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UE, prima della pausa estiva: risorse idriche e protezione degli animali

luglio 9, 2012 Bollettino Europa, Rubriche

La scorsa settimana si è svolta a Strasburgo l’ultima plenaria del Parlamento Europeo prima della pausa estiva. Una sessione molto densa, in cui gli europarlamentari sono stati impegnati su vari fronti, tra cui l’inizio della presidenza di Cipro per il semestre al Consiglio UE.

Proprio in concomitanza tra la sessione plenaria e la prima riunione informale tra i Ministri dell’Ambiente dei 27 Paesi membri, riuniti a Nicosia, Cipro, si è parlato della gestione dell’acqua in Europa. I ministri, diretti dalla presidenza cipriota, sono convenuti sulla necessità di “una gestione più efficace del settore idrico europeo”, dal momento che un utilizzo più intelligente e razionale dell’acqua potrebbe aumentare la resilienza delle risorse idriche nei confronti del cambiamento climatico, dunque di fenomeni climatici estremi come inondazioni e siccità.

Sempre per quanto concerne la gestione dell’acqua, la commissione ENVI (Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare) del Parlamento Europeo, ha adottato un rapporto d’iniziativa per l’implementazione della legislazione dell’UE relativa all’acqua. Il rapporto riconosce che la Direttiva Quadro sull’Acqua (2000/60/CE) costituisce una base legislativa solida e ambiziosa per una gestione integrata dell’acqua di lungo periodo, ma, allo stesso tempo sottolinea l’attuazione lenta e inadeguata della Direttiva da parte degli Stati membri. Il rapporto mette anche in evidenza le lacune specifiche e anticipa i concetti principali alla base del piano di salvaguardia dell’acqua europeo che, prossimamente, sarà elaborato dalla Commissione, disponendo una serie di raccomandazioni, soprattutto per quel che concerne l’utilizzo razionale delle risorse idriche in campo agricolo ed energetico.

Altro importante tema trattato in plenaria, è stato quello delle regole  sul benessere degli animali. Il Parlamento infatti, lo scorso mercoledì ha approvato una risoluzione non legislativa nella quale si legge che “bisognerebbe mettere insieme le regole esistenti in materia di benessere degli animali per creare una singola legislazione europea, con lo scopo di aumentare la conformità e garantire gli stessi diritti e doveri per tutti gli agricoltori dell’UE. Inoltre, le nuove regole dovrebbero coprire tutti gli animali d’allevamento, comprese le vacche da latte, nonché cani e gatti randagi e altri animali domestici, che attualmente non sono protetti da nessuna legge europea”.

Marit Paulsen (ALDE, SE), che ha redatto la risoluzione in risposta alla strategia per il benessere degli animali 2012-2015, presentata dalla Commissione nel 2012, ha dichiarato che “l’aspetto più importante di questa proposta è caratterizzato dai dettagli della legge quadro su base scientifica, che riflettono il legame tra salute pubblica e animale. Dobbiamo definire insieme, continua la Paulsen, cosa si intende per buone pratiche zootecniche e determinare chiaramente chi è responsabile per gli animali. È una questione di equità, sia per gli animali sia per i produttori in tutta Europa”.

Entrando nello specifico, la risoluzione si occupa della protezione del benessere degli animali, che è strettamente connesso alla protezione della salute umana con la diffusione di malattie legate agli animali e la resistenza antimicrobica. Secondo gli europarlamentari la legislazione europea dovrebbe introdurre nuove regole per l’identificazione e la registrazione degli animali domestici e vietare canili e rifugi senza licenza, nonché  applicare sanzioni severe in qualsiasi Stato membro che non rispetti le regole. Inoltre, poiché permangono carenze in termini di rispetto delle norme in materia di salute animale, i deputati chiedono agli Stati membri di assumere più ispettori, adeguatamente formati, e di stanziare maggiori risorse per l’Ufficio Alimentare e Veterinario dell’UE. Le violazioni dovranno essere sanzionate in modo efficace, accompagnate da informazioni complete da parte delle autorità competenti, nonché da opportune misure correttive.

In definitiva, standard equivalenti per il benessere degli animali dovranno essere applicati per garantire una parità di condizioni a tutti gli agricoltori europei e standard qualitativi comparabili (sul prodotto finale) per i consumatori dell’UE. Per questo, in risposta alle denunce dei cittadini europei e per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli, i deputati hanno anche invitato la Commissione a prendere in considerazione la creazione di un’etichetta “macellazione senza stordimento” per la carne.

Donatella Scatamacchia

 

 

 

 

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