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Ue, una tabella di marcia per ridurre le emissioni entro il 2050

marzo 14, 2011 Bollettino Europa, Rubriche

Courtesy of European Union 2011 PE-EP Pietro Naj-OleariÈ giunto il momento di passare a un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio” ha ammonito la commissaria europea responsabile dell’Azione per il clima, Connie Hedegaard, lo scorso 9 marzo. Non c’è più tempo e per farlo con buoni e veloci risultati la Commissione Ue ha presentato una tabella di marcia. Una tabella che si basa su un modello economico globale che suggerisce i passi da fare per realizzare le riduzioni interne dell’80% entro il 2050.

Innanzi tutto è necessario che le emissioni dei gas a effetto serra siano ridotte del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030 e del 60% entro il 2040. Tutti i settori economici sono chiamati a contribuire. Le politiche attuali puntano invece a ridurre le emissioni interne del 30% entro il 2030, e del 40% entro il 2050. In primis i risparmi energetici. Per realizzare un’economia a basse emissioni di carbonio, nei prossimi 40 anni l’UE dovrà effettuare investimenti pari all’1,5% del Pil, ovvero 270 miliardi di euro, in aggiunta al 19% del Pil attualmente già investito. Tale aumento basterebbe appena per riportare l’Europa ai livelli di investimento precedenti alla crisi economica. Una buona parte, se non tutta, di tali investimenti sarà compensata da una fattura energetica meno onerosa per gas e petrolio. Si stima infatti che sarà possibile risparmiare tra i 175 e i 320 miliardi di euro l’anno. Gli investimenti oltre a ridurre la dipendenza dell’Europa dalle importazioni energetiche tali investimenti stimoleranno nuove fonti di crescita, salvaguarderanno l’occupazione e creeranno nuovi posti di lavoro. Potremo inoltre ridurre l’inquinamento atmosferico e i costi sanitari ad esso connessi.

Da qui al 2050 i benefici derivanti da una migliore qualità dell’aria potrebbero ammontare complessivamente a 88 miliardi di euro. “Quanto più aspetteremo, tanto più elevato sarà il costo. Con i prezzi del greggio che continuano ad aumentare”, ricorda Connie Hedegaard. Priorità alle misure interne, infatti si raccomanda di perseguire l’obiettivo soprattutto attraverso misure proprie, dal momento che di qui al 2050 diminuirà notevolmente la disponibilità di crediti internazionali per compensare le emissioni. L’analisi rivela inoltre che, affinché l’obiettivo per il 2050 venga raggiunto nel modo economicamente più sostenibile, nel 2020 bisognerebbe ridurre le emissioni del 25%, anziché del 20% come attualmente previsto, e unicamente attraverso interventi a livello Ue. Per raggiungere l’obiettivo del 20% di risparmio energetico potrebbe rendersi necessario accantonare alcune delle quote di emissione della riserva comune di quote che gli Stati membri metteranno all’asta a partire dal 2013 nel quadro del sistema Ue di scambio delle quote di emissione.  Le prossime tappe sono la futura elaborazione delle politiche nazionali ed europee volte a realizzare, entro il 2050, un’economia a basse emissioni di carbonio. Per questo motivo la Commissione punta ad elaborare tabelle di marcia specifiche per ciascun settore.

Francesca Fradelloni

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