science and Technology) e altri partner lussemburghesi, la nuova società Tere Group Lux S.A avvierà un innovativo progetto rivolto alla costruzione di MEMO (Mezzo Operativo Mobile), un [...]

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

luglio 26, 2017

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

E’ una delle tendenze di questa estate, ma è in crescita da diversi mesi a giudicare dai dati Google e social: gli italiani amano sempre di più utilizzare prodotti “per il benessere sessuale della coppia”. Solo nelle ultime settimane le ricerche sul web per i sex toys hanno registrato un aumento del 300%. Tendenza che riguarda [...]

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

luglio 25, 2017

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

Cocoon, incubatrice biodegradabile brevettata dall’azienda olandese Land Life Company, potrebbe aiutare a riforestare i territori italiani colpiti da siccità e incendi rivitalizzando ecosistemi degradati e comunità, come sta già succedendo in 24 Paesi nel mondo. Sono infatti due miliardi gli ettari di terreno degradati nel mondo, un’area più grande di quella dell’intero Sudamerica. Tanto che [...]

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

luglio 25, 2017

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

Reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale in campo per prevenire e contrastare gli incendi estivi che stanno causando ingenti danni in molte regioni italiane. E’ la Regione Emilia Romagna, con il supporto della Protezione Civile, a lanciare  un progetto pilota che interessa due siti dell’Appennino tra Modena e Ferrara. Qui sono state installate stazioni di monitoraggio composte da [...]

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

luglio 25, 2017

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

“È necessario uscire dalla logica dell’emergenza per la mancanza di risorse idriche poiché l’intervento emergenziale, in una fase di grave siccità come quella che stiamo attraversando, rischia di portare al nulla”. Lo afferma Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi. Il binomio caldo-siccità, in questa torrida estate [...]

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

luglio 24, 2017

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

Un’autovettura a energia solare? E’ già in circolazione sulle nostre strade, si tratta della Toyota Prius PHV, lanciata sul mercato a febbraio 2017, è dotata dei “Moduli Fotovoltaici HIT per Automobile” di produzione Panasonic. Il modello è definito un plug-in hybrid (PHV) perché rappresenta l’evoluzione dal sistema hybrid verso un veicolo sempre più elettrico. La [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende